Protezione civile, due nuovi piloti di droni per il gruppo di Pordenone

Consegnati gli attestati regionali: tra i 39 volontari formati anche due pordenonesi. Annunciato un nuovo drone per emergenze e prevenzione.

17 aprile 2026 15:22
Protezione civile, due nuovi piloti di droni per il gruppo di Pordenone -
Condividi

PORDENONE – Due nuovi piloti abilitati all’uso di droni entrano a far parte della squadra operativa del Gruppo comunale di Protezione Civile di Pordenone. Si tratta dei volontari Giulio Savorgnan e Andrea Tomio, tra i 39 operatori dei gruppi comunali del Friuli-Venezia Giulia che hanno ricevuto l’attestato per il volo dronico.

La consegna si è svolta nella sede della Protezione Civile regionale, nel corso di una cerimonia presieduta dall’assessore regionale Riccardi. Per il Comune di Pordenone ha partecipato l’assessore Mattia Tirelli, che ha portato i saluti dell’amministrazione e del sindaco Alessandro Basso ai nuovi piloti.

Un nuovo drone in dotazione al gruppo di Pordenone

Durante l’evento è stata annunciata anche la dislocazione di un nuovo drone presso la sede comunale del Gruppo di Pordenone, coordinato da Fabio Braccini. Il dispositivo sarà utilizzato dai piloti abilitati per attività operative sia in emergenza – come la ricerca di persone disperse – sia in prevenzione, con particolare attenzione al controllo degli argini fluviali e alla sicurezza idraulica del territorio.

Più prevenzione e interventi coordinati

«È una notizia che cogliamo con grande favore – ha dichiarato Tirelli – e mi congratulo personalmente con Giulio e Andrea per il risultato ottenuto. La disponibilità di un drone operativo in sede amplia concretamente le capacità del nostro gruppo e rafforza la nostra presenza sul territorio, sia nella gestione delle emergenze sia nelle attività di prevenzione quotidiana».

L’introduzione della tecnologia dronica, spiegano dalla rete del volontariato di Protezione Civile, si inserisce in un percorso di crescente integrazione tra specialità operative diverse. Un approccio già sperimentato in recenti attività di perlustrazione lungo il fiume, dove l’impiego di droni e natanti ha consentito di combinare osservazione dall’alto e intervento sul terreno e in acqua, rendendo le operazioni più efficaci e meglio coordinate.

Approfondisci anche:

Made in Italy, «Il Friuli Venezia Giulia resta terreno ideale per ricerca e innovazione»

Segui Diario di Pordenone