Pordenonelegge riempie la città: oltre 160 mila presenze e uno sguardo già al 2027

Bilancio molto positivo per il festival del libro: pubblico in crescita, 447 appuntamenti, tappa finale a Praga e nuovi progetti diffusi in provincia.

20 settembre 2026 18:07
Pordenonelegge riempie la città: oltre 160 mila presenze e uno sguardo già al 2027 -
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Per Pordenone sono stati cinque giorni di movimento continuo tra sale piene, code agli ingressi e un centro storico attraversato da lettori arrivati per seguire incontri, presentazioni e dialoghi. Il primo bilancio dell’edizione 2026 di Pordenonelegge consegna alla città un dato significativo: più di 160 mila presenze complessive, con un risultato superiore a quello registrato lo scorso anno.

La Festa del libro e della libertà arriva così alla sua giornata conclusiva con numeri che confermano il peso della manifestazione nel calendario culturale cittadino. Il programma ha proposto 447 incontri, 694 protagonisti e 60 anteprime editoriali, disegnando un’edizione molto ampia sia per quantità sia per richiamo del pubblico.

Nelle stesse ore resta alta l’attenzione attorno all’appuntamento finale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con il Concerto per l’Italia del Volo, momento che chiude simbolicamente il festival e che ha richiesto un’organizzazione accurata anche sul fronte degli accessi al Teatro Verdi e della viabilità nell’area interessata.

Un festival che pesa sulla vita culturale della città

Per una città come Pordenone, il risultato non è soltanto numerico. La manifestazione conferma infatti la sua capacità di trasformare per alcuni giorni il tessuto urbano in un grande spazio culturale diffuso, con appuntamenti seguiti in modo costante e un afflusso di visitatori che ha accompagnato l’intero arco del festival.

Nel commentare l’edizione 2026, il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it Michelangelo Agrusti ha richiamato soprattutto il livello degli ospiti e il valore del confronto pubblico sviluppato durante la rassegna. Tra i nomi che hanno segnato il programma figurano Vera Politkovaskaja, presente nel ventesimo anniversario dell’uccisione della madre Anna Politkovskaja, l’ex primo ministro francese Manuel Valls e lo scrittore Salman Rushdie.

Lo stesso Agrusti ha collegato questo percorso al 2027, anno in cui Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura. Un passaggio che rende il festival ancora più centrale nella costruzione dell’identità culturale cittadina e nelle iniziative che accompagneranno quel traguardo.

Il lavoro della Fondazione e il ruolo dei giovani

Fra gli aspetti messi in evidenza dagli organizzatori c’è anche la continuità che il festival riesce a generare oltre le giornate di settembre. Il direttore artistico Gian Mario Villalta, che firma il programma insieme ad Alberto Garlini e Valentina Gasparet, ha sottolineato il valore delle relazioni e dei progetti nati durante la manifestazione, destinati a proseguire nel tempo.

In questo quadro rientrano anche le anteprime editoriali e il coinvolgimento dei lettori più giovani, indicati come una delle eredità più concrete di questa edizione. A sostenere la macchina del festival c’è stato inoltre il lavoro dei volontari: gli Angeli coinvolti sono stati 263, di cui 182 ragazze e 81 giovani impegnati nelle attività di accoglienza e supporto agli eventi.

Dopo Pordenone, il programma continua tra provincia e Europa

La chiusura in città non coincide però con la fine del calendario 2026. Pordenonelegge ha già annunciato l’ultima tappa del suo percorso annuale a Praga, dove dal 20 al 22 ottobre sono previsti appuntamenti che completeranno il programma di questa ventisettesima edizione.

Accanto alla dimensione internazionale, resta forte anche il radicamento sul territorio pordenonese. La direttrice di Fondazione Pordenonelegge.it Michela Zin ha infatti richiamato il prossimo avvio di Fuoricittà, il cartellone autunnale che toccherà 13 centri della provincia con iniziative pensate anche per il mondo della scuola.

Pordenonelegge supera 160mila presenze e chiude l’edizione 2026 con Mattarella

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Nella mattinata di oggi è arrivato anche un riconoscimento pubblico ai vertici della manifestazione: il Circolo della Stampa di Pordenone ha nominato Soci onorari Michelangelo Agrusti, Michela Zin, Gian Mario Villalta, Valentina Gasparet e Alberto Garlini. La cerimonia è stata aperta dal presidente del Circolo, Pietro Angelillo, in una giornata che ha aggiunto un ulteriore segnale di attenzione cittadina verso uno degli eventi più rappresentativi di Pordenone.

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