Sul Noncello una lezione fuori dall’aula: il Vendramini prova il campo con la Protezione civile

A Pordenone 37 studenti coinvolti in un’attività pratica con 18 volontari del gruppo comunale: territorio, prevenzione e gestione delle emergenze al centro della giornata

23 maggio 2026 16:48
Sul Noncello una lezione fuori dall’aula: il Vendramini prova il campo con la Protezione civile -
Condividi

Una mattinata di formazione vissuta direttamente lungo il Noncello, dove la prevenzione è diventata esperienza concreta. A Pordenone 37 studenti dell’Istituto Vendramini hanno partecipato a un’attività sul campo organizzata insieme al gruppo comunale di Protezione civile, affiancati da 18 volontari coordinati dal capogruppo Fabio Braccini.

L’iniziativa, battezzata “Insieme per gli altri”, ha portato i ragazzi fuori dalla dimensione tradizionale della lezione per far conoscere da vicino il funzionamento del sistema di protezione civile e il rapporto tra città, fiume e sicurezza del territorio. Il lavoro si è svolto con il supporto della Protezione civile regionale.

Il fiume come palestra di consapevolezza

Il tratto del Noncello scelto per l’esercitazione è diventato così un luogo di osservazione e apprendimento. L’obiettivo non era soltanto mostrare tecniche operative, ma aiutare gli studenti a leggere il contesto urbano, riconoscere possibili criticità e capire come si costruisce una risposta organizzata nelle situazioni di emergenza.

Per i ragazzi del Vendramini si è trattato di un percorso pratico pensato per sviluppare attenzione civica e senso di responsabilità. La giornata ha messo in relazione scuola, volontariato e territorio, facendo emergere il valore della preparazione prima ancora dell’intervento.

Il messaggio delle istituzioni cittadine

L’assessore Mattia Tirelli ha sottolineato il peso che l’addestramento ha nell’attività quotidiana della Protezione civile, ricordando che la formazione continua dei volontari è decisiva quando bisogna agire in tempi rapidi. Secondo Tirelli, aprire ai più giovani questa realtà significa trasmettere in modo diretto il significato di impegno, competenza e appartenenza alla comunità, rafforzando anche il legame con il Noncello, elemento identitario per Pordenone.

Anche l’assessore Pietro Tropeano ha richiamato il valore educativo dell’esperienza, evidenziando come il contatto diretto con i volontari permetta agli studenti di capire aspetti che in classe resterebbero più astratti. Per Tropeano, vedere da vicino come si affronta un’emergenza contribuisce a formare cittadini più attenti e disponibili verso gli altri.

Alla giornata era presente anche l’onorevole Emanuele Loperfido, in una partecipazione che viene letta come segnale di attenzione istituzionale verso i temi della sicurezza e della prevenzione, sostenuti operativamente dal lavoro dei gruppi di volontariato sul territorio.

Il richiamo al 1976 e il lavoro che continua

L’appuntamento sul Noncello assume un significato particolare nell’anno in cui ricorrono i cinquant’anni dal terremoto del Friuli. Il riferimento al sisma del 1976 riporta al centro un tema che in regione rimane fondamentale: prepararsi prima, costruire memoria e consolidare la capacità delle comunità di reagire in modo ordinato nelle emergenze.

Non è un caso che proprio scuole e percorsi di sensibilizzazione siano tornati al centro del dibattito pubblico. La memoria di quella stagione passa anche attraverso attività come questa, che uniscono conoscenza del territorio e cultura della prevenzione.

Già in programma un nuovo appuntamento

Per il gruppo comunale di Pordenone il lavoro non si ferma a questa esercitazione. È già in preparazione una prova antisismica più ampia prevista per la fine di settembre, con un coinvolgimento esteso alla città.

La giornata condivisa con gli studenti del Vendramini rappresenta dunque un tassello di un percorso più largo, costruito con la collaborazione tra Comune, Protezione civile regionale e mondo della scuola. Un modo per trasformare la formazione in pratica e far crescere, anche tra i più giovani, una cultura locale della prevenzione.

Segui Diario di Pordenone