San Vito, il MUTAT amplia la raccolta: tre artisti al lavoro per nuove opere tattili
Al museo di via Altan prende forma un percorso sostenuto da PromoTurismoFVG: a giugno 2026 due giornate di formazione dedicate alla scultura accessibile.
Il Museo tattile MUTAT di San Vito al Tagliamento prepara un nuovo tassello della propria identità: l’ingresso in collezione di tre sculture pensate per essere esplorate anche con le mani. L’iniziativa, che guarda da vicino ai temi dell’accessibilità culturale nel Pordenonese, è tra quelle sostenute da PromoTurismoFVG all’interno del programma regionale dedicato al turismo per tutti.
Il progetto porta il titolo «Sculture da toccare» ed è stato promosso dall’Associazione Culturale Polaris – Amici del Libro Parlato ODV, realtà che cura il museo sanvitese. L’obiettivo è arricchire il patrimonio del MUTAT con opere originali nate fin dall’inizio per una fruizione inclusiva e multisensoriale.
Chi sono gli artisti scelti
La selezione ha portato a individuare tre nomi veneti, scelti attraverso un confronto tra museo, curatela ed esperti del settore. A lavorare per il nuovo percorso saranno Giovanni Pinosio, di Mestre, insieme ai più giovani Matilde Bellusci e Riccardo Barichella, entrambi padovani.
Secondo quanto comunicato dal museo, la scelta è caduta su ricerche ritenute affini all’impostazione del progetto, in particolare per l’attenzione alla materia e al modo in cui l’opera viene percepita. Pinosio è già attivo nel campo della scultura e sviluppa un lavoro basato sulle strutture in fil di ferro, con figure che si costruiscono tra pieni, vuoti e intersezioni.
Bellusci e Barichella arrivano invece da un percorso emerso nel concorso d’arte organizzato da FLArte. Nei loro lavori entrano materiali contemporanei come jesmonite, resina poliestere, polvere di marmo, fibra di vetro e legno, soluzioni che danno alle opere un’impronta di forte presenza fisica.
Le date da segnare: 9 e 10 giugno 2026
Il primo passaggio concreto sarà a San Vito al Tagliamento, nella sede del museo di via Antonio Altan 83/3, dove il 9 e 10 giugno 2026 si terranno due giornate di formazione immerse nel lavoro pratico e teorico. Per il MUTAT questo momento rappresenta l’avvio del percorso creativo che porterà poi alla realizzazione delle opere.
Gli artisti parteciperanno a incontri dedicati alla scultura tattile e alla progettazione inclusiva, confrontandosi direttamente con le modalità di fruizione che caratterizzano il museo. In programma anche il contributo di due figure note nel campo dell’arte accessibile: Felice Tagliaferri e Luigi Turati, entrambi scultori non vedenti.
Tagliaferri condurrà un laboratorio centrato su modellazione e percezione non visiva, mentre Turati lavorerà sui processi con cui una forma artistica può essere tradotta in modo accessibile senza perdere forza espressiva.
Un progetto che punta sull'accessibilità come linguaggio
Al centro dell’iniziativa c’è l’idea di applicare l’Universal Design all’esperienza artistica. In termini concreti, significa pensare opere che possano essere comprese dal pubblico più ampio possibile, senza ricorrere a soluzioni separate o adattamenti successivi.
Nel caso del MUTAT, la scultura viene quindi immaginata come qualcosa che non si esaurisce nello sguardo. Il tatto, la relazione fisica con la forma e diversi livelli percettivi diventano parte integrante dell’opera, con un’attenzione particolare alle persone con disabilità visive ma anche a pubblici differenti per età e modalità cognitive.
Questa impostazione, secondo il progetto, non riguarda soltanto l’eliminazione delle barriere. Propone piuttosto un modo diverso di intendere l’arte contemporanea, dove il corpo entra pienamente nell’esperienza e gli artisti sono chiamati a misurarsi con responsabilità progettuali nuove.
Le nuove sculture entreranno nella raccolta permanente
Al termine del percorso ciascuno dei giovani artisti selezionati realizzerà un lavoro originale destinato a essere acquisito dal museo. Le opere andranno così ad arricchire in modo stabile la collezione del MUTAT, rafforzandone il profilo di spazio culturale accessibile e sperimentale nel territorio pordenonese.
La curatrice Barbara Codogno sottolinea che il progetto nasce dal desiderio di mettere in relazione autori e pubblico in una dimensione più intensa, dove l’opera venga davvero vissuta. La scultura tattile, osserva, non riduce il linguaggio artistico ma ne allarga le possibilità.
Per Erica Gaiatto, direttrice del MUTAT e organizzatrice dell’iniziativa, «Sculture da toccare» prosegue il lavoro di costruzione di un museo che non si limita a rimuovere ostacoli, ma ripensa l’esperienza dell’arte in modo radicale. Agli artisti, aggiunge, viene affidata una sfida complessa: realizzare opere accessibili senza rinunciare alla qualità della ricerca contemporanea.
L’iniziativa si svolgerà dunque a San Vito al Tagliamento, nella sede del Museo tattile MUTAT di via Antonio Altan 83/3, e rappresenta un nuovo passaggio nel percorso con cui il museo sta consolidando la propria funzione culturale nel panorama provinciale.