Pordenone e San Vito, tre opere dagli scarti delle fabbriche: 13 aziende coinvolte in Re-Incite

Materiali di recupero forniti da imprese del territorio diventeranno installazioni tra Polo Tecnologico Alto Adriatico, LEF e nuova sede ITS.

02 novembre 2026 12:46
Pordenone e San Vito, tre opere dagli scarti delle fabbriche: 13 aziende coinvolte in Re-Incite -
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Non finiranno in smaltimento, ma in spazi frequentati ogni giorno da studenti, tecnici e imprese. Una parte degli scarti prodotti da tredici aziende del territorio pordenonese sarà infatti trasformata in tre installazioni artistiche destinate a diversi luoghi simbolo dell’innovazione locale.

L’iniziativa rientra in Re-Incite, progetto europeo che punta a dare forma concreta ai principi dell’economia circolare. Nel caso del Pordenonese, il lavoro è stato sviluppato da COMET, il Cluster della Metalmeccanica Fvg, insieme a Confindustria Alto Adriatico e con il coinvolgimento del Comune di Pordenone.

Le opere arriveranno in tre punti del territorio

Le creazioni saranno collocate nelle prossime settimane al Polo Tecnologico Alto Adriatico, alla LEF – Lean Experience Factory di San Vito al Tagliamento e nella nuova sede ITS di Pordenone. La scelta dei luoghi dà una lettura precisa del progetto: non solo riuso dei materiali, ma anche un messaggio rivolto ai contesti in cui si formano competenze e si sperimentano processi produttivi.

In questo modo il recupero degli scarti non resta un tema interno alle aziende, ma diventa qualcosa di visibile per la comunità, inserito in spazi che raccontano già oggi una parte importante dell’economia provinciale.

Chi mette a disposizione i materiali

A fornire i residui di lavorazione sono state Alfa Elettronica, Arco 78, Costam, Fonderia Piccin, Fontanafredda Cold Forging, IEC Impianti, Mec+, Officine GSP, Premek Hi Tech, Realcable, Rimorchi Bertoja, Ros e TSM.

I materiali sono stati affidati agli artisti dell’Associazione Lago, a Claudia Barbieri con il supporto di Carlo Vidoni e a Massimo Poldelmengo, chiamati a trasformare ciò che nasce come scarto in opere da restituire al territorio.

Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto
Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto

Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto
Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto

Il senso del progetto tra industria e cultura

Il percorso locale si inserisce in una cornice internazionale che chiede ai partner di tradurre gli obiettivi del progetto in azioni riconoscibili sul proprio territorio. L’idea è costruire strumenti e politiche utili a favorire filiere più attente al riutilizzo delle risorse, limitando sprechi e impatto ambientale.

Per Sergio Barel, presidente di COMET, il valore dell’iniziativa sta anche nell’incontro tra manifattura e cultura: dalle collaborazioni tra imprese e artisti, osserva, possono nascere risultati capaci di restituire utilità pubblica a materiali che altrimenti diventerebbero rifiuti.

I partner europei di Re-Incite, oltre a COMET, sono Greater Heilbronn Economic Development Agency in Germania, Anteja ECG Ltd in Slovenia, BizUp Austria in Austria, Stuttgart Region Economic Development Corporation in Germania e Regio Basiliensis in Svizzera.

Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto
Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto

Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto
Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto

Per la provincia di Pordenone il progetto mette insieme due tratti forti del territorio: la vocazione manifatturiera e la capacità di sperimentare nuove forme di collaborazione. Le tre installazioni, una volta completate, saranno il segno più visibile di questo passaggio dal residuo industriale a bene condiviso.

Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto
Scarti industriali trasformati in arte, tredici imprese del Pordenonese nel progetto

La ricaduta, oltre all’aspetto simbolico, è tutta locale: aziende, luoghi della formazione e spazi dell’innovazione entrano nello stesso racconto, mostrando come anche un materiale di scarto possa diventare parte di un patrimonio comune.

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