Scuole di Pordenone, prova generale anti-sisma: coinvolti anche i volontari dei comuni vicini
In città simulato un terremoto di magnitudo 5.7: evacuati circa 10 mila studenti, con il supporto di undici gruppi del territorio e del Centro operativo comunale.
Non è stata soltanto una giornata pensata per gli istituti della città, ma un test che ha chiamato in causa anche una parte importante del territorio attorno a Pordenone. Nell’esercitazione anti-terremoto organizzata nel capoluogo sono stati mobilitati infatti pure undici gruppi di Protezione civile del comprensorio, a conferma di quanto il sistema scolastico superiore coinvolga ogni giorno studenti provenienti da molti comuni della provincia.
La simulazione ha previsto uno scenario sismico con magnitudo 5.7 e ha portato all’uscita ordinata di circa 10 mila ragazzi dalle scuole, dalle primarie fino alle superiori. Un banco di prova ampio, costruito per verificare tempi, procedure e coordinamento tra le diverse componenti dell’emergenza.
Ad affiancare il gruppo comunale di Pordenone sono stati circa 75 volontari, impegnati insieme alla struttura cittadina nella gestione delle operazioni. Il Comune, per l’occasione, ha messo in funzione il Centro operativo comunale, che ha seguito la regia dell’intervento simulato.
Una verifica che riguarda tutta l’area pordenonese
Il coinvolgimento dei gruppi arrivati da altri centri del Pordenonese non è stato secondario. Molti ragazzi che frequentano le scuole superiori del capoluogo si spostano infatti ogni mattina dalla provincia, e per questo un’esercitazione di queste dimensioni ha inevitabilmente un valore che va oltre i confini comunali.
La prova è partita dagli istituti più grandi, alcuni con numeri che arrivano a 1.300 o 1.500 studenti, per poi allargarsi agli altri plessi scolastici. L’obiettivo era misurare la tenuta dell’intero sistema in uno scenario credibile, senza limitarsi a una semplice esercitazione formale.
L’iniziativa si inserisce nel calendario di “La memoria che protegge”, il percorso promosso a Pordenone nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. Il filo conduttore è quello della prevenzione, tenuto insieme alla memoria storica di un evento che ha segnato profondamente il Friuli e che resta un riferimento anche per le nuove generazioni.
Scuole, volontari e soccorritori nello stesso scenario
Secondo quanto spiegato dal sindaco Alessandro Basso, il lavoro è stato costruito con gli istituti per trasformare la ricorrenza in un passaggio concreto, capace di rafforzare nei più giovani comportamenti utili in caso di emergenza. L’assessore Mattia Tirelli ha richiamato la complessità dell’evacuazione affrontata durante la simulazione, mentre l’assessore all’Istruzione Pietro Tropeano ha sottolineato il ruolo degli studenti nel trasmettere attenzione e consapevolezza anche dentro le famiglie.
A seguire le attività c’era anche il coordinatore della Protezione civile di Pordenone, l’ingegner Fabio Braccini. Per ciascuna evacuazione è stata predisposta una scheda di verifica, utile a rilevare eventuali criticità e a fornire poi alle scuole indicazioni per migliorare ulteriormente l’organizzazione. Alla giornata hanno assistito anche operatori arrivati da Gravina in Puglia, Cagliari e Genova.
Nello scenario previsto dall’esercitazione, i Vigili del fuoco si sono occupati del soccorso tecnico urgente, comprese le ricerche e il recupero di persone disperse, in raccordo con la Croce Rossa e con gli altri soggetti del sistema di assistenza. Il comandante provinciale, ingegner Sergio Basile, ha ribadito l’importanza di prove di questo tipo sia per i ragazzi sia per le scuole, ma soprattutto per la capacità delle diverse strutture di operare in modo integrato.
Il programma continua nel fine settimana
Le iniziative legate a “La memoria che protegge” non si fermano con l’esercitazione nelle scuole. Domani, sabato 26 settembre, piazza XX Settembre ospiterà nuove attività dedicate alla prevenzione, con una parte della mattinata riservata alle classi delle superiori.
Nel pomeriggio di sabato e poi ancora nella mattinata di domenica gli appuntamenti saranno aperti alla cittadinanza. In programma ci sono la tenda fumo, percorsi dedicati alla disabilità, una dimostrazione sulla protezione delle opere d’arte in caso di sisma e un’escape room pensata per avvicinare il pubblico ai temi della sicurezza con modalità pratiche e partecipate.