Scossa di terremoto all'alba in Friuli, raffica di segnalazioni dei lettori

Scossa di terremoto registrata vicino Andreis nel Pordenonese: magnitudo, orario, profondità e localizzazione del sisma.

24 gennaio 2026 07:33
Scossa di terremoto all'alba in Friuli, raffica di segnalazioni dei lettori -
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ANDREIS (PN) – Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.9 è stata registrata nelle prime ore della giornata di oggi 24 gennaio 2026 nell’area orientale del comune di Andreis, in provincia di Pordenone. L’evento sismico si è verificato alle 06:36 ora italiana, risultando quindi avvenuto poco prima dell’alba. Secondo le rilevazioni ufficiali, l’epicentro è stato individuato a circa 3 chilometri a est di Andreis, in una zona prevalentemente montuosa. Le coordinate geografiche dell’evento sono 46.2092 di latitudine e 12.6557 di longitudine, mentre la profondità ipocentrale è stata stimata intorno agli 11 chilometri.

Il terremoto, classificato come di lieve entità, rientra tra quei movimenti tellurici che difficilmente causano danni a persone o strutture. Tuttavia, come in questo caso, scosse di questa intensità possono essere percepite dalla popolazione, soprattutto nei centri abitati più vicini all’epicentro e ai piani alti degli edifici. Molte le segnalazioni dei lettori in redazione.

La zona del Friuli occidentale e delle Prealpi Carniche è considerata sismicamente attiva, con eventi di bassa e media intensità che vengono monitorati costantemente. Il territorio attorno ad Andreis è caratterizzato da una complessa struttura geologica, che spiega la frequente registrazione di micro e lievi scosse.

L’evento è stato localizzato dalla Sala Sismica di Roma, che ha fornito i dati relativi a orario, magnitudo ed epicentro. Le informazioni rientrano nel normale flusso di monitoraggio del territorio nazionale, volto a garantire un aggiornamento costante e puntuale su ogni fenomeno sismico registrato.

Al momento non risultano segnalazioni di danni né richieste di intervento da parte delle autorità locali. Le verifiche restano comunque attive, come da prassi, per escludere eventuali criticità nelle aree più prossime all’epicentro.

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