Truffa del falso carabiniere, anziana non ci casca: fermati due giovani a Pordenone

La chiamata sospetta, il controllo immediato al 112 e l’arrivo dei militari hanno bloccato il raggiro prima della consegna dei gioielli.

28 aprile 2026 14:36
Truffa del falso carabiniere, anziana non ci casca: fermati due giovani a Pordenone -
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Una telefonata studiata per spaventare, una richiesta di consegnare i gioielli di casa e la prontezza di un’anziana pordenonese che ha capito subito che qualcosa non tornava. È andata così nel pomeriggio di venerdì 24 aprile, quando una donna di 82 anni è riuscita a evitare una truffa e a far scattare l’intervento dei Carabinieri.

Secondo la ricostruzione dell’accaduto, all’altro capo del telefono c’era un uomo che si è presentato come appartenente all’Arma. Il racconto era quello già visto in altri raggiri: l’auto del marito della pensionata sarebbe stata coinvolta in un furto in gioielleria e, per chiarire la posizione della famiglia, sarebbe stato necessario consegnare i preziosi custoditi in casa a un presunto militare incaricato del ritiro.

La versione, però, non ha retto a un controllo molto semplice. Il marito della donna si trovava infatti ricoverato in ospedale, mentre l’auto indicata nella telefonata era ferma da giorni nel cortile dell’abitazione. Un particolare decisivo, che ha fatto scattare il sospetto e ha spinto la famiglia a non seguire le indicazioni ricevute.

La segnalazione e l’intervento in zona

Con il figlio presente in casa, l’82enne ha contattato il Numero unico di emergenza 112, segnalando in tempo reale ciò che stava succedendo. Da lì si è attivata la macchina dei controlli: i Carabinieri del NORM della Compagnia di Pordenone hanno raggiunto l’area e si sono appostati nelle vicinanze dell’abitazione per verificare l’arrivo di chi avrebbe dovuto presentarsi a ritirare i monili.

Poco dopo, intorno alle 16.30, i militari hanno individuato una Fiat 500 X a noleggio, risultata presa a Caserta. A bordo c’erano un uomo e una donna, entrambi poco più che ventenni, ritenuti dagli investigatori le persone incaricate di portare a termine il raggiro.

Due arresti, verifiche aperte anche su altri episodi

I due giovani, entrambi di origine campana, disoccupati e già segnalati in precedenza alle forze dell’ordine, sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso. Per l’uomo si sono aperte le porte del carcere di Pordenone, mentre la donna è stata trasferita nella sezione femminile del carcere di Trieste.

L’episodio riporta l’attenzione su un tipo di raggiro che continua a colpire soprattutto le persone anziane, facendo leva sulla paura e sull’urgenza. In questo caso, però, la lucidità della vittima e la scelta di chiamare subito il 112 hanno impedito che la truffa venisse portata a termine.

Le indagini proseguono ora per chiarire se la coppia possa avere avuto un ruolo in altri tentativi simili avvenuti nel Pordenonese. Per gli investigatori, la rapidità della segnalazione è stata determinante per bloccare l’azione prima che qualcuno riuscisse a impossessarsi dei gioielli.

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