Parapendista precipita in Friuli: salvato in extremis, «era appeso ad un pendio a 1600 metri»

Tre interventi del Soccorso Alpino tra Lusevera, Frisanco e Cavazzo Carnico: parapendista recuperato a 1600 metri sul Monte Laschiplas.

05 marzo 2026 19:27
Parapendista precipita in Friuli: salvato in extremis, «era appeso ad un pendio a 1600 metri» -
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LUSEVERA – Giornata intensa per il Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia, impegnato oggi in diversi interventi tra Udine e Pordenone, con operazioni di recupero in zone impervie e difficilmente raggiungibili. Il caso più complesso si è verificato nel primo pomeriggio sul Monte Laschiplas, dove un parapendista è precipitato rimanendo sospeso in una posizione estremamente pericolosa.

Parapendista precipitato sul Monte Laschiplas

L’allarme è scattato intorno alle 14.30 tramite il sistema di emergenza satellitare di un dispositivo Garmin, che ha segnalato la caduta di un parapendista poco sotto la cresta del Monte Laschiplas, a circa 1600 metri di quota.

Il pilota, un cittadino austriaco nato nel 1997, è rimasto miracolosamente sospeso su un pendio molto ripido ed esposto, tra rocce e ciuffi d’erba a cui si era aggrappato in una posizione estremamente precaria. La Sores ha attivato immediatamente la stazione di Udine/Gemona del Soccorso Alpino, insieme alla Guardia di Finanza e all’elisoccorso regionale.

L’elicottero ha portato sulla cresta un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino, che è stato verricellato sul posto. Il soccorritore ha attrezzato una sosta e si è calato con una corda fino al pilota, riuscendo a metterlo in sicurezza. Successivamente il parapendista è stato recuperato e trasportato al campo base di Pradielis, dove è stato stabilizzato dal personale medico di bordo prima del trasferimento all’ospedale di Udine.

Durante l’operazione un altro soccorritore è stato portato in cresta con l’elicottero per aiutare a recuperare tutta l’attrezzatura rimasta sul posto, vela compresa.

Situazioni di emergenza in montagna richiedono spesso interventi altamente tecnici e tempestivi, come dimostrano anche altri soccorsi complessi avvenuti recentemente nel territorio del Nordest, tra cui il recupero di un pilota rimasto bloccato in quota nel caso del parapendio sospeso a 20 metri da terra.

 un parapendista in posizione precaria ed esposta
un parapendista in posizione precaria ed esposta

Escursionista ferito sul Monte Ivon

Un altro intervento è stato effettuato intorno alle 12.30 nella zona del Monte Ivon, sopra Poffabro/Casasola nel comune di Frisanco, in provincia di Pordenone.

La chiamata al Nue112 è arrivata da una comitiva di escursionisti: uno dei componenti del gruppo era scivolato lungo una traccia di sentiero in zona impervia, a circa 1100 metri di quota.

La Sores ha attivato la stazione di Maniago del Soccorso Alpino, oltre ai Vigili del fuoco e a un’ambulanza. Il campo base è stato allestito presso il campo sportivo di Poffabro, dove si sono radunati nove soccorritori pronti a intervenire.

Poiché l’elisoccorso regionale non era disponibile in quel momento, è stato attivato un elicottero proveniente da Pieve di Cadore, che ha provveduto al recupero dell’infortunato e al trasferimento all’ospedale di Belluno.

Non è stato possibile ottenere ulteriori dettagli sulle condizioni della persona recuperata.

Escursionista con spalla lussata al Lago dei Tre Comuni

Poco dopo si è registrato anche un terzo intervento, meno complesso ma comunque impegnativo, nel territorio di Cavazzo Carnico.

L’operazione ha interessato il sentiero che costeggia il Lago dei Tre Comuni, dove un ventiquattrenne di nazionalità pachistana si è procurato una lussazione alla spalla.

La Sores ha attivato la stazione di Udine/Gemona del Soccorso Alpino insieme alla Guardia di Finanza.

Il giovane è stato raggiunto dai soccorritori, accompagnato fino a valle e successivamente affidato alle cure del personale sanitario dell’ambulanza.

Gli interventi di oggi confermano ancora una volta l’importanza della presenza capillare del Soccorso Alpino nelle aree montane del Friuli Venezia Giulia, dove ogni anno si registrano numerose operazioni di recupero e assistenza per escursionisti e sportivi in difficoltà, come accaduto anche in altri episodi di emergenza in quota tra le montagne del Nordest, tra cui il recente intervento per un parapendista ferito sul Monte Carso soccorso con l’elicottero.

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