50 anni dal sisma del Friuli, Riccardi: "Serve un approccio più ampio e multidisciplinare”

Udine, convegno sui 50 anni dal terremoto: focus su prevenzione, ricerca sismica e responsabilità.

16 aprile 2026 15:49
50 anni dal sisma del Friuli, Riccardi: "Serve un approccio più ampio e multidisciplinare” -
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UDINE – A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, il tema della prevenzione sismica torna al centro del dibattito con uno sguardo rivolto al futuro, tra innovazione scientifica e nuove sfide legate al cambiamento climatico.

Prevenzione oltre la previsione

Intervenendo al convegno dedicato ai “1976-2026: cinquant’anni di monitoraggio e ricerche sulla sismicità del Friuli Venezia Giulia”, l’assessore Riccardo Riccardi ha sottolineato come oggi la prevenzione non possa più limitarsi alla sola previsione degli eventi.

Serve invece un approccio multidisciplinare, capace di integrare conoscenze scientifiche, gestione del territorio e cultura della sicurezza.

Mezzo secolo di progresso scientifico

L’iniziativa, promossa dalla Regione insieme all’OGS Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, ha ripercorso 50 anni di sviluppo tecnologico che hanno portato alla realizzazione di una delle reti di monitoraggio sismico più avanzate d’Europa.

Un percorso nato proprio dalla tragedia del 1976, che ha segnato profondamente il territorio ma ha anche avviato una nuova stagione di crescita e innovazione.

Il ruolo di ricerca e università

Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti rappresentanti del mondo accademico e della ricerca, tra cui Lucia Margheriti, Matteo Picozzi e docenti delle università di Udine e Padova.

È emersa con forza l’importanza della collaborazione tra enti di ricerca, che negli anni ha favorito l’evoluzione delle conoscenze sulla sismicità regionale.

Dal sisma del 1976 una nuova visione

Riccardi ha ricordato come proprio dal terremoto siano nate realtà d’eccellenza come l’Università di Udine e lo stesso OGS, oltre a infrastrutture fondamentali come il sistema SMINO, dedicato al monitoraggio dell’Italia nord-orientale.

Un esempio di come una tragedia sia stata trasformata in opportunità di sviluppo e innovazione.

Il nodo delle responsabilità

Nel suo intervento, l’assessore ha posto anche una riflessione sul tema delle responsabilità, alla luce di eventi estremi sempre più frequenti.

Richiamando casi recenti, ha evidenziato la necessità di rivedere il quadro normativo per garantire regole più coerenti e sostenibili, evitando che l’incertezza scoraggi chi opera nelle istituzioni e nel volontariato.

Dialogo con il pubblico e divulgazione

La giornata si è articolata tra sessioni scientifiche e momenti di confronto con il pubblico, durante i quali i ricercatori hanno spiegato il funzionamento delle reti di monitoraggio in tempo reale e approfondito temi come repliche sismiche, microzonazione e stabilità dei versanti.

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