Pordenone, università e studenti: al ministro Bernini il piano del Comune per far crescere il polo cittadino
In municipio presentata la strategia su nuovi percorsi di studio, accoglienza e legame con imprese e ITS. Tra i temi anche l’ex Centro Valle.
Trattenere giovani in provincia e offrire percorsi di studio più vicini alle richieste del tessuto produttivo: è questo il traguardo che il Comune di Pordenone ha messo al centro del confronto con il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, ricevuta oggi, 10 ottobre 2026, in municipio.
Per la città, che guarda al 2027 anche attraverso il ruolo di Capitale italiana della Cultura, il rafforzamento del polo universitario viene considerato un tassello decisivo. L’idea dell’amministrazione è ampliare sia l’offerta formativa sia la capacità di ospitare studenti, così da rendere Pordenone più attrattiva dentro un quadro che interessa l’intera area provinciale.
Una leva per il futuro del territorio
Nel corso dell’incontro con il sindaco Alessandro Basso e la giunta comunale è stata illustrata una linea di sviluppo che punta a consolidare la presenza universitaria cittadina. Il progetto si muove su due binari: da una parte l’aumento e l’adeguamento dei corsi, dall’altra i servizi e gli spazi necessari per accogliere chi sceglie di studiare a Pordenone.
Secondo il Comune, il rafforzamento dell’università non riguarda solo la formazione in senso stretto, ma anche la possibilità di costruire qui percorsi professionali e prospettive di vita. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’amministrazione, può aiutare a evitare la dispersione di competenze e a tenere sul territorio nuove energie.
Il legame con aziende e ITS Academy
Uno dei punti emersi nel confronto con il ministro riguarda il rapporto tra studio e occupazione. L’indicazione richiamata dal sindaco Basso è quella di continuare a lavorare sull’incontro tra competenze richieste e percorsi formativi, dentro un sistema che mette insieme università, ITS Academy e mondo delle imprese.
Per una realtà come quella pordenonese, dove la manifattura resta un riferimento importante, il tema ha un peso particolare. L’obiettivo dichiarato è costruire un’offerta che dialoghi con le vocazioni economiche locali e con le esigenze delle aziende, senza perdere qualità accademica.
La visita istituzionale dopo la tappa alla Cimolai
L’appuntamento in municipio è arrivato dopo la visita alla Cimolai, alla presenza del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e della famiglia Cimolai. Anche questo passaggio ha rafforzato il filo conduttore della giornata: mettere in relazione alta formazione, industria e opportunità occupazionali.
Lo stesso Basso ha ringraziato Ciriani per aver favorito il momento di confronto e Bernini per l’attenzione riservata a Pordenone e al Friuli Venezia Giulia. Nel ragionamento del Comune, la crescita del polo universitario si inserisce infatti in una visione più ampia che tiene insieme cultura, produzione e innovazione.
Ex Centro Valle tra i temi portati al ministro
Sul contenuto dell’incontro è intervenuto anche l’assessore all’Istruzione e alle Politiche giovanili Pietro Tropeano, che ha parlato di una condivisione del percorso avviato dall’amministrazione sia sul fronte dei corsi sia su quello dell’accoglienza per gli studenti.
Tra i dossier presentati figura anche la rigenerazione dell’ex Centro Valle, progetto che Bernini, secondo quanto riferito dall’amministrazione, avrebbe accolto con interesse. Al ministro è stato inoltre rivolto l’invito a tornare in città per visitare da vicino le sedi universitarie e i progetti di alta formazione che Pordenone intende sviluppare nei prossimi anni.
All’incontro ha partecipato anche l’assessore Lidia Diomede, che ha espresso soddisfazione per l’attenzione ai percorsi di riqualificazione urbana rivolti ai giovani. Per il Comune, università e spazi della città restano così due facce dello stesso investimento sul futuro locale.