Pordenone entra nel festival Collega-Menti 2026: riflettori su equilibrio mentale, lavoro e vita digitale
Tra il 2 e il 4 ottobre anche Pordenone ospiterà il festival dell’Università di Udine: il sondaggio preliminare segnala stress lavorativo e sovraccarico digitale.
Anche Pordenone sarà tra le città coinvolte nella quarta edizione di Collega-Menti, il festival promosso dall’Università di Udine che quest’anno sceglie come parola guida “Equilibrio”. L’appuntamento è fissato dal 2 al 4 ottobre e porterà nel circuito regionale oltre 60 iniziative, con un programma distribuito tra Udine, Gemona, il capoluogo del Noncello e Gorizia.
Per il territorio pordenonese la presenza nel calendario del festival significa entrare in un confronto ampio, che unisce divulgazione, ricerca e riflessione pubblica su un tema sempre più sentito: il rapporto tra benessere mentale, pressione professionale e iperconnessione. La direzione scientifica è affidata anche per questa edizione a Barbara Gallavotti.
Il disagio che emerge dal sondaggio
A fare da sfondo all’edizione 2026 c’è una rilevazione esplorativa diffusa dall’ateneo friulano il 20 maggio a Roma. In pochi giorni sono arrivate 625 risposte da italiani tra i 18 e i 60 anni, con un quadro che mette al centro soprattutto la fatica legata a studio e lavoro.
Alla domanda su che cosa faccia vacillare maggiormente l’equilibrio personale, il 46,6% indica lo stress in ambito professionale o accademico. Subito dopo compare il peso dell’eccesso di stimoli digitali, segnalato dal 27,4% dei partecipanti. Secondo l’Università di Udine, il dato fotografa un bisogno diffuso di ritrovare un punto fermo in una quotidianità segnata da pressioni continue.
Un altro elemento rilevante riguarda la domanda di conoscenza: il 57,3% degli intervistati dice di voler ricevere più informazioni scientifiche su salute, mente e corpo. L’area percepita come più fragile è proprio quella mentale, scelta dal 39,4% del campione, davanti alle relazioni personali e di lavoro, ferme al 25%, e al benessere fisico, indicato dal 17,6%.
Le risposte cercate tra natura e relazioni
Quando si passa alle possibili vie d’uscita, il sondaggio mostra una tendenza chiara. Le persone individuano come sostegni più utili il contatto con la natura, citato dal 31,5%, e il recupero di relazioni sane e di una socialità più autentica, indicato dal 29,3%.
Sono indicazioni che aiutano a leggere anche il senso del festival: non un semplice contenitore di incontri, ma uno spazio in cui temi scientifici, sociali e culturali vengono collegati a esperienze concrete della vita quotidiana. In questo quadro, la tappa di Pordenone si inserisce in una rete regionale che punta a coinvolgere pubblici diversi.
Il tema scelto per l’edizione 2026
Barbara Gallavotti spiega che l’equilibrio non va considerato come una condizione immobile, ma come qualcosa che richiede un lavoro continuo. Secondo la direttrice scientifica, si tratta di una questione che riguarda insieme persone, comunità e ambiente, e che oggi attraversa in modo trasversale salute, società e futuro del pianeta.
Nel suo ragionamento il concetto tocca molti livelli: dai bilanciamenti che interessano il corpo umano, come sonno, alimentazione e attività fisica, fino agli ecosistemi, all’economia, alla convivenza tra popoli e persino ai linguaggi artistici. Da qui la scelta di dedicare proprio a “Equilibrio” l’intera edizione 2026.
Sui risultati dell’indagine è intervenuto anche Eugenio Mazzarella, professore emerito di Filosofia teoretica all’Università di Napoli Federico II. A suo giudizio, quanto emerso restituisce in modo credibile i vissuti sociali contemporanei: una realtà in cui la pressione della performance, sul piano economico e sociale, tende a spostare le persone fuori dal proprio centro, sia nel rapporto con se stesse sia nelle relazioni.
Secondo Mazzarella, il disagio percepito nelle fasce d’età attive nello studio e nel lavoro mostra una perdita di equilibrio che coinvolge insieme mente e corpo. Non sorprende, osserva, che molti guardino a movimento, sport, natura e tempi meno competitivi come strade per ritrovare misura e respiro.
Un festival diffuso che tocca anche Pordenone
Il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, definisce il tema di quest’anno uno dei punti più sensibili del presente: la necessità di un equilibrio personale, sociale e persino geopolitico, accompagnata però dalla difficoltà di immaginarlo davvero. Collega-Menti, ricorda, è diventato nelle sue quattro edizioni una delle iniziative più riconoscibili dell’ateneo sul terreno della condivisione dei saperi.
Anche nel 2026 il festival manterrà un’impostazione interdisciplinare, chiamando a raccolta competenze universitarie e ospiti del panorama nazionale e internazionale. Per Pordenone significa essere parte di una manifestazione che prova a trasformare domande molto quotidiane — stress, relazioni, iperconnessione, salute mentale — in occasioni di confronto pubblico e accessibile.
Dal 2 al 4 ottobre, dunque, il programma toccherà anche la città, inserendola in un percorso regionale che mette al centro un tema vicino alla vita di studenti, lavoratori e famiglie. Ed è proprio qui che il festival prova a incidere: offrendo strumenti per leggere meglio un disagio diffuso e riportare il dibattito sull’equilibrio fuori dagli slogan, dentro l’esperienza reale delle persone.