Plasma e futuro del dono: a Pordenone il sistema trasfusionale al bivio
A Pordenone il confronto sul futuro del sistema trasfusionale tra giovani, plasma e innovazione verso il Congresso Fidas.
PORDENONE - Il sistema trasfusionale italiano si trova oggi a un punto di svolta. È questo il messaggio emerso con forza dall’intervento di Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro Nazionale Sangue dal 2020 al 2025, protagonista della serata promossa da Afds Pordenone negli spazi di Palazzo Ricchieri, all’interno della Storica Società Operaia.
L’incontro ha rappresentato il primo appuntamento di avvicinamento al Congresso Nazionale Fidas, che l’associazione friulana organizzerà a Pordenone dal 15 al 17 maggio, ponendo la città al centro del dibattito nazionale sul dono.
Donatori e ricambio generazionale
Ripercorrendo l’evoluzione del sistema sangue in Italia, De Angelis ha messo in evidenza un nodo ormai evidente: quello del ricambio generazionale.
«La maggioranza dei donatori oggi – ha spiegato – si colloca nella fascia tra i 40 e i 60 anni, persone che progressivamente usciranno dal sistema. Il ricambio non è sufficiente e, sebbene il contributo femminile sia fondamentale, non basta a compensare le uscite».
Uno scenario aggravato dal contesto demografico: «È indispensabile investire sui giovani, perché la demografia non gioca a nostro favore». Un passaggio che richiama la necessità di rinnovare linguaggi, strumenti e modalità di coinvolgimento delle nuove generazioni.
Sangue in equilibrio, plasma in difficoltà
Se il quadro relativo al sangue intero appare sostanzialmente stabile, la situazione cambia radicalmente quando si parla di plasma.
«Non siamo autosufficienti – ha ammonito De Angelis – e l’Europa dipende fortemente dagli Stati Uniti d’America, da cui viene importata gran parte del plasma necessario alla produzione di numerosi farmaci».
Tra questi, le immunoglobuline rappresentano il segmento più rilevante, con un valore che si aggira intorno ai 71 euro al grammo. «Costano più dell’oro – ha sottolineato – e continuare a dipendere dall’estero è un rischio che non possiamo permetterci». Un richiamo forte alla necessità di rafforzare la raccolta nazionale e di ripensare le strategie di autosufficienza.
Personale e riorganizzazione del sistema
Un altro fronte aperto riguarda la carenza di personale. Secondo De Angelis, la risposta non può che passare da una profonda riorganizzazione del sistema.
In Italia operano oggi circa 140 officine trasfusionali, un numero che l’ex direttore del Cns considera eccessivo rispetto alle 10-20 strutture che sarebbero sufficienti per garantire efficienza e qualità.
Guardando all’Europa, De Angelis ha ricordato come in molti Paesi la selezione del donatore sia affidata con successo agli infermieri, sottolineando inoltre l’importanza di sfruttare appieno le tecnologie già disponibili, come la telemedicina. «Le soluzioni esistono – ha concluso – ora serve il coraggio di applicarle».
Istituzioni e cultura del dono
La serata, moderata da Annamaria Poggioli, si è aperta con l’intervento del presidente Afds Mauro Verardo. A portare il contributo delle istituzioni regionali è stato il consigliere Carlo Bolzonello, presidente della Terza Commissione, che ha evidenziato come la carenza di personale sia una criticità diffusa:
«Il personale manca ovunque, non solo nella nostra regione. Viviamo in un mondo che cambia e dobbiamo affrontarlo con pazienza. Se oggi il Friuli Venezia Giulia è a livelli di eccellenza, lo dobbiamo a un sistema che crede nel dono e alla collaborazione preziosa dei donatori».
Pordenone città solidale e protagonista
A rimarcare il ruolo del territorio è intervenuta anche l’assessore comunale alla Salute Guglielmina Cucci: «La cultura del dono è un pilastro della nostra comunità. Questa serata conferma Pordenone città solidale e protagonista nel panorama nazionale».
Tra i presenti anche Milena Bidinost e Matteo Corazza, autori del fumetto “Corri, Gocciolina!”, un progetto che dal 2023 entra nelle scuole come strumento di sensibilizzazione dei bambini al valore del dono, contribuendo a costruire fin dall’infanzia una nuova consapevolezza.