Pordenone, fondi regionali ad Artemide: il progetto per donne migranti guida la graduatoria
Il Comune ottiene 25 mila euro con il punteggio più alto nel bando sulle pari opportunità. Al centro salute, autonomia e accesso ai servizi.
Un finanziamento regionale da 25 mila euro porterà a Pordenone un nuovo percorso dedicato alle donne migranti, costruito attorno a salute, autonomia personale e inclusione. Il progetto si chiama ARTEMIDE Essenza in luce ed è quello che ha raccolto la valutazione migliore nella graduatoria del bando previsto dalla legge regionale 9/2023 su pari opportunità e contrasto alle discriminazioni.
Per il territorio si tratta di un risultato rilevante non solo per l’entità del contributo, ma anche per il riconoscimento ottenuto a livello regionale: la proposta del Comune ha infatti totalizzato 41 punti, collocandosi davanti alle altre candidature presentate.
L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: rafforzare la partecipazione delle donne straniere alla vita sociale, educativa e lavorativa, offrendo strumenti concreti per muoversi con maggiore sicurezza tra servizi, relazioni e opportunità presenti in città.
Una rete locale costruita su sanità, sociale e formazione
Il progetto sarà portato avanti dal Comune insieme ad ASFO, Voce Donna ETS, Ass. L’Istrice APS e In Prima Persona ETS. La collaborazione mette assieme competenze diverse, dall’ambito sociosanitario a quello educativo, fino alle attività di prevenzione e supporto.
Questa impostazione punta a dare continuità al lavoro già sviluppato negli anni scorsi dall’amministrazione comunale sui temi dell’inclusione. L’assessora alle Pari Opportunità Guglielmina Cucci ha collegato il risultato ottenuto a un percorso già avviato con i progetti Satori, Meraki e Aletheia, quest’ultimo premiato anche in ambito nazionale.
Cosa prevede Artemide
Il programma è articolato in più linee di intervento. Una parte riguarda il rafforzamento dell’autonomia quotidiana: corsi di lingua, competenze digitali, orientamento al lavoro e attività legate agli spostamenti in ambito urbano. In questo quadro è inserito anche un laboratorio pratico per imparare a usare la bicicletta.
Accanto al lavoro rivolto alle donne, è previsto anche un percorso dedicato agli uomini migranti, pensato per affrontare il tema del ruolo femminile nel contesto sociale e familiare.
Un altro asse del progetto interviene sulla prevenzione della violenza di genere. Sono previsti momenti informativi con professionisti della sanità e con realtà che operano ogni giorno nell’accoglienza e nell’accompagnamento delle donne che hanno subito violenza.
Salute femminile e benessere come leva di inclusione
Tra i punti centrali di Artemide c’è anche la promozione della salute, con incontri dedicati agli stili di vita corretti e all’alimentazione. L’idea è affiancare all’inclusione sociale un lavoro di consapevolezza sul benessere personale.
Una particolare attenzione sarà riservata alla salute delle donne, anche per aiutare a riconoscere quanto fattori culturali e condizioni di fragilità possano incidere sull’equilibrio psicologico e sanitario. In questo senso il progetto prova a tenere insieme prevenzione, accesso ai servizi e maggiore conoscenza delle opportunità disponibili sul territorio.
Per Pordenone, il primo posto nel bando regionale rappresenta quindi un sostegno economico ma anche un segnale politico e sociale: investire su lingua, strumenti digitali, tutela e salute significa rendere più concreta la possibilità, per molte donne migranti, di partecipare pienamente alla vita della comunità.