Pordenone prepara il 2027 partendo dalle parole: nuova tappa per la Carta sulla parità
La città avvia nel 2026 un percorso tra ricerca, premio Airone di Carta e appuntamenti pubblici in vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.
Pordenone sceglie di arrivare al 2027 mettendo al centro anche il linguaggio, l’informazione e il modo in cui donne e uomini vengono raccontati nello spazio pubblico. La Carta di Pordenone, nata dieci anni fa come protocollo sulla rappresentazione di genere nei media, entra infatti in una fase nuova che accompagnerà la città verso l’anno da Capitale italiana della Cultura.
L’impostazione è quella di un lavoro di medio periodo, con iniziative già previste nel 2026 e un orizzonte che guarda all’intero 2027. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo di Pordenone come luogo di confronto stabile sui temi della parità, del contrasto agli stereotipi e della prevenzione della violenza di genere.
Alla base c’è un percorso costruito negli anni da istituzioni cittadine, realtà del giornalismo e soggetti impegnati su questi temi. La Carta era stata promossa dal Comune di Pordenone con Assessorato e Commissione Pari Opportunità, insieme all’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Assostampa FVG, Circolo della Stampa di Pordenone, Consigliera di Parità di Area Vasta di Pordenone, Associazione Voce Donna - Centro Antiviolenza e Teatro comunale Giuseppe Verdi di Pordenone.
Il primo passaggio sarà una verifica sul lavoro fatto
Il programma si aprirà con una rilevazione affidata a Ires FVG, istituto di ricerca economica e sociale, chiamato a raccogliere il punto di vista dei soggetti che hanno aderito alla Carta. Il focus sarà concreto: capire che cosa sia cambiato nelle pratiche comunicative, quali effetti abbia avuto il documento sul territorio e dove ci sia ancora margine per migliorare.
Il Comune punta così a misurare il peso effettivo della Carta nel suo primo decennio di vita e a raccogliere indicazioni utili per renderla più partecipata e incisiva. L’assessora alle Pari Opportunità Guglielmina Cucci ha spiegato che il percorso intende rafforzare la comunicazione come strumento di rispetto e uguaglianza, in linea anche con gli indirizzi europei e con l’Agenda ONU 2030.
Il 13 settembre il primo appuntamento aperto alla città
Il calendario pubblico avrà una data già definita: il 13 settembre 2026 al Teatro Verdi di Pordenone sarà consegnato l’Airone di Carta, riconoscimento destinato a persone o organizzazioni distintesi nella promozione della cultura della parità.
Per l’edizione 2026 il premio sarà assegnato a GiULiA Giornaliste, associazione nazionale di giornaliste professioniste e pubbliciste attiva contro discriminazioni, stereotipi e barriere ancora presenti nel mondo dell’informazione. Tra le iniziative promosse dall’associazione c’è anche la rassegna Sui Generis.
Nella stessa occasione il Teatro Verdi, insieme al Comune, proporrà un concerto di Marina Rei. La scelta, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole affiancare al momento istituzionale uno spazio culturale coerente con i contenuti della Carta.
Un laboratorio cittadino che guarda oltre il premio
Il cammino non si fermerà all’appuntamento di settembre. Durante il 2027, anno in cui Pordenone sarà sotto i riflettori come Capitale italiana della Cultura, è previsto anche il Festival della Parità promosso con ANCI, oltre ad altre iniziative di respiro nazionale e a nuove collaborazioni.
L’idea è consolidare la Carta di Pordenone come laboratorio permanente sui temi del linguaggio, della comunicazione e della rappresentazione pubblica, con una ricaduta che non resti confinata agli addetti ai lavori ma coinvolga la comunità cittadina.
Che cos’è la Carta di Pordenone
La Carta nasce dall’alleanza tra istituzioni, mondo dell’informazione e realtà attive nel contrasto alla violenza di genere. Il suo nucleo è semplice e insieme impegnativo: intervenire su parole, immagini e narrazioni con cui i media raccontano donne e uomini, evitando modelli distorti o discriminatori.
GiULiA, sigla di GIornaliste Unite LIbere Autonome, opera dal 2011 su due fronti: l’equilibrio nella rappresentazione delle donne sui media e le pari opportunità per le giornaliste nei luoghi di lavoro. Nel 2017 ha contribuito, con Cpo Fnsi, Usigrai e sindacato giornalisti del Veneto, alla stesura del Manifesto di Venezia per una corretta informazione sulla violenza di genere e contro le discriminazioni veicolate da parole e immagini.
Tra i progetti richiamati figurano anche il Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, il database 100esperte e il network europeo Enwe. Per Pordenone, il riconoscimento assegnato nel 2026 rappresenta così anche un modo per collegare il percorso locale della Carta a esperienze che hanno avuto un impatto più ampio nel giornalismo italiano ed europeo.