Pordenone, il ministro Foti verifica i cantieri Pnrr: in città opere per oltre 42 milioni

Dall’ex Birrificio alle Casermette, tappa nei principali interventi finanziati dal Piano. Il Comune punta a chiudere i lavori entro le scadenze.

12 ottobre 2026 17:40
Pordenone, il ministro Foti verifica i cantieri Pnrr: in città opere per oltre 42 milioni -
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La partita del Pnrr a Pordenone passa da cantieri che incidono su scuola, mobilità, spazi urbani e servizi pubblici. Nella visita istituzionale di oggi, 12 ottobre 2026, il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti ha fatto il punto con l’amministrazione comunale su un pacchetto di risorse che vale più di 42 milioni di euro, destinato a salire oltre quota 80 milioni considerando i cofinanziamenti di Regione e Comune.

Per il capoluogo si tratta di una fase decisiva: i lavori sono già avviati in più punti della città e il tema non è soltanto ottenere i fondi, ma portarli a compimento entro i termini fissati dal Piano. È su questo terreno che il Comune ha voluto presentare a Foti lo stato di avanzamento degli interventi ritenuti più strategici.

Nel tour erano presenti, accanto al ministro, il sindaco Alessandro Basso, l’assessore Lidia Diomede, l’europarlamentare Alessandro Ciriani, l’onorevole Emanuele Loperfido e l’assessore regionale Cristina Amirante. Il percorso si è chiuso a Spazio Zero, dove sono stati illustrati numeri e obiettivi del programma.

Pnrr, Foti promuove Pordenone: 42 milioni di fondi e cantieri da chiudere entro i tempi

Gli interventi su cui Pordenone gioca la sfida del Piano

Tra i luoghi mostrati al ministro c’è l’ex Birrificio, considerato uno dei progetti più rappresentativi della trasformazione in corso. L’edificio è destinato a ospitare attività legate all’ITS e al mondo universitario, con spazi per la didattica e soluzioni abitative per studenti. Un tassello che l’amministrazione lega alla crescita di una città più attrattiva per i giovani.

Nel sopralluogo sono rientrate anche le Casermette, inserite in un percorso di recupero urbano che punta a restituire funzione a un’area significativa, e l’ex Battirame, dove l’idea è ampliare l’offerta sportiva cittadina aprendo anche a discipline meno praticate rispetto a quelle tradizionali.

Il senso complessivo dell’operazione, per il Comune, sta proprio nella varietà degli ambiti toccati: non un’opera simbolo isolata, ma una rete di interventi che mette insieme formazione, abitare, riqualificazione, sport e innovazione amministrativa.

Mobilità, scuole e digitale nel pacchetto finanziato

Nel quadro presentato durante la giornata rientrano anche i progetti per la mobilità sostenibile, con sette autobus elettrici e un mezzo a idrogeno, oltre agli investimenti che riguardano l’edilizia scolastica, la qualità dell’abitare e la rigenerazione urbana. A questo si aggiungono tredici interventi per la digitalizzazione della macchina comunale.

Foti ha richiamato un punto politico e finanziario non secondario: le risorse del Pnrr, ha osservato, vanno impiegate con attenzione perché una parte importante deriva da fondi che il Paese dovrà restituire. Da qui il ragionamento sulla necessità di trasformare i finanziamenti in opere utili e durature.

Il Comune: cantieri aperti oggi, effetti attesi nei prossimi anni

Il sindaco Alessandro Basso ha rivendicato il lavoro tecnico e amministrativo che ha permesso di mettere a terra i progetti, sottolineando la scelta di concentrare gli investimenti in luoghi ritenuti centrali per il futuro della città. Nella lettura del Comune, il disegno comprende l’area universitaria, i servizi per i più giovani e una serie di interventi connessi alla sostenibilità.

Il primo cittadino ha richiamato anche il tema più concreto per chi vive Pordenone ogni giorno: i disagi legati ai lavori in corso. La linea dell’amministrazione è che la fase dei cantieri vada letta come un passaggio necessario per arrivare a una città diversa, con l’obiettivo dichiarato di rispettare le scadenze e, se possibile, anticiparle.

Nel ragionamento del Comune rientrano anche altri nodi urbani, come piazza del Popolo, i parcheggi e la riqualificazione dell’area legata al Centro Studi. Basso ha inoltre evidenziato il valore della continuità amministrativa e del lavoro condiviso con i diversi livelli istituzionali.

Le valutazioni del ministro e il riferimento a Pordenone 2027

Prima della visita, ha spiegato Foti, era stato esaminato il dossier relativo agli interventi cittadini. Il giudizio espresso al termine del sopralluogo è stato positivo: il ministro ha parlato di opere ben impostate e di una capacità realizzativa che, a suo avviso, rende Pordenone un esempio favorevole nell’attuazione del Piano.

Tra i progetti che lo hanno colpito maggiormente, Foti ha citato il recupero dell’ex Birrificio per funzioni legate alla formazione, ma anche il riuso delle Casermette e dell’ex Battirame. Nel suo intervento ha aggiunto che la città, per qualità dei percorsi avviati, merita il riconoscimento di capitale italiana della Cultura 2027.

Anche Alessandro Ciriani ha letto il lavoro in corso come il risultato di un percorso costruito negli anni, con amministratori oggi impegnati in ruoli diversi tra livello comunale, regionale, nazionale ed europeo. La prospettiva indicata è quella di una Pordenone sempre meno legata soltanto alla sua storia produttiva e militare e più capace di attrarre studenti, famiglie e visitatori attraverso servizi, cultura, sport e spazi recuperati.

Pnrr, Foti promuove Pordenone: 42 milioni di fondi e cantieri da chiudere entro i tempi

Tra i prossimi passaggi indicati dall’amministrazione c’è la volontà di consolidare l’esperienza maturata dagli uffici nella gestione dei cronoprogrammi, così da accompagnare fino in fondo la stagione dei finanziamenti straordinari. Per Pordenone, il banco di prova adesso resta uno solo: trasformare i progetti finanziati in opere concluse e realmente utilizzabili dalla città.

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