Via Damiani, il caso della cornacchia divide il quartiere: il Comune conferma l’ordinanza

A Pordenone resta aperto il confronto tra residenti che segnalano comportamenti aggressivi e Lav, che ha impugnato il provvedimento.

02 giugno 2026 14:28
Via Damiani, il caso della cornacchia divide il quartiere: il Comune conferma l’ordinanza -
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In via Damiani la discussione non riguarda il traffico o il verde pubblico, ma un volatile che da settimane è diventato un problema per chi vive nella zona. Al centro della vicenda c’è una cornacchia che ha fatto il nido su un tiglio e che, secondo varie segnalazioni raccolte nel quartiere, avrebbe avuto atteggiamenti ostili verso alcune persone.

Il Comune di Pordenone ha deciso di andare avanti con un’ordinanza che prevede l’abbattimento dell’animale. La scelta è stata formalizzata dal sindaco Alessandro Basso dopo precedenti tentativi di cattura che non hanno dato risultato.

Le segnalazioni arrivate dalla strada

Tra i casi riferiti, quello che viene indicato con maggiore insistenza riguarda un’anziana residente nella palazzina di fronte all’albero. I familiari hanno raccontato che la donna sarebbe stata colpita più volte alla testa, sia mentre si trovava sul terrazzo di casa sia mentre passava in strada.

Non si tratterebbe, secondo quanto sostenuto da chi abita nei dintorni, di un episodio isolato. Altri residenti avrebbero descritto situazioni simili, parlando di un disagio diventato concreto nella vita quotidiana del quartiere. Un abitante della zona avrebbe anche confermato di essere intervenuto in aiuto della donna.

Il nodo tra sicurezza e tutela degli animali

Su questo punto si è inserita la posizione della Lav, che contesta il provvedimento comunale e ha annunciato ricorso al Tar di Trieste. L’associazione ritiene che esistano soluzioni diverse dall’uccisione dell’animale e propone misure dissuasive, oltre a comportamenti prudenti da parte dei residenti nelle vicinanze del nido.

Secondo la stessa associazione, la fase riproduttiva in corso renderebbe la scelta ancora più delicata. Nel nido, infatti, ci sarebbero anche i piccoli, indicati in un numero compreso tra tre e cinque, e l’intervento avrebbe quindi conseguenze non soltanto sull’esemplare adulto.

La verifica in zona e la linea del sindaco

Nel corso di un controllo effettuato sul posto non sarebbero stati osservati episodi diretti di aggressione. Questo però non ha chiuso il caso, perché le testimonianze dei residenti hanno continuato ad arrivare e a delineare, almeno per chi vive in quella parte della città, una situazione percepita come problematica.

Il sindaco ha motivato la nuova ordinanza richiamando esigenze di sicurezza pubblica e tutela dei cittadini. Dopo il fallimento dei tentativi di cattura, l’amministrazione ha quindi scelto di confermare una linea più netta, mentre resta aperto il contenzioso avviato dagli animalisti.

La vicenda, intanto, continua a far discutere Pordenone perché mette uno di fronte all’altro due temi molto sentiti: la protezione delle persone negli spazi urbani e la gestione della fauna selvatica quando entra in conflitto con la vita di quartiere.

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