Il velodromo celebra i suoi 100 anni con una ciclostorica: Pordenone ritrova l’eredità di Bottecchia

Biciclette e divise d’altri tempi per una pedalata di oltre 70 chilometri tra città e provincia: più di 80 iscritti al via dal Bottecchia.

A cura di Web Team Web Team
07 giugno 2026 18:53
Il velodromo celebra i suoi 100 anni con una ciclostorica: Pordenone ritrova l’eredità di Bottecchia -
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Non è stata soltanto una pedalata, ma uno dei momenti più significativi del calendario dedicato al secolo di vita del Velodromo Ottavio Bottecchia. A Pordenone, la ciclostorica “La 100 volte Bottecchia” ha richiamato in città più di 80 appassionati arrivati da varie regioni italiane, tutti accomunati dalla volontà di rendere omaggio al grande campione pordenonese.

La manifestazione ha preso avvio proprio dall’impianto cittadino intitolato a Ottavio Bottecchia, riportando al centro un luogo che per la comunità rappresenta molto più di una struttura sportiva. In sella a biciclette d’epoca e con abiti coerenti con la tradizione del ciclismo storico, i partecipanti hanno dato forma a una partenza dal forte valore simbolico.

Una giornata che unisce memoria sportiva e territorio

L’itinerario, lungo più di 70 chilometri, ha attraversato alcuni punti del Pordenonese, trasformando la giornata in un racconto su due ruote tra paesaggio, storia e identità locale. Il richiamo alla figura di Bottecchia, primo italiano capace di conquistare il Tour de France, è stato il filo conduttore dell’iniziativa.

L’evento è stato promosso dall’Associazione Culturale Ottavio Bottecchia, con il supporto organizzativo e tecnico di FIAB Pordenone Aruotalibera APS. La formula scelta ha messo insieme l’interesse per il ciclismo di un tempo e la valorizzazione del territorio provinciale, dentro il programma delle celebrazioni per il centenario del velodromo.

Il saluto del Comune e i protagonisti presenti alla partenza

A rappresentare l’amministrazione comunale è stato l’assessore all’Istruzione Pietro Tropeano, che ha evidenziato il significato della giornata per la città: un appuntamento capace di far convivere sport, cultura e ricordo, portando a Pordenone persone provenienti da diverse parti d’Italia.

Nel suo intervento, l’assessore ha sottolineato anche il ruolo del velodromo come punto di riferimento per il ciclismo ben oltre l’ambito locale, rimarcando l’importanza di trasmettere la storia sportiva pordenonese alle generazioni più giovani. Un ringraziamento è stato rivolto a Maurizia Blam, presidente dell’Associazione Culturale Ottavio Bottecchia, e a quanti hanno collaborato alla riuscita della manifestazione, tra FIAB, Amici della Pista e volontari.

Alla partenza erano presenti anche figure note del mondo ciclistico e associativo: il presidente nazionale FIAB Luigi Menna, la presidente di FIAB Pordenone Luana Casonatto, il presidente degli Amici della Pista Bruno Battistella e Michela Moretti Girardengo, nipote di Costante Girardengo e presidente del Giro d’Italia d’Epoca.

Un appuntamento che rafforza il legame con il Bottecchia

Per Pordenone, la ciclostorica ha rappresentato un modo concreto per restituire attenzione a uno dei suoi simboli sportivi più riconoscibili. Il Velodromo Ottavio Bottecchia continua infatti a essere il fulcro di iniziative che tengono insieme la memoria del campione e la storia della città.

Dentro questo percorso celebrativo, “La 100 volte Bottecchia” ha mostrato come il ciclismo storico possa ancora parlare al presente: non solo rievocazione, ma occasione per far incontrare appassionati, associazioni e comunità attorno a un patrimonio che appartiene pienamente a Pordenone.

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