Pordenone prepara il 2027 con un biennio di esposizioni diffuse: musei, fotografia e nuove sedi in città

Il Comune ha delineato il programma verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027: oltre cinquanta appuntamenti tra arte, scienza, memoria locale e fumetto.

28 agosto 2026 20:23
Pordenone prepara il 2027 con un biennio di esposizioni diffuse: musei, fotografia e nuove sedi in città -
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La corsa verso il 2027 prende forma anche attraverso le mostre. Pordenone ha messo in fila un programma molto ampio per i prossimi due anni, con più di cinquanta esposizioni distribuite tra sedi civiche, spazi culturali già attivi e nuovi luoghi destinati ad accogliere progetti artistici e documentari.

L'impostazione scelta dal Comune punta a far uscire il calendario da un solo perimetro museale, costruendo invece un percorso urbano che coinvolge Palazzo Ricchieri, il Museo di Storia Naturale Silvia Zenari, la Galleria Bertoia, il Palazzo del Fumetto, la biblioteca e altri contenitori culturali cittadini.

Il piano accompagna il cammino di Pordenone verso l'anno da Capitale italiana della Cultura e, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrà tenere insieme linguaggi molto diversi: arti visive, fotografia, archeologia, fumetto, ricerca scientifica e pagine della storia locale. Una parte degli appuntamenti più attesi, in particolare quelli con ospiti di rilievo internazionale, sarà annunciata più avanti.

L'assessore alla Cultura Alberto Parigi ha presentato una proposta ampia, pensata per affiancare autori affermati, riletture del Novecento, nuove generazioni e filoni legati all'identità produttiva del territorio. Un'impostazione che chiama in causa anche la collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con diverse realtà culturali pordenonesi.

Pordenone, più di 50 mostre tra 2026 e 2027 verso la Capitale italiana della Cultura

I primi tasselli del calendario cittadino

Tra le esposizioni già in corso, Palazzo Ricchieri ospita fino al 21 settembre 2026 l'antologica dedicata a Mario Moretti, intitolata "L'estro disciplinato dall'arte. Pitture, sculture, disegni". Il percorso ripercorre l'opera dell'artista nato nel 1917 e scomparso nel 2008, attraversando pittura, scultura e ceramica, con un'attenzione particolare al paesaggio e alla dimensione più raccolta della sua ricerca.

Attorno alla mostra sono stati programmati anche momenti di approfondimento per il pubblico: visite, attività per famiglie, la presentazione del catalogo il 4 settembre alle 18 e, il 10 settembre nel pomeriggio, un corso gratuito di medicina narrativa collegato al progetto "La Cultura che Cura" inserito nel dossier Pordenone 2027.

Nello stesso palazzo, in ottobre, tornerà "Icons of Art", iniziativa realizzata con l'Associazione culturale Naonis e la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Il focus sarà sugli under 35, con i ritratti a mosaico nati dal concorso Mosaic Young Talent e una selezione dei lavori premiati nelle edizioni precedenti.

Dal 7 novembre al 27 dicembre 2026, ancora a Palazzo Ricchieri, arriverà "Fuoriserie", prima mostra museale personale del fotografo pordenonese Francesco Dolfo. Il progetto metterà in dialogo immagini di interni contemporanei e ambienti storici del museo, scegliendo il tema dell'abitare come chiave di confronto tra epoche diverse.

Nel quadro delle iniziative diffuse figura anche la mostra dedicata a Rodolfo Valentino alla Galleria Sagittaria, inserita nel mosaico di appuntamenti che la città sta costruendo in vista del 2027.

Scienza, territorio e memoria collettiva

Non ci sarà soltanto arte in senso stretto. Una parte importante del biennio guarda infatti alla memoria cittadina e alla trasformazione economica e sociale di Pordenone, soprattutto nel secondo dopoguerra, quando la città cambiò profondamente passando da un'impronta agricola a un profilo industriale.

In questo filone si collocano i riferimenti annunciati a figure come Luciano Savio e, più avanti, a Galvani nel 2028, con l'idea di intrecciare racconto culturale e storia d'impresa. È una linea che prova a tenere insieme patrimonio materiale, lavoro e mutamenti della comunità locale.

Al Museo di Storia Naturale Silvia Zenari, dal 5 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, è prevista la mostra documentaria "Silvia Zenari – La memoria degli erbari". L'esposizione sarà dedicata alla geologa e botanica pordenonese cui il museo è intitolato, attraverso documenti e materiali legati al suo lavoro scientifico.

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Le idee già annunciate per l'anno della Capitale

Guardando al 2027, tra i progetti già citati c'è "Revolution N°9", mostra multidisciplinare prevista nella seconda metà dell'anno. Il tema sarà il modo in cui le arti hanno saputo leggere, anticipare o accompagnare alcuni passaggi cruciali del secondo Novecento.

Il racconto seguirà città simbolo e immaginari culturali differenti. Per New York l'attenzione andrà alla fine delle illusioni degli anni Sessanta e ai cambiamenti di costume e politici, con rimandi a Patti Smith e Robert Mapplethorpe, a Yoko Ono e al periodo americano di John Lennon.

Berlino sarà invece proposta come crocevia degli anni Ottanta, tra nascita della scena techno e fermento industrial, con presenze evocative come Nick Cave e Wim Wenders, in un contesto ancora precedente alla caduta del Muro. Parigi ha inoltre spiegato che il cartellone non è ancora chiuso e che altre mostre con nomi internazionali saranno svelate nei prossimi mesi, in particolare per la Galleria Bertoia e il Palazzo del Fumetto.

Una rete culturale che allarga la mappa di Pordenone

L'aspetto forse più significativo del programma è la sua diffusione in tutta la città. Accanto ai musei civici compaiono infatti la sala espositiva dell'Associazione ProPordenone, il nuovo SpazioZero di Cinemazero e i Mercati Culturali Pordenone, dove ha trovato spazio "Die Gelbe Wand", progetto dedicato alla fotografia internazionale e alle arti visive contemporanee.

Anche il Palazzo del Fumetto è indicato tra i poli destinati a ospitare alcuni dei prossimi annunci, con mostre future che il Comune ha già collegato a collaborazioni con la Regione. La costruzione del calendario, quindi, non riguarda solo i contenuti ma anche una geografia culturale più ampia, pensata per coinvolgere quartieri, pubblici e sedi differenti.

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Alla presentazione del biennio erano presenti, oltre all'assessore Alberto Parigi, anche i conservatori dei Musei Civici: Fabiana Iurig per il Museo d'Arte, Thamara Benazzoli per il Museo di Storia Naturale e Andrea Giunto per il Museo Archeologico del Friuli Occidentale. Un segnale di lavoro condiviso su un programma che, da qui al 2027, continuerà ad arricchirsi di nuovi tasselli.

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