Spilimbergo, la Scuola Mosaicisti riparte con il tutto esaurito al primo anno
Nel comune pordenonese si apre il 106° anno formativo: circa 90 studenti, forte presenza internazionale e debutto del biennio sul restauro.
Spilimbergo conferma uno dei suoi poli culturali e formativi più riconoscibili: con l’avvio del nuovo anno accademico, la Scuola Mosaicisti del Friuli torna a riempire laboratori e aule con una novantina di iscritti per il 2026/2027.
Per la città del mosaico, e più in generale per il territorio provinciale, il dato che colpisce subito è la capacità di attrazione dell’istituto: il primo anno ha già raggiunto il numero massimo di posti disponibili, mentre quasi un allievo su due arriva da fuori Italia.
L’inaugurazione del 106° anno si è tenuta lunedì 28 settembre nella chiesa dei Santi Giuseppe e Pantaleone, spazio fortemente legato alla storia della scuola e custode anche di opere musive realizzate dagli allievi nel corso dei decenni.
Una scuola di Spilimbergo che continua a richiamare studenti da molti Paesi
La dimensione internazionale resta uno dei tratti più evidenti dell’istituto spilimberghese. Gli studenti arrivano non solo da diverse regioni italiane, ma anche da numerosi Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Francia, Germania, Belgio, Polonia, Russia, Tunisia, Libano e Sri Lanka.
Nel complesso, il 46% degli allievi proviene dall’estero; all’interno di questa quota, il 27% è rappresentato da cittadini europei. Tra le provenienze figurano inoltre Romania, Ungheria, Moldavia, Regno Unito, Australia, Vietnam, Egitto, Siria e Iran.
Resta comunque solida anche la presenza italiana, con una parte significativa di iscritti residenti in Friuli Venezia Giulia. Durante la presentazione è emerso che molti ragazzi hanno scoperto la scuola visitandola con la famiglia oppure in occasione di uscite scolastiche.
Il percorso triennale e le competenze richieste dal settore
Gli studenti del 106° anno sono suddivisi nei tre livelli del percorso professionalizzante, ai quali si aggiunge il corso di perfezionamento destinato ad alcuni neo qualificati Maestri Mosaicisti usciti lo scorso anno.
Il triennio affronta i principali linguaggi dell’arte musiva, dal romano al bizantino, fino alle espressioni moderne e contemporanee. Accanto al mosaico trovano spazio anche terrazzo, pavimentazioni in seminato, posa e finiture, in un’impostazione che unisce formazione artistica e competenze operative.
La preparazione comprende anche discipline teoriche e progettuali come disegno, teoria del colore, grafica al computer, geometria applicata, storia del mosaico, tecnologia dei materiali, modellazione digitale, documentazione e valorizzazione delle opere.
Nel corso della cerimonia il direttore Gian Piero Brovedani ha presentato il corpo docente e il profilo professionale in uscita, quello del Maestro Mosaicista, pensato per un inserimento diretto nei laboratori specializzati, in Italia come all’estero.
La novità dell’anno è il biennio dedicato al restauro
Il passaggio più nuovo del 2026/2027 riguarda l’attivazione del primo corso biennale per Tecnico del Restauro dei Beni Culturali nel campo dei materiali lapidei, musivi e derivati. Alla giornata inaugurale era presente anche il gruppo dei primi iscritti, una decina in tutto.
Il programma sarà centrato sul recupero di superfici musive e lapidee, partendo dall’analisi del bene, dal suo contesto storico-artistico e dalle condizioni conservative. Le lezioni teoriche e di laboratorio si svolgeranno nella sede della scuola.
In primavera è previsto uno stage che coprirà un terzo dell’intero percorso. La parte sul campo sarà ospitata nei cantieri archeologici di Aquileia, grazie alla collaborazione con Fondazione Aquileia.
La cerimonia e i riconoscimenti agli allievi
All’apertura dell’anno hanno preso parte studenti, insegnanti, personale amministrativo, rappresentanti degli enti che compongono il Consorzio per la Scuola Mosaicisti del Friuli, esponenti della Direzione regionale lavoro, formazione, istruzione e famiglia, oltre a figure del mondo culturale cittadino e a professionisti usciti negli anni dall’istituto.
Sono intervenuti anche il presidente Stefano Lovison, il sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli e don Giorgio Bortolotto. La mattinata si è chiusa con la consegna di due premi sostenuti da Marco e Nicoletta Donà della Vetreria Artistica Mario Donà & Figli, realtà trasferitasi a Spilimbergo negli anni Novanta.
I riconoscimenti sono andati a Giulia Rossi e Jacopo Besseghini, indicati per merito e partecipazione all’inizio del loro ultimo anno. Per entrambi è stato assegnato un buono da 500 euro per l’acquisto di materiali destinati al mosaico, in particolare smalti veneziani prodotti dall’azienda Donà.
Per Spilimbergo l’avvio del nuovo anno non è soltanto una scadenza scolastica: è la conferma di una tradizione che continua a portare nel Pordenonese studenti, competenze e relazioni internazionali attorno a una delle arti più identitarie del territorio.