Quartieri al centro, il Comune riprende il giro nelle feste rionali: prime soste tra Torre e Villanova
L’amministrazione comunale ha riavviato le visite nelle iniziative di quartiere: due i primi appuntamenti, tra volontariato, giovani e reti locali.
La ripartenza del confronto con i quartieri, per la giunta comunale, passa anche dalle feste popolari che a fine estate animano Pordenone. Il calendario delle visite dell’amministrazione ha riaperto da Torre e Villanova, dove sindaco e assessori hanno incontrato volontari, parrocchie, associazioni e realtà impegnate ogni giorno nella vita delle comunità locali.
Per il secondo anno consecutivo il Comune sceglie quindi una formula di presenza diretta nei rioni cittadini, puntando non soltanto sugli eventi in sé ma sul tessuto che li sostiene: organizzazione, partecipazione, iniziative sociali, attività educative e legami costruiti nel tempo.
Due quartieri, due tappe simboliche
Il primo passaggio è stato a Torre, alla Sagra di Sant’Agostino. Qui il sindaco Alessandro Basso e la squadra di governo cittadino hanno trovato ad accoglierli don Omar, insieme a don Giosuè, e hanno avuto modo di confrontarsi con i volontari al lavoro nella manifestazione e con diverse realtà del territorio, compresi i gruppi legati ai donatori di sangue.
Tra gli aspetti evidenziati durante la visita c’è stata la partecipazione di molti ragazzi nell’organizzazione della sagra. Un dato letto come segnale importante per il quartiere, perché mostra un coinvolgimento concreto delle nuove generazioni nelle attività condivise e nel volontariato.
Nella stessa giornata la giunta ha visitato anche la mostra “L’abito che parla”, iniziativa promossa da Fiume Crea APS, inserita nel programma della tappa di Torre.
Villanova e il modello della collaborazione di zona
Il secondo appuntamento ha portato l’amministrazione a Villanova, alla Festa in Piassa, nell’area che comprende la scuola Rosmini, il centro Glorialanza e la parrocchia di Cristo Re. In questa parte della città la festa viene letta come il risultato di una collaborazione stabile tra soggetti diversi, capaci di lavorare insieme su più fronti.
Secondo la lettura del Comune, proprio a Villanova si vede con chiarezza l’intreccio tra attività rivolte ai giovani, iniziative per gli anziani, scuola, sport, parrocchia e associazionismo. Una rete che negli anni si è strutturata e che viene indicata come esempio di comunità organizzata.
Questa esperienza, viene sottolineato dall’amministrazione, si fonda anche su accordi formalizzati tra le realtà coinvolte ed è stata osservata con interesse anche al di fuori del contesto cittadino e regionale. Per Pordenone diventa così un caso locale che racconta un modo preciso di fare comunità, partendo dagli spazi di quartiere.
Il senso politico del ritorno nelle sagre
Nelle parole del sindaco Alessandro Basso, la scelta di tornare nelle feste rionali serve a tenere insieme la progettazione della città e il contatto con la dimensione quotidiana dei suoi abitanti. L’idea è che la crescita di Pordenone, tra investimenti e prospettive future, non possa essere separata da ciò che accade nei quartieri.
Basso ha spiegato che amministrare significa sì costruire il domani, ma anche ascoltare da vicino persone, esigenze e progetti che nascono nelle diverse zone della città. Da qui la decisione di riproporre anche nel 2026 questo percorso tra le manifestazioni di rione.
Il messaggio finale affidato dal primo cittadino riguarda soprattutto il valore del tempo donato alla collettività. Dietro sagre e feste, ha ricordato, ci sono energie spese gratuitamente per gli altri: un patrimonio di relazioni e responsabilità civica che continua a rappresentare una base forte per la comunità pordenonese.