Zoppola, allarme esche con chiodi nella riserva: associazioni chiedono verifiche immediate
Dopo il ritrovamento nell’area di caccia, il Partito Animalista FVG e Animal Pride sollecitano controlli per tutelare cani, animali domestici e fauna.
Nel territorio di Zoppola cresce la preoccupazione per il ritrovamento di alcuni bocconi contenenti chiodi all’interno della riserva di caccia. Un episodio che, oltre a creare allarme tra chi frequenta l’area, riporta l’attenzione sulla sicurezza dei sentieri e degli spazi attraversati da animali domestici e selvatici.
A intervenire pubblicamente sono il Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e l’associazione Animal Pride Defending, che chiedono una verifica rapida della zona interessata. Secondo le due realtà, la presenza di esche di questo tipo rappresenta un rischio gravissimo per qualsiasi animale possa ingerirle.
Un pericolo che va oltre la riserva
Il punto sollevato dalle associazioni riguarda non solo la fauna presente nell’area, ma anche i cani portati a passeggio dai proprietari lungo i percorsi e quelli impiegati durante l’attività venatoria. L’ingestione di bocconi alterati con oggetti metallici può infatti avere conseguenze molto serie, fino a risultare fatale.
Per PAI FVG e Animal Pride, la condanna del gesto non cambia nemmeno se all’origine vi fosse una protesta contro la caccia. Le due organizzazioni osservano che qualsiasi contestazione, per essere legittima, non può trasformarsi in un’azione che espone gli animali a sofferenze e lesioni.
Nel loro intervento viene sottolineato anche un altro aspetto: i cani coinvolti nelle battute di caccia non hanno alcuna responsabilità rispetto a quella pratica e non possono diventare bersaglio indiretto di iniziative dimostrative o ritorsive.
La presa di posizione delle associazioni
A firmare la richiesta di intervento sono Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista del FVG, e Patrizia Munarin, presidente di Animal Pride Defending. Le due rappresentanti sollecitano un monitoraggio accurato dell’area per individuare ed eliminare tutti i bocconi pericolosi eventualmente presenti.
L’obiettivo indicato è mettere in sicurezza non solo la riserva di caccia, ma anche i tratti frequentati da persone che camminano con i propri animali. In una zona dove i percorsi possono essere utilizzati per diverse attività all’aperto, la presenza di esche manomesse viene considerata una minaccia estesa, non circoscritta a un solo ambito.
Un episodio che riapre il confronto sul territorio
Il caso di Zoppola si inserisce in un contesto provinciale e regionale già sensibile sul rapporto tra tutela degli animali, attività venatoria e controlli nelle aree rurali. Le associazioni richiamano infatti l’attenzione anche su altri episodi recenti, come quelli segnalati a Caneva sul fronte del bracconaggio, tema che in Friuli Venezia Giulia continua ad alimentare confronto e tensioni.
Da qui la richiesta di intervenire in tempi rapidi per bonificare la zona e prevenire nuovi rischi. Il punto, ribadiscono le associazioni, è evitare che un gesto del genere possa colpire indiscriminatamente animali d’affezione, cani da caccia e fauna selvatica in un’area del Pordenonese frequentata e attraversata da più presenze.