Sarone, falsa chiamata sull’incidente alla figlia: fermato 20enne con i gioielli dell’anziana

A Caneva recuperati monili per circa 15mila euro. Durante il controllo il giovane avrebbe aggredito i militari: tre carabinieri medicati.

16 ottobre 2026 15:25
Sarone, falsa chiamata sull’incidente alla figlia: fermato 20enne con i gioielli dell’anziana -
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Nel giro di poche ore, nel territorio tra Caneva, Polcenigo e gli altri comuni vicini, la catena dei raggiri agli anziani ha trovato un riscontro concreto: a Sarone i carabinieri hanno bloccato un giovane poi trovato in possesso dell’oro appena sottratto a una donna del posto con la tecnica del falso militare.

I preziosi, oltre 130 grammi di monili per un valore stimato attorno ai 15mila euro, sono stati riconosciuti dalla proprietaria e restituiti. Il fermato è un tunisino del 2006, arrestato in flagranza e portato nel carcere di Pordenone.

L’episodio si inserisce in una giornata particolarmente intensa per il Pordenonese, dove le segnalazioni di telefonate-trappola rivolte a persone anziane si sono susseguite in più centri della provincia.

La chiamata-trappola e la consegna dell’oro

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la donna era stata contattata da un complice che le aveva raccontato di un presunto incidente stradale che avrebbe coinvolto la figlia. Da lì sarebbe scattato il meccanismo noto di queste truffe: creare allarme, spingere la vittima ad agire in fretta e far arrivare qualcuno a ritirare denaro o oggetti preziosi.

È quanto sarebbe avvenuto anche a Sarone, dove l’anziana ha consegnato i gioielli custoditi in casa a un uomo presentatosi come appartenente all’Arma. Solo dopo, mentre era ancora scossa per l’accaduto, si è compreso che si trattava di un raggiro.

Il controllo in strada a Sarone

Già in mattinata la centrale operativa di Sacile aveva raccolto varie segnalazioni legate a tentativi analoghi nella zona. Verso le 14 un cittadino ha riferito al comandante della stazione di Polcenigo la presenza, nella frazione di Caneva, di due ragazzi notati mentre si muovevano con fare sospetto.

Da quel momento è partito il controllo sul posto. I due sono stati individuati poco dopo, ma all’avvicinarsi dei militari avrebbero cercato di allontanarsi di corsa. Uno dei due è stato raggiunto e identificato con le iniziali M.M.

La reazione violenta e i carabinieri feriti

Durante le fasi del fermo, sempre secondo quanto riferito dall’Arma, il giovane avrebbe opposto resistenza colpendo i militari con pugni, calci e morsi. La situazione ha richiesto l’arrivo di un’altra pattuglia per riuscire a contenerlo.

La colluttazione è avvenuta in strada, sotto gli occhi di diverse persone. Tre carabinieri, tra i quattro impegnati nell’intervento, sono stati poi visitati dal medico di guardia: per tutti sono state riscontrate lesioni ed escoriazioni con sette giorni di prognosi.

I monili nascosti addosso e il riconoscimento della vittima

Una volta accompagnato in caserma, il giovane è stato perquisito. I gioielli sono stati trovati nascosti nelle tasche dei pantaloni e nella biancheria intima. Ai militari, sempre secondo la ricostruzione, non sarebbero state fornite spiegazioni convincenti sulla loro provenienza.

A chiudere il cerchio è stata anche la segnalazione di un residente che aveva assistito al controllo e che, saputo che nella stessa via un’anziana era in lacrime, ha contattato la caserma. La donna è stata quindi invitata alla stazione di Polcenigo, dove ha riconosciuto tutti i monili recuperati.

Una giornata con altri 15 tentativi in provincia

Il caso di Sarone non è rimasto isolato. Nella stessa giornata i carabinieri hanno contato altri 15 tentativi di truffa nel territorio provinciale, nessuno dei quali è andato a segno perché le persone contattate hanno interrotto la telefonata e avvisato subito il 112.

Tre episodi sono stati segnalati a Polcenigo; due ciascuno a Sacile, Fontanafredda, Brugnera e Sequals; uno a Budoia, Aviano, Maniago e Meduno. Un quadro che conferma quanto questo tipo di raggiro continui a muoversi in modo diffuso anche nel Pordenonese, sfruttando soprattutto la paura per familiari coinvolti in falsi incidenti.

Il recupero integrale dei gioielli ha evitato alla donna un danno pesante, ma la sequenza di chiamate registrata in più comuni della provincia resta un segnale netto: l’attenzione sul fronte delle truffe agli anziani, in queste settimane, rimane alta.

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