Servizio civile, 11 giovani al lavoro tra San Vito, Sacile, Maniago e Pordenone
Nel territorio provinciale partono quattro percorsi del Consorzio Leonardo: inclusione, sostegno educativo, anziani e anche attività culturali con Fondazione Pordenonelegge.it.
Undici giovani iniziano in questi giorni un anno di impegno distribuito in più comuni del territorio, da San Vito al Tagliamento a Sacile, passando per Maniago, Aviano, Casarsa della Delizia, Cordenons e Pordenone. Il nuovo ciclo del Servizio civile universale promosso dal Consorzio Leonardo si sviluppa infatti dentro una rete di cooperative sociali e realtà culturali attive nella provincia.
Il programma si intitola “Orizzonti comuni: inclusione, cultura e ambiente” e mette insieme quattro percorsi diversi. L’idea è quella di offrire ai partecipanti un’esperienza concreta accanto ai servizi del territorio, con attività rivolte a persone con disabilità, minori e donne in situazione di fragilità, anziani autosufficienti e, da quest’anno, anche al settore degli eventi culturali.
Una rete che tocca più comuni della provincia
La distribuzione dei progetti restituisce bene la dimensione provinciale dell’iniziativa. Una parte importante delle attività si svolgerà nelle sedi delle cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone, a cui quest’anno si aggiunge anche la Fondazione Pordenonelegge.it.
Ad accompagnare l’avvio del percorso sono stati il presidente del Consorzio Luigi Piccoli, il presidente di Confcooperative Pordenone Fabio Dubolino e il direttore Marco Bagnariol. Durante la presentazione è stato ricordato che negli anni scorsi questa esperienza ha già coinvolto oltre 180 giovani.
Tra i dati evidenziati anche quello legato agli sbocchi successivi: secondo quanto riferito da Piccoli, circa il 30% dei partecipanti ha poi trovato lavoro nelle cooperative dove aveva svolto il servizio. Dubolino ha invece sottolineato il valore formativo dell’anno, non solo sul piano professionale ma anche umano, come occasione per conoscere da vicino il mondo della cooperazione.
Dai centri diurni al sostegno educativo
Il gruppo più numeroso sarà impegnato nel progetto “Persone in rete 2026”, che coinvolge cinque giovani. Le attività si terranno nei centri diurni e residenziali delle cooperative Il Granello, Futura, FAI e ACLI, con sedi a San Vito al Tagliamento, Sacile e Cordenons. I volontari affiancheranno gli operatori in momenti di socializzazione e in percorsi di autonomia rivolti a persone con disabilità fisica o con sofferenza psichiatrica.
Tre giovani prenderanno parte invece a “Custodi del domani”, progetto orientato al supporto socio-educativo e scolastico. In questo caso le sedi interessate sono Maniago e Aviano, con la cooperativa ACLI, e Casarsa della Delizia, con Il Piccolo Principe. Il contributo delle volontarie sarà rivolto ad attività per bambini, ragazzi e donne che frequentano o sono ospitate nelle strutture.
Anziani e cultura tra i nuovi fronti dell’impegno
Un’altra volontaria sarà inserita in “Comunità inclusive 2026”, il progetto che riguarda Casa Egidio, il cohousing gestito dalla cooperativa ACLI nel quartiere di Vallenoncello, a Pordenone. Qui il lavoro quotidiano sarà centrato sulla socialità e sul mantenimento dell’autonomia degli anziani residenti.
La novità più evidente di questa edizione riguarda però il versante culturale. Con il progetto “Cultura inclusiva”, due giovani collaboreranno per dodici mesi con la Fondazione Pordenonelegge.it, entrando nelle attività organizzative legate agli appuntamenti promossi dalla Fondazione.
Nel complesso, il nuovo avvio del servizio civile conferma una formula che nella provincia di Pordenone tiene insieme formazione e presenza nei servizi. Per i giovani coinvolti sarà un anno di esperienza diretta; per le realtà del territorio, un supporto che attraversa sociale, educazione, autonomia e cultura.