Vallenoncello-A28, il collegamento per l’Interporto è ancora in progettazione
A Pordenone previsto un asse da 11,8 milioni tra via Nuova di Corva e lo svincolo Interporto Centro Ingrosso. Il traguardo indicato oggi riguarda il progetto, non il cantiere.
Per chi si muove tra la zona produttiva di Vallenoncello, l’Interporto e l’accesso all’A28, la novità più importante è anche quella che va spiegata meglio: la nuova bretella stradale non è un’opera in partenza, ma un intervento che deve ancora completare il proprio percorso progettuale. La scadenza indicata oggi riguarda infatti la definizione tecnica dell’opera entro il 2027.
Il progetto interessa direttamente uno dei nodi logistici più rilevanti per il Pordenonese, perché punta a creare un collegamento più lineare tra via Nuova di Corva e lo svincolo autostradale “Interporto Centro Ingrosso”. L’investimento indicato dalla Regione Friuli Venezia Giulia è di 11,8 milioni di euro.
Un asse pensato per le merci, non per cambiare da subito la viabilità
L’obiettivo dichiarato è alleggerire la rete urbana dal passaggio di una quota di mezzi pesanti diretti verso il polo logistico e produttivo. In altre parole, il beneficio atteso riguarda soprattutto il rapporto tra camion, aree industriali e autostrada, con possibili effetti anche sulla viabilità dei quartieri interessati.
Questo però non significa che residenti e aziende vedranno cambiamenti immediati nei percorsi quotidiani. Al momento non esiste una data di apertura della futura strada, perché prima devono essere completati i progetti, poi arriveranno i passaggi autorizzativi e solo successivamente si potrà parlare di lavori.
Chi segue il progetto e quali opere sono previste
Il disegno dell’intervento coinvolge più soggetti. Regione, Comune di Pordenone, FVG Strade e Autostrade Alto Adriatico stanno lavorando a un’impostazione comune che dovrà portare a un progetto unico. È questo il passaggio chiave per far avanzare davvero l’opera.
A FVG Strade spetta la parte relativa alla nuova viabilità di collegamento. Autostrade Alto Adriatico segue invece ciò che riguarda l’innesto con l’A28, quindi l’adeguamento dello svincolo, una rotatoria e le sistemazioni connesse. Non si tratta quindi di un ampliamento dell’Interporto in senso stretto, né di un nuovo terminal ferroviario, ma di una connessione stradale al servizio del nodo logistico esistente.
Perché il progetto interessa tutto il sistema produttivo locale
Il tema non riguarda solo la città di Pordenone. Il collegamento ha un peso anche per molte imprese della provincia che utilizzano l’Interporto, la rete autostradale e i collegamenti verso il Veneto per spedizioni, approvvigionamenti e distribuzione. Una connessione più diretta può incidere sull’efficienza dell’ultimo tratto del trasporto, quello tra magazzini, aree produttive e casello.
Nel Pordenonese il nodo logistico non vive soltanto della componente ferroviaria. Per funzionare bene ha bisogno anche di un accesso stradale coerente con i flussi delle merci. È in questo quadro che la bretella viene considerata un’infrastruttura di supporto al manifatturiero e all’autotrasporto, pur senza attribuirle oggi effetti automatici su tempi e traffico.
Da non confondere con altri interventi già annunciati nell’area
Negli ultimi mesi attorno all’Interporto sono stati comunicati diversi investimenti, ed è facile sovrapporre piani diversi. Da una parte ci sono opere già presentate sul terminal e sui suoi servizi; dall’altra c’è questa nuova strada, che si trova ancora in una fase tecnica preliminare rispetto al cantiere.
Rientrano nel primo gruppo, per esempio, il piazzale operativo, il parcheggio, il centro servizi, gli spazi per la Motorizzazione e gli interventi di mitigazione acustica, oltre ai portali digitali per l’ingresso e l’uscita dei mezzi pesanti. Sono misure che incidono sul funzionamento interno del polo. La bretella verso l’A28 agisce invece all’esterno, sulla connessione con la rete viaria principale.
Anche il potenziamento ferroviario dello scalo segue una logica distinta. L’allungamento dell’asta di manovra consente una gestione diversa dei convogli, ma non sostituisce il bisogno di un accesso stradale più funzionale. Le due dimensioni, ferrovia e strada, si affiancano senza coincidere.
I prossimi passaggi da seguire
Il punto formale più vicino è la convenzione tra i soggetti coinvolti, necessaria per distribuire compiti e responsabilità. Da lì dovrà prendere forma il progetto integrato che consentirà di affrontare i successivi passaggi amministrativi e autorizzativi.
Per il territorio, oggi, il dato concreto resta questo: il collegamento tra Vallenoncello, Interporto e A28 è finanziato e incardinato in un percorso tecnico, ma non è ancora un’opera in costruzione. Per capire quando potrà incidere davvero sulla viabilità locale e sui flussi delle merci bisognerà attendere i prossimi atti e, soprattutto, la conclusione della progettazione.