Pordenone dentro il record di Collega-menti: il festival dell’Università di Udine supera quota 5 mila
La formula distribuita tra le sedi universitarie premia anche gli appuntamenti pordenonesi: tra i momenti più seguiti lo spettacolo dei Papu e l’incontro con Massimo Polidoro.
C’è anche Pordenone nel risultato finale di Collega-menti 2026, la rassegna di divulgazione dell’Università di Udine che ha chiuso l’edizione di quest’anno con più di 5 mila partecipanti complessivi. Il dato assume un peso particolare proprio alla luce della scelta di portare il programma in più città, coinvolgendo in modo diretto anche la sede pordenonese.
Dal 2 al 4 ottobre il festival ha messo in calendario incontri, laboratori e spettacoli non soltanto a Udine, ma anche a Pordenone, Gorizia e Gemona del Friuli. Per l’Ateneo la risposta del pubblico conferma la tenuta di una formula diffusa, pensata per avvicinare la ricerca ai territori e non lasciarla confinata agli spazi universitari tradizionali.
Pordenone tra gli appuntamenti più seguiti
Nel bilancio conclusivo trovano spazio anche alcuni dei momenti che hanno richiamato più persone proprio nel capoluogo del Noncello. Tra questi viene segnalato lo spettacolo dei Papu, realizzato appositamente per il festival, inserito dall’Università tra gli eventi di maggiore richiamo dell’intera manifestazione.
Buona partecipazione anche per la proposta rivolta alle scuole: a Pordenone la lezione del divulgatore scientifico Massimo Polidoro ha coinvolto circa 200 studenti. Un numero che conferma l’interesse del pubblico giovane per un programma costruito per rendere accessibili temi scientifici e culturali attraverso linguaggi diversi.
Una rassegna cresciuta su più città
L’edizione 2026, dedicata al tema degli Equilibri, ha messo insieme oltre 90 ospiti e 72 appuntamenti complessivi. La novità organizzativa più evidente è stata la rete di 20 sedi distribuite tra le quattro città universitarie coinvolte, con l’obiettivo di valorizzare le specificità locali e ampliare la platea raggiunta.
Accanto agli eventi più affollati, il festival ha proposto 23 laboratori interattivi per studenti e famiglie. Molti di questi hanno esaurito i posti già in fase di pre-iscrizione, segnale di una domanda forte soprattutto per le attività pratiche ed esperienziali.
Laboratori, benessere e attività per famiglie
Tra le iniziative che hanno registrato il tutto esaurito figurano il laboratorio di scrittura con l’intelligenza artificiale, la caccia al tesoro fotografica per le vie cittadine, il percorso sugli spazi verdi urbani legato all’“architettura della calma” e l’incontro con Elisabetta Dami e Lucia Tancredi dedicato alla parola come strumento di cura.
Molto seguite anche le proposte orientate al benessere psicofisico, dalle passeggiate dedicate al movimento alle lezioni di yoga, fino agli incontri sulle strategie per affrontare stress e ansie quotidiane. È stato questo uno dei filoni che ha intercettato con più forza famiglie, scuole e pubblico generalista.
Il significato del risultato per l’Ateneo
Secondo il rettore Angelo Montanari, l’esito della quarta edizione mostra quanto una divulgazione rigorosa ma concreta possa trovare spazio anche fuori dalle aule. Il rettore ha richiamato inoltre il lavoro condiviso di docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, sottolineando il carattere interdisciplinare che accompagna il progetto fin dall’inizio.
Per l’Università, l’allargamento del festival a tutte le sedi si è rivelato decisivo. La partecipazione registrata nelle diverse città, compresa Pordenone, spinge già verso una conferma della formula anche per il 2027, dopo un’edizione che ha unito presenza territoriale e crescita del pubblico.
Il filo conduttore degli “Equilibri”
La curatrice scientifica Barbara Gallavotti ha indicato nel tema degli Equilibri una chiave adatta al tempo presente, segnato da cambiamenti rapidi e da una sensazione diffusa di instabilità. L’idea proposta dal festival è quella di un equilibrio mobile, da ricostruire attraverso il dialogo tra saperi, competenze e sensibilità differenti.
Il consuntivo finale restituisce così l’immagine di una manifestazione in crescita non solo nei numeri, ma anche nella capacità di radicarsi nei territori. E nel quadro di questo allargamento, la tappa pordenonese ha avuto un ruolo riconoscibile, contribuendo in modo concreto al record complessivo della rassegna.
Con 19 Vetrine della Ricerca, 23 laboratori, oltre 90 ospiti e 72 appuntamenti distribuiti tra le sedi universitarie del Friuli, Collega-menti archivia dunque l’edizione 2026 con un bilancio che rafforza anche il peso di Pordenone nella geografia culturale del festival.