Sanità in FVG, allarme SIMG: “Territorio disomogeneo, rischio cure a due velocità”

Sanità territoriale disomogenea in FVG: SIMG lancia l’allarme su disuguaglianze e carenza medici.

14 aprile 2026 16:14
Sanità in FVG, allarme SIMG: “Territorio disomogeneo, rischio cure a due velocità” -
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Una sanità territoriale ancora troppo frammentata, con modelli assistenziali diversi da zona a zona e il concreto rischio di creare disuguaglianze nell’accesso alle cure. È questo il quadro che emerge in Friuli Venezia Giulia alla vigilia del Congresso regionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), in programma il 18 aprile al Savoia Excelsior Palace.

Un appuntamento che riunirà circa 200 medici di famiglia, specialisti ed esperti del settore per analizzare criticità e prospettive di sviluppo di un sistema sanitario chiamato a confrontarsi con sfide sempre più complesse. Un tema centrale anche nel dibattito nazionale sulla sanità, come dimostra la recente apertura della nuova unità operativa di geriatria nel Veneto Orientale, segnale di un sistema in evoluzione.

Il Friuli Venezia Giulia si distingue per una forte eterogeneità territoriale, che incide direttamente sull’organizzazione dei servizi sanitari. Alle aree urbane si affiancano territori montani e periferici, come la Carnia, dove la distanza tra ambulatori e la bassa densità abitativa rendono più difficile garantire una presa in carico efficace dei pazienti.

A complicare ulteriormente il quadro è il dato demografico: la regione è tra le più anziane d’Italia, con circa il 27% della popolazione sopra i 65 anni. Un indicatore che si traduce in una crescita costante dei bisogni assistenziali, soprattutto legati a cronicità e fragilità. In questo contesto, il ruolo del medico di famiglia diventa sempre più strategico, come primo punto di riferimento per i cittadini.

Una realtà che si intreccia con altre dinamiche territoriali già emerse anche in ambito sociale, come il rafforzamento della comunità raccontato nel progetto di Portogruaro dedicato a giovani e volontari, dove il territorio diventa elemento chiave di coesione.

Tra le principali criticità evidenziate dalla SIMG emerge una disomogeneità organizzativa tra le diverse aree della regione. Modelli sanitari differenti, aziende sanitarie che faticano a dialogare e una carenza di medici che ha portato all’introduzione degli Ambulatori Sperimentali di Assistenza Primaria (ASAP).

«In Friuli Venezia Giulia esistono modelli diversi anche tra territori vicini – spiega il segretario regionale Luca Maschietto – e questo rischia di tradursi in differenze concrete nell’assistenza ai cittadini».

Si tratta di soluzioni emergenziali pensate per rispondere alla mancanza di medici di famiglia, ma che non possono sostituire il modello tradizionale basato sulla continuità del rapporto medico-paziente, elemento fondamentale per una presa in carico efficace e duratura.

Un altro nodo centrale riguarda lo sviluppo delle Case della Comunità, strutture destinate a diventare punti di riferimento per la sanità territoriale. Secondo la SIMG, queste realtà rappresentano una grande opportunità, ma solo se la medicina generale sarà realmente coinvolta nella loro progettazione.

L’obiettivo è costruire un sistema capace di garantire una presa in carico proattiva dei pazienti cronici, evitando il ricorso improprio agli ospedali e migliorando gli esiti di salute. Una sfida che si inserisce in un contesto più ampio di innovazione e trasformazione dei servizi, come dimostrano anche iniziative di carattere sociale e sanitario diffuse sul territorio, tra cui gli eventi dedicati alla prevenzione e al benessere raccontati in screening e attività gratuite nei centri commerciali.

Il Congresso regionale SIMG rappresenta un momento chiave di confronto e aggiornamento. Il programma affronterà le principali patologie a impatto epidemiologico, tra cui diabete, BPCO, obesità e osteoporosi, con un focus su appropriatezza terapeutica e stratificazione del rischio.

Spazio anche a temi di grande attualità come la prevenzione, le vaccinazioni dell’adulto e l’antibiotico-resistenza, senza dimenticare l’innovazione tecnologica, con sessioni dedicate all’intelligenza artificiale nelle cure primarie.

Tra le novità, l’introduzione di attività pratiche e simulazioni, pensate per rafforzare le competenze operative dei medici nella pratica quotidiana. Un approccio che guarda al futuro della professione e alla necessità di adattarsi a un sistema sanitario in continua evoluzione.

Il congresso si propone così di riportare al centro del dibattito il ruolo del medico di famiglia, figura chiave per garantire sostenibilità ed equità nel Servizio sanitario nazionale, in una regione dove le differenze territoriali rappresentano ancora una sfida aperta.

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