Zoppola e San Quirino ospitano il documentario dell’ERT sul dopo terremoto
Nel Pordenonese due serate a ingresso libero per “La forza dei legami”, progetto che ripercorre il ruolo della cultura nella ricostruzione del Friuli.
Il percorso regionale del documentario “1976 – 2026 La forza dei legami” farà tappa anche in provincia di Pordenone, con due appuntamenti che portano al centro una pagina decisiva della storia friulana: non tanto i giorni del sisma, quanto ciò che venne dopo, quando comunità, istituzioni e realtà culturali provarono a rimettere insieme luoghi e relazioni.
Per il territorio pordenonese le date da segnare sono due: domenica 25 ottobre all’Auditorium Comunale di Zoppola e giovedì 12 novembre al Centro Livio Poldini di San Quirino. In entrambi i casi l’inizio è previsto alle 20.45.
L’iniziativa è promossa dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, che ha scelto sei località del proprio circuito per presentare il lavoro. Prima delle due serate nel Pordenonese, il documentario passerà da Tolmezzo, San Daniele e Muggia; dopo Zoppola arriverà a Pontebba, per chiudere infine a San Quirino.
Le proiezioni sono a partecipazione gratuita, con prenotazione consigliata. Ogni incontro sarà introdotto da una breve presentazione con Paolo Patui e Alberto Bevilacqua, ai quali si affiancheranno ospiti diversi a seconda della sede.
Un racconto che guarda alla rinascita
Il documentario nasce nell’ambito delle iniziative per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli e sceglie una prospettiva precisa: osservare come, accanto alla ricostruzione materiale, sia cresciuto anche un tessuto culturale capace di tenere unite le persone. Teatro, spettacolo e occasioni pubbliche di incontro diventano così parte del racconto della ripartenza.
Prodotto dall’ERT a partire da un’idea del direttore Alberto Bevilacqua, il film è curato da Paolo Patui, che ne firma la regia con Paola Zoratti. Per l’ente regionale il progetto rappresenta anche un ritorno alla propria storia, perché il circuito teatrale era già operativo quando il sisma colpì il Friuli e negli anni successivi rafforzò il legame con paesi, amministrazioni e pubblico.
Testimonianze, memoria e materiali d’archivio
La narrazione si costruisce attraverso molte voci del mondo teatrale e culturale regionale. Tra queste compaiono Maria Ariis, Manuel Buttus, Claudio Moretti, Giuliana Musso, Ariella Reggio, Massimo Somaglino, Sandra Toffolatti e i Papu, Andrea Appi e Ramiro Besa. Accanto agli interpreti trovano spazio anche figure che hanno avuto ruoli organizzativi, come Rita Maffei e Walter Mramor, insieme ad Alberto Bevilacqua, Renato Quaglia e Marco Neri.
Nel documentario entrano anche la testimonianza di Sergio Cuzzi, tra i fondatori dell’ERT, e i contributi di Dario Barnaba, Enrico Bulfone, Mario Brandolin, Nico Nanni e Gian Paolo Polesini. A legare i diversi piani del racconto è lo sguardo dello storico e scrittore Angelo Floramo, mentre immagini d’archivio e frammenti di spettacoli accompagnano il percorso lungo mezzo secolo di attività.
La parte musicale porta la firma del compianto U.T. Gandhi e di Mauro Costantini, elemento che contribuisce a dare continuità emotiva a un lavoro costruito tra memoria personale e storia collettiva.
Le altre date del circuito regionale
Oltre agli appuntamenti di Zoppola e San Quirino, il calendario comprende martedì 20 ottobre al Cinema David di Tolmezzo, venerdì 23 ottobre all’Auditorium Alla Fratta di San Daniele, sabato 24 ottobre al Teatro Verdi di Muggia e venerdì 30 ottobre al Teatro Italia di Pontebba. Fa eccezione soltanto Muggia, dove la proiezione inizierà alle 17.30.
Per il pubblico della provincia di Pordenone, le due serate rappresentano un’occasione per rileggere, attraverso il linguaggio del documentario, un passaggio che ha inciso in profondità sulla vita del Friuli e sul modo in cui la cultura ha continuato a tenere insieme le comunità nel tempo.
Il progetto rientra nel più ampio programma con cui l’ERT ricorderà il cinquantenario del terremoto nella stagione 2026/2027, intrecciando proiezioni, spettacoli, concerti e incontri in un percorso diffuso dedicato alla memoria e alla ricostruzione civile e culturale del territorio.