Un parco di Pordenone porterà il nome degli Internati Militari Italiani

Cerimonia fissata il 21 settembre 2026 nell’area verde tra via Marco Polo e via Vespucci. Previsto anche un percorso con le scuole cittadine.

27 agosto 2026 21:05
Un parco di Pordenone porterà il nome degli Internati Militari Italiani -
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Nel quartiere compreso tra via Marco Polo e via Vespucci, un’area verde cittadina sarà dedicata alla memoria degli Internati Militari Italiani. Il nuovo nome entrerà ufficialmente nella toponomastica di Pordenone con una cerimonia pubblica prevista per lunedì 21 settembre 2026 alle 11.30.

La scelta assume un valore che va oltre il semplice cambio di denominazione di un parco: l’amministrazione comunale intende riconoscere in modo stabile una vicenda storica che per molti anni è rimasta poco presente nello spazio pubblico e nel racconto civile condiviso.

Una data legata alla memoria nazionale

Il calendario non è stato definito a caso. L’inaugurazione è stata programmata il giorno successivo al 20 settembre, ricorrenza individuata dalla legge n. 6 del 13 gennaio 2025 come giornata dedicata agli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante il secondo conflitto mondiale.

In questo modo Pordenone collega un’iniziativa locale a un riconoscimento ormai inserito nel quadro istituzionale nazionale, scegliendo di far coincidere il ricordo con un luogo frequentato ogni giorno dai residenti.

Il passaggio in Comune e la richiesta dell’ANEI

L’intitolazione arriva dopo il via libera della Giunta comunale alla proposta avanzata dalla presidenza nazionale dell’ANEI, l’Associazione Nazionale Ex Internati, appoggiata anche dalla realtà locale dell’associazione.

Nei giorni scorsi il sindaco Alessandro Basso ha inoltre trasmesso al Prefetto la comunicazione formale sulla volontà del Comune di procedere, passaggio previsto nell’iter amministrativo che riguarda la toponomastica.

Chi erano gli IMI

Il nome scelto richiama la storia degli Internati Militari Italiani, cioè quei militari e civili che, dopo l’8 settembre 1943, non aderirono né allo Stato nazionalsocialista né alla Repubblica sociale italiana e per questo furono deportati e costretti al lavoro nei Lager.

I dati richiamati dal Comune restituiscono la dimensione di quella pagina di storia: gli IMI furono oltre 700mila, mentre in Friuli Venezia Giulia se ne contarono più di 3mila. Numeri che spiegano perché l’intitolazione venga letta come un atto di memoria pubblica e di riconoscimento istituzionale.

Il coinvolgimento delle scuole cittadine

Accanto alla cerimonia, il Comune sta lavorando anche su un percorso rivolto agli studenti. L’assessore Walter De Bortoli segue questa parte insieme al collega Pietro Tropeano, con l’obiettivo di accompagnare l’iniziativa con momenti di approfondimento destinati alle scuole di Pordenone.

L’idea è quella di non limitare tutto a una targa o a un appuntamento formale, ma di trasformare l’intitolazione in un’occasione educativa per le nuove generazioni, legando la memoria storica a un luogo concreto della città.

Prima di questo appuntamento, il calendario comunale delle intitolazioni prevede già un’altra cerimonia: il 12 settembre sarà dedicata a Luigia Tagliariol Tomadini la piazzetta tra via San Marco, via Codafora e via della Santissima, in base a una decisione assunta nei mesi scorsi dalla Giunta su proposta di Fidapa Pordenone.

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