Pordenone e Porcia costruiscono una rete locale per diventare comunità più inclusive verso la demenza
Parte il tavolo promotore con Comuni, servizi e associazioni: l’obiettivo è candidare il territorio alla rete nazionale sostenuta da Federazione Alzheimer Italia.
Non solo un progetto amministrativo, ma un cambio di approccio che riguarda la vita quotidiana di molte famiglie del Pordenonese. Pordenone e Porcia hanno deciso di avviare insieme un percorso per rendere il territorio più preparato ad accogliere le persone che convivono con la demenza, con l’intenzione di entrare nella rete nazionale delle Comunità Amiche promossa da Federazione Alzheimer Italia.
L’iniziativa mette attorno allo stesso tavolo enti locali, servizi sociosanitari e realtà già attive sul fronte dell’assistenza e del supporto. A promuoverla sono i due Comuni con l’Ambito del Noncello, l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, l’Azienda Servizi alla Persona Umberto I e il network Link To Care.
Il punto di partenza è chiaro: contrastare l’isolamento che spesso accompagna queste condizioni e costruire un contesto in cui la persona non venga identificata soltanto con la malattia. L’idea è quella di favorire una presenza più consapevole della comunità, dai servizi ai luoghi di tutti i giorni, così da sostenere anche chi assiste un familiare.
Un territorio che fa i conti con l’invecchiamento
Il tema si inserisce in un quadro che nel Friuli Venezia Giulia è sempre più evidente. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle fragilità cognitive stanno modificando i bisogni sociali e sanitari, imponendo risposte più coordinate e vicine alla quotidianità delle persone.
Nell’area vasta le persone che convivono con patologie dementigene sono circa 7.600, un dato che viene letto insieme alla crescita del numero di caregiver coinvolti ogni giorno in un impegno pesante sul piano pratico ed emotivo. Accanto alla presa in carico sanitaria, pesa infatti anche la necessità di ridurre esclusione sociale e pregiudizi.
Il modello delle comunità amiche, sviluppato inizialmente nel Regno Unito e introdotto in Italia nel 2016, punta proprio a questo: permettere alle persone con demenza di restare il più possibile nel proprio ambiente di vita, con relazioni, servizi accessibili e spazi più comprensibili e sicuri.
Il ruolo del tavolo promotore
Il primo passo concreto sarà la costituzione di un organismo aperto che dovrà guidare il percorso locale. Ne faranno parte istituzioni, associazioni, cooperative sociali, volontariato, soggetti del sistema sociosanitario, attività economiche e cittadini interessati a contribuire. Le adesioni sono già numerose, ma il gruppo resterà aperto ad altri ingressi.
Questo tavolo avrà il compito di individuare le priorità operative e accompagnare la candidatura formale di Pordenone e Porcia nella rete nazionale. In parallelo verrà avviata una ricognizione partecipata dei bisogni, coinvolgendo direttamente persone con demenza e familiari, così da costruire interventi aderenti ai problemi reali della vita di ogni giorno.
Tra gli aspetti su cui si lavorerà ci sono la facilità di accesso a informazioni e servizi, la possibilità di avere contesti urbani più leggibili e accoglienti, il sostegno all’autonomia personale e una maggiore preparazione diffusa sul tema, anche fuori dagli ambienti strettamente sanitari.
Le posizioni dei Comuni e i primi appuntamenti
Per l’assessora alle Politiche sociali e alle Pari Opportunità di Pordenone, Guglielmina Cucci, l’adesione al progetto ha soprattutto un valore culturale: significa rafforzare prevenzione, supporto alla domiciliarità e strumenti che consentano di mantenere relazioni significative nel contesto di vita abituale. Nella sua lettura, il territorio ha già avviato un lavoro su screening, sensibilizzazione e servizi di sostegno, che ora può trovare una cornice più strutturata.
Dalla parte di Porcia, l’assessore al Benessere Sociale e Servizi alla Comunità Adriana Checchin richiama invece la responsabilità collettiva di una comunità capace di comprendere e accompagnare. Il riferimento è anche ai gesti concreti: un negozio formato, un volontario preparato, un vicino attento possono contribuire a ridurre solitudine e disorientamento.
L’avvio del percorso sarà accompagnato anche da alcune iniziative pubbliche previste nel fine settimana. In programma ci sono la prima passeggiata di primavera “Comunità amica delle persone con demenza”, proposta dall’associazione Equipe, e l’evento “Storie di restituzione – Storie di vite”, dedicato ai racconti sul tema della memoria con Compagnia Arti e Mestieri e Afap.
Nei prossimi mesi sarà il tavolo promotore a definire tempi e priorità, trasformando la candidatura in un lavoro concreto sul territorio. Per Pordenone e Porcia la sfida non è solo ottenere un riconoscimento, ma rendere più vivibile la quotidianità di chi affronta la demenza e delle famiglie che condividono questo percorso.