Pordenone entra nella strategia dell’Alto Adriatico: la Regione spinge sull’asse interporti-ferrovia

Dal forum di Opatija il Friuli Venezia Giulia rilancia una rete logistica integrata. Nel disegno regionale c’è anche il nodo di Pordenone.

23 settembre 2026 19:57
Pordenone entra nella strategia dell’Alto Adriatico: la Regione spinge sull’asse interporti-ferrovia -
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Nella partita della logistica del Nordest, anche Pordenone è chiamata a ritagliarsi uno spazio preciso. Dal convegno internazionale “Moving Adria. Navigating the Future of Adriatic Logistics”, aperto il 23 settembre 2026 a Opatija-Abbazia, è arrivata infatti una linea politica chiara del Friuli Venezia Giulia: la competitività non dipenderà più dal peso del singolo scalo, ma dalla capacità di far lavorare insieme porti, interporti e collegamenti ferroviari.

A portare questa impostazione è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, intervenuta in rappresentanza del presidente Massimiliano Fedriga. Il messaggio lanciato dalla Regione punta a un sistema adriatico più connesso, tecnologico e capace di muovere merci in modo efficiente verso i mercati europei.

Per il territorio pordenonese il tema non è marginale. Nel quadro richiamato dalla Regione, infatti, la rete degli interporti del Friuli Venezia Giulia comprende anche Pordenone, inserita in una visione che lega i porti di Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro ai nodi retroportuali e alle infrastrutture terrestri.

Logistica adriatica, il Friuli Venezia Giulia punta su porti e ferrovie per competere in

Il ruolo di Pordenone nel disegno regionale

L’idea esposta a Opatija è quella di superare una lettura ristretta, centrata sulla concorrenza tra singoli porti dell’Alto Adriatico. Secondo Amirante, il confronto vero si sposta su sistemi logistici in grado di specializzarsi e cooperare, aumentando nel complesso la capacità dell’area adriatica di intercettare i traffici internazionali.

In questa impostazione, l’interporto di Pordenone rientra in una rete più ampia insieme a Trieste, Gorizia e Cervignano. Non conta soltanto il volume delle merci o la lunghezza delle tratte ferroviarie: per la Regione pesa soprattutto la possibilità di mettere in relazione scali marittimi, piattaforme retroportuali e connessioni su ferro e su gomma dentro una strategia unitaria.

Perché l’Alto Adriatico pesa sempre di più

Nel suo intervento, l’assessore ha richiamato anche il contesto internazionale che sta cambiando rapidamente. Le tensioni nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz, insieme alla riorganizzazione delle catene di approvvigionamento, stanno riportando al centro il valore delle infrastrutture logistiche e delle rotte più affidabili.

In questo scenario l’Alto Adriatico viene indicato come uno sbocco naturale verso l’Europa centro-orientale, con riferimenti ai mercati di Austria, Germania meridionale, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. È su questo asse che il Friuli Venezia Giulia prova a rafforzare la propria funzione di cerniera tra Mediterraneo e Mitteleuropa.

Ferrovie, nodi logistici e collegamenti da rafforzare

Tra gli interventi richiamati dalla Regione ci sono il potenziamento del nodo ferroviario di Udine lungo la direttrice per Tarvisio, lo sviluppo dei collegamenti tra porti e interporti e l’ampliamento autostradale con la terza corsia nel tratto tra Palmanova e Trieste. La logica è quella di aumentare l’efficienza complessiva della rete, non di puntare su un’infrastruttura isolata.

Nella strategia regionale trova spazio anche il principio della ridondanza, cioè la presenza di più connessioni e di una maggiore capacità intermodale. Per la Regione è un elemento decisivo per dare stabilità al sistema europeo delle merci in una fase segnata da rotte in evoluzione, dal canale di Suez al Middle Corridor fino al corridoio IMEC.

Letta da Pordenone, questa impostazione conferma che il territorio viene considerato parte di una piattaforma logistica più ampia, costruita sulle relazioni con partner italiani e con i vicini sloveni, croati, austriaci ed europei. La sfida, nelle intenzioni della Regione, è trasformare la posizione di confine del Friuli Venezia Giulia in un vantaggio operativo e competitivo.

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Gli interventi alla prima giornata del forum

Alla giornata inaugurale del convegno sono intervenuti anche Nina Perko, direttrice dell’Amministrazione Marittima presso il Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture della Croazia, Gerhard Schlattl di Advantage Austria, Boris Sucic del Centro per l’efficienza energetica dell’Istituto Jožef Stefan e Denis Vukorepa, direttore dell’Autorità portuale di Fiume.

Il confronto avviato a Opatija conferma che la logistica adriatica viene ormai letta su scala sovranazionale. Per Pordenone, inserita nel sistema degli interporti regionali, il tema riguarda da vicino la capacità del territorio di agganciarsi a una rete che guarda oltre i confini locali e punta ai corridoi europei delle merci.

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