Pordenone, in Municipio affidati Kim e Hope: due nuovi cani guida per persone non vedenti del Friuli Venezia Giulia
La consegna nella sala consiliare valorizza un progetto sostenuto dal Lions Club Pordenone Host con A.N.Fa.Mi.V. per rafforzare autonomia e mobilità.
Due percorsi di autonomia hanno trovato un nuovo compagno di strada a Pordenone. Nella sala consiliare del Municipio sono stati affidati Kim e Hope, cani guida destinati ad Alessandra Piccolo e Marialaura Uberti, entrambe già abituate a muoversi con il supporto di un ausilio fondamentale per la vita quotidiana.
Kim, un pastore tedesco, è stato assegnato ad Alessandra; Hope, un labrador, a Marialaura. La cerimonia ha messo al centro non soltanto il momento simbolico della consegna, ma anche il lavoro che sta dietro a un servizio ancora prezioso e complesso da garantire per chi ha una disabilità visiva.
L'iniziativa si inserisce in un percorso che nel territorio pordenonese coinvolge il Lions Club Pordenone Host e A.N.Fa.Mi.V. APS-ETS, realtà che si occupa di preparazione e assegnazione dei cani guida. Per la città e per la provincia è stata anche un'occasione pubblica per richiamare l'attenzione su un tema concreto: la possibilità di spostarsi, lavorare, costruire relazioni e vivere gli spazi comuni con maggiore sicurezza.
Un progetto che cresce anche grazie al territorio
Alla base dell'iniziativa c'è la collaborazione avviata tra il Lions Club Pordenone Host e l'associazione A.N.Fa.Mi.V., con l'obiettivo di sostenere la formazione di nuovi cani guida. Il club ha raccolto risorse attraverso eventi e spettacoli, contribuendo all'acquisto dei cuccioli destinati a un percorso di preparazione lungo e specializzato.
Il presidente del Lions Club Pordenone Host, Claudio Mazzon, ha ringraziato l'amministrazione comunale per l'accoglienza della cerimonia e ha richiamato il contributo di soci, sponsor e sostenitori che negli anni hanno permesso di dare continuità al progetto. Un riconoscimento particolare è stato rivolto anche a Tullio Frau, indicato come una delle figure che hanno creduto con convinzione nell'iniziativa.
Per il Pordenonese il dato più concreto è che, grazie a questo lavoro, le consegne effettuate nell'ambito dello stesso progetto salgono ora a sei: ai due nuovi affidamenti si aggiungono infatti altri quattro cani guida già assegnati negli anni scorsi.
Quanto tempo serve per arrivare all'affidamento
Dietro una consegna come quella avvenuta a Pordenone c'è un iter che richiede mesi, professionalità specifiche e una rete di volontari. Francesco De Domenico, responsabile del Servizio cani guida di A.N.Fa.Mi.V., ha spiegato che il cammino parte quando il cucciolo ha circa due mesi, prosegue con la socializzazione presso famiglie disponibili e continua poi con l'addestramento vero e proprio.
Dopo questa fase, che può durare diversi mesi, arriva l'affiancamento con la persona che riceverà il cane. Non si tratta quindi di una semplice assegnazione, ma della costruzione di un rapporto calibrato sulle esigenze individuali, sulle abitudini e sul contesto di vita.
Su questo punto si è soffermata anche Maria Luisa Gargiulo, psicologa e psicoterapeuta, sottolineando l'importanza di un abbinamento personalizzato. Alessandra Piccolo e Marialaura Uberti avevano già concluso il periodo di conoscenza e lavoro con i rispettivi cani prima dell'appuntamento ufficiale in Comune.
Il valore pubblico dell'iniziativa
Nel corso della mattinata l'assessora alle Politiche sociali Guglielmina Cucci ha richiamato il significato civico della consegna, legandolo ai temi della libertà di movimento, dei diritti e della partecipazione piena alla vita della comunità. La scelta della sala consiliare, in questa lettura, ha voluto dare risalto istituzionale a un impegno che riguarda l'inclusione e non soltanto l'assistenza.
Alla cerimonia era presente anche Cecilia De Luca, commissaria della Polizia di Stato in rappresentanza del questore di Pordenone Graziella Colasanto. Nel suo intervento ha insistito sul riconoscimento della persona oltre ogni etichetta, ricordando il dovere delle istituzioni di tutelare diritti e dignità.
Hanno partecipato inoltre Christian Toffolo, presidente provinciale di Pordenone dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, e Tullio Frau, presidente provinciale dell'Associazione Internazionale Prevenzione della Vista. Entrambi hanno richiamato la necessità di rafforzare servizi che, a fronte delle richieste esistenti, restano ancora limitati.
Dalla presidente di A.N.Fa.Mi.V. APS-ETS, Edda Calligaris, è arrivato infine un messaggio chiaro: iniziative come quella ospitata a Pordenone sono insieme una festa e un richiamo alla responsabilità collettiva. Per ampliare il numero dei cani guida disponibili servono risorse, volontari e continuità. Intanto Kim e Hope rappresentano già un risultato concreto, destinato a incidere nella vita di due persone e a lasciare nel territorio un segnale preciso sul valore dell'autonomia.