Pordenone si prepara a diventare Capitale italiana della Cultura: il progetto di allestimento urbano

Pordenone avvia il progetto di allestimento urbano con Migliore+Servetto per il percorso verso Capitale italiana della Cultura 2026.

04 marzo 2026 15:22
Pordenone si prepara a diventare Capitale italiana della Cultura: il progetto di allestimento urbano -
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PORDENONE - La città di Pordenone si prepara a vestirsi da Capitale. In questi giorni si è svolto un incontro operativo tra gli uffici cultura del Comune e Migliore+Servetto, il team creativo incaricato di progettare l’allestimento urbano: un sistema integrato di comunicazione visiva capace di rendere immediatamente riconoscibile, a cittadini e visitatori, il valore culturale attribuito a livello nazionale alla città.

L’obiettivo è rendere concreta e visibile l’identità di Pordenone come Capitale italiana della Cultura, intervento considerato un passaggio centrale nella strategia di promozione del territorio. Chi arriverà in città — dalla stazione ferroviaria al centro storico, fino ai principali accessi urbani — dovrà percepire fin da subito di trovarsi in un luogo speciale.

Il concept e le fasi operative

Il percorso è già definito. Entro la primavera 2026 verrà presentato il concept di progetto: la visione complessiva che delineerà l’identità visiva della città e l’abaco degli interventi, ovvero il catalogo completo delle installazioni previste per trasformare lo spazio urbano.

Nella seconda parte dell’anno il concept sarà sviluppato e realizzato con la direzione artistica di Migliore+Servetto, momento in cui inizieranno a comparire i primi elementi visibili. L’obiettivo fissato è che entro la fine del 2026 la maggior parte delle installazioni sia già completata.

Sopralluoghi e analisi del territorio

Un’intera giornata è stata dedicata ai sopralluoghi: centro storico, ingressi cittadini, stazione ferroviaria e stazione delle corriere. Un passaggio ritenuto fondamentale per individuare modalità e punti di intervento, perché la trasformazione urbana nasce dall’osservazione diretta dei luoghi.

Contenuti e materiali: doppio livello di intervento

Il progetto si svilupperà su due piani complementari. Da un lato i contenuti: la narrazione partirà dall’identità profonda della città, dai suoi valori e dalle sue anime — imprenditoriale e culturale — per costruire un racconto autentico e riconoscibile. Dall’altro lato i materiali saranno frutto di un lavoro di ricerca sul territorio, in sinergia con le realtà locali. L’obiettivo è una vestizione contemporanea, con radici saldamente ancorate alla tradizione produttiva e culturale.

Particolare attenzione sarà dedicata all’accessibilità, con la convinzione che la comunicazione pubblica debba essere realmente inclusiva: l’inclusività rappresenterà un principio strutturale dell’intero sistema.

Lo studio incaricato e le esperienze internazionali

A guidare il progetto è Migliore+Servetto, studio con sede a Milano e competenze riconosciute a livello internazionale nella progettazione di spazi narrativi e archigrafia urbana. Nel corso della sua attività ha ottenuto tre Compassi d’Oro, tredici Red Dot Design Award e 2 German Design Award.

Tra gli interventi firmati figurano il Museo Egizio di Torino, l’ADI Design Museum, il Chopin Museum e il Museo di Schengen.

Nella visione dello studio, che intreccia ricerca e innovazione in ambito accademico e professionale, l’allestimento urbano è uno strumento di legacy e innovazione sociale. Esempio emblematico è Look of the City per i Giochi Olimpici Invernali Torino 2006 (premio Compasso d’Oro 2008, con Italo Lupi), sistema di 250 installazioni che ha ridisegnato l’immagine urbana.

Lo studio ha inoltre firmato il progetto del Blue Line Park a Busan, in Corea del Sud, ed è attualmente impegnato nella realizzazione della nuova sede della Joshibi University of Art and Design a Tokyo, concepita come hub culturale aperto al pubblico e punto di incontro tra università e città.

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