Salute mentale, via libera al Piano nazionale 2025-2030: “Ora servizi più vicini ai cittadini”

Approvato il Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030. In Friuli Venezia Giulia focus su servizi territoriali e psicologia di base.

03 gennaio 2026 10:12
Salute mentale, via libera al Piano nazionale 2025-2030: “Ora servizi più vicini ai cittadini” -
Condividi

FVG – Il via libera al Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030, approvato in Conferenza Stato-Regioni, segna un passaggio storico per le politiche sanitarie italiane e apre nuove prospettive concrete anche per il Friuli Venezia Giulia. Un provvedimento atteso da oltre dieci anni, che riporta la salute mentale al centro del dibattito pubblico e rafforza il ruolo dei servizi territoriali come primo presidio di prevenzione e cura.

L’accordo è stato accolto con grande favore dall’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, che sottolinea il valore strategico del Piano nel rispondere in modo più tempestivo e capillare ai bisogni dei cittadini.

Prevenzione e presa in carico precoce

Il nuovo Piano riconosce in modo esplicito l’importanza della prevenzione del disagio psicologico e della presa in carico precoce, indicando nella prossimità dei servizi e nell’integrazione tra professionisti sanitari uno degli assi portanti del rafforzamento del Servizio sanitario nazionale.

Un’impostazione che trova piena sintonia con il contesto del Friuli Venezia Giulia, regione che negli anni ha investito con decisione sulla sanità di prossimità e sul potenziamento dell’assistenza territoriale.

Psicologo di base e assistenza primaria

Tra gli elementi più significativi del Piano figura il possibile consolidamento dello psicologo di base e il riconoscimento della Psicologia di Assistenza Primaria come servizio strutturale all’interno dei Distretti sanitari e delle Case della Comunità. Una scelta che potrebbe tradursi in benefici concreti per le persone, riducendo il ricorso improprio ai servizi specialistici e intercettando il disagio nelle sue fasi iniziali.

In Friuli Venezia Giulia è prevista l’attivazione di circa venti Case della Comunità, sei delle quali sono state inaugurate nelle ultime settimane, destinate a diventare il fulcro dell’assistenza territoriale, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Un’opportunità per il territorio regionale

Secondo Eva Pascoli, presidente dell’Ordine degli Psicologi Fvg e referente del Gruppo di Lavoro Sanità del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, il Piano rappresenta una svolta culturale e organizzativa. In una regione caratterizzata da progressivo invecchiamento della popolazione e da una forte attenzione alla sanità territoriale, la presenza strutturata degli psicologi nelle Case di Comunità può incidere in modo determinante sulla qualità delle risposte offerte.

L’obiettivo è garantire sostegno a famiglie, giovani, anziani e operatori, attraverso servizi accessibili, integrati e radicati nei territori.

Dalla cornice nazionale alle ricadute locali

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito il nuovo Piano un vero e proprio “cambio di passo”, una cornice nazionale entro cui le Regioni sono chiamate a consolidare e potenziare le buone pratiche già avviate.

Resta ora centrale il tema delle risorse economiche, indispensabili per trasformare gli obiettivi del Piano in servizi reali e continuativi. L’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia ribadisce la disponibilità a collaborare con le istituzioni regionali affinché questa riforma non resti solo sulla carta, ma produca ricadute tangibili sui territori e un reale miglioramento del benessere psicologico della popolazione.

Segui Diario di Pordenone