Pordenonelegge, tappa a Praga per chiudere l’edizione 2026: al centro il romanzo di Giulio Mozzi
La Fondazione porta in Repubblica Ceca l’evento conclusivo legato al festival: incontro all’Istituto Italiano di Cultura, con studenti, istituzioni e la traduzione ceca di "Le ripetizioni".
La chiusura di pordenonelegge 2026 si sposta fuori dai confini della provincia e approda a Praga, dove la Fondazione legata alla Festa del libro e della libertà rinnova un rapporto costruito negli anni con il mondo culturale ceco. Per il territorio pordenonese è un passaggio che conferma la proiezione internazionale di una manifestazione ormai capace di portare il proprio percorso ben oltre i giorni del festival.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 21 ottobre 2026, alle 18.30, nella Sala Capitolare dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, all’interno della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Il momento centrale sarà dedicato a Giulio Mozzi e all’edizione in lingua ceca del suo romanzo Le ripetizioni, pubblicato a Praga con il titolo Opakování dalla casa editrice Meridione, nella traduzione di Alice Flemrová.
Un legame culturale che parte da Pordenone
Per la realtà pordenonese non si tratta di una semplice presentazione editoriale all’estero. La trasferta rappresenta infatti il tassello conclusivo della 27^ edizione del festival e diventa anche un’occasione per rafforzare una relazione culturale che mette in dialogo il Friuli occidentale con una delle capitali simbolo della Mitteleuropa.
A introdurre l’incontro saranno Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge, e Marialuisa Pappalardo, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga. Il confronto con l’autore sarà affidato alla traduttrice Alice Flemrová, che accompagnerà il pubblico dentro un libro già molto discusso in Italia e arrivato nel 2021 fra i dodici candidati al Premio Strega.
La delegazione e l’incontro con l’ambasciatore
La missione in Repubblica Ceca coinvolgerà anche i vertici della Fondazione Pordenonelegge. Martedì 20 ottobre, alla residenza ufficiale di Mala Strana, è previsto l’incontro con l’ambasciatore italiano a Praga Alessandro Gaudiano. Alla delegazione prenderanno parte il presidente Michelangelo Agrusti, la direttrice Michela Zin e lo stesso Villalta.
Assieme a loro sarà presente anche il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla cultura e allo sport Mario Anzil. Nelle sue parole, l’esperienza di pordenonelegge viene letta come uno strumento di connessione tra il Friuli Venezia Giulia e il cuore europeo, in una fase in cui il profilo culturale del territorio cerca ulteriore visibilità anche in vista del 2027, quando Pordenone sarà Capitale italiana della cultura.
Il libro scelto per la chiusura
La scelta di puntare su Le ripetizioni offre anche una chiave precisa al finale dell’edizione 2026. Il romanzo d’esordio di Giulio Mozzi è un testo che lavora su memoria, ossessioni e fragilità dell’esperienza umana, con una struttura narrativa complessa e uno stile essenziale. La pubblicazione ceca segnala inoltre l’interesse degli editori di Praga verso la narrativa italiana più contemporanea e meno prevedibile.
Villalta sottolinea proprio questo aspetto: la traduzione del libro, osserva, mostra come il mercato editoriale ceco sia disposto a misurarsi con opere ambiziose, capaci di interrogare il lettore sul rapporto tra realtà, ricordo e costruzione del sé. Un segnale che per pordenonelegge ha anche un valore simbolico, perché conferma la possibilità di esportare non solo autori italiani noti, ma anche proposte letterarie più esigenti.
Studenti coinvolti nel gemellaggio tra le due città
La giornata del 21 ottobre non si esaurirà nell’evento serale. Alle 14.10, all’Università Karlova, Giulio Mozzi interverrà su un tema legato al presente dell’industria culturale: “Perché l’editoria italiana è ostile alla letteratura?”. Anche questo appuntamento si inserisce in un programma che tiene insieme promozione del libro, riflessione critica e scambio tra mondi diversi.
Dentro questo percorso rientra anche il gemellaggio tra studenti, costruito negli ultimi anni fra i giovani dell’ITS Pordenone e quelli del liceo bilingue Ustvani e dell’Università Karlova. I ragazzi torneranno a incontrarsi a Praga dopo le giornate condivise durante pordenonelegge 2026, rafforzando una relazione che per la provincia di Pordenone ha un valore concreto: far crescere contatti culturali e formativi attorno a un evento nato qui ma ormai riconosciuto su scala europea.
Alle conclusioni della serata interverrà Michelangelo Agrusti. Accanto alla Fondazione collaborano alla trasferta Banca 360, Camera di Commercio Pordenone-Udine e Confindustria Alto Adriatico. Per il Pordenonese, la tappa praghese è così insieme vetrina internazionale e conferma di una rete culturale che continua ad allargarsi partendo dal territorio.
La chiusura a Praga, più che un epilogo formale, segna quindi un’estensione naturale del festival: un modo per ribadire che il nome di Pordenonelegge resta legato alla città e alla sua provincia, ma sa trovare ascolto anche in contesti europei dove lingua, editoria e confronto culturale possono ancora diventare terreno comune.