Pordenone, in Biblioteca la mostra “La bellezza dell’imperfezione” firmata dai ragazzi

Dal 17 aprile al 2 maggio l’esposizione in Biblioteca civica: fotografie e testi intrecciano fragilità, dignità e welfare culturale.

18 aprile 2026 16:46
Pordenone, in Biblioteca la mostra “La bellezza dell’imperfezione” firmata dai ragazzi -
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PORDENONE – La fotografia come spazio di racconto, ma anche come gesto di cura e condivisione. È questo il cuore de “La bellezza dell’imperfezione”, la mostra inaugurata alla Biblioteca civica alla presenza degli assessori comunali Alberto Parigi (Cultura) e Guglielmina Cucci (Pari opportunità), all’interno del progetto “La Cultura che Cura”, parte del percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 17 aprile al 2 maggio 2026, raccoglie gli scatti realizzati da adolescenti oncologici e propone un itinerario che intreccia dimensione artistica e vissuto personale. Accanto alle fotografie, il percorso è arricchito dai testi di tre giovani dell’Istituto Flora, del Centro diurno per i Disturbi alimentari e pediatrici e del CRO di Aviano, chiamati a dare voce – con parole e sguardi – ai temi della fragilità e dell’identità.

Un progetto che unisce cultura e benessere

Nel suo intervento, l’assessore Parigi ha evidenziato il valore del lavoro di rete che sostiene “La Cultura che Cura”, capace di mettere al centro le persone, soprattutto quelle più vulnerabili, attraverso iniziative che collegano arte, musica, teatro e percorsi di accompagnamento. La mostra, ha sottolineato, è una prova concreta che il cammino verso il 2027 non si esaurisce in un calendario di eventi, ma può generare ricadute reali sulla qualità della vita e sulla coesione della comunità. Da qui il ringraziamento ai soggetti coinvolti e al personale della Biblioteca civica, indicata come luogo in cui la cultura diventa strumento quotidiano di benessere.

Dal modello assistenziale al welfare culturale

Sulla stessa linea l’assessora Cucci, che ha letto l’iniziativa come parte di un’evoluzione già avviata dai servizi sociali: dalla logica dell’assistenza a un welfare culturale e comunitario che valorizza l’unicità delle persone e rafforza l’integrazione tra politiche sociali, culturali ed educative. Centrale, nel progetto, la collaborazione con il sistema sociosanitario: un cambio di prospettiva in cui la cultura può diventare leva di cura e la cura, a sua volta, occasione di cultura.

Secondo Cucci, fotografie e testi esposti in Biblioteca permettono di affrontare questioni decisive per la società contemporanea – integrazione, dignità, fragilità – e di riconoscere nell’espressione artistica uno strumento di conoscenza, rispetto e coesione sociale. Un significato che, nelle intenzioni del Comune, rappresenta uno dei tratti più profondi del percorso di Pordenone verso il 2027.

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