Assestamento sanità e sociale Fvg: fondi anche per l’Asp di Pordenone, passa il pacchetto in Commissione
Nel provvedimento regionale spazio a interventi sociali, formazione e strutture sociosanitarie. Per Pordenone c’è anche il capitolo sull’efficientamento dell’Asp.
Nel pacchetto regionale su sanità e politiche sociali approvato dalla I Commissione integrata c’è anche un passaggio che riguarda da vicino il territorio pordenonese: tra gli interventi finanziati compaiono infatti risorse per il completamento dell’efficientamento energetico dell’Asp di Pordenone.
Il via libera è arrivato a maggioranza durante l’esame delle misure contenute nell’Assestamento di bilancio del Friuli Venezia Giulia. Il provvedimento tocca più fronti, dai grandi investimenti ospedalieri agli interventi sociali, fino alla formazione e ai progetti sociosanitari da riprogrammare sul 2026.
La voce economicamente più consistente resta quella destinata all’ospedale di Cattinara, con 70 milioni di euro previsti per portare avanti e chiudere i lavori in corso. Ma accanto a questo stanziamento, il testo contiene una serie di misure diffuse che interessano anche servizi e strutture fuori dal capoluogo giuliano.
La seduta è stata presieduta da Markus Maurmair, mentre gli emendamenti sono stati illustrati dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.
Le misure che toccano il territorio pordenonese
Per l’area del Friuli occidentale uno dei punti da seguire è quello relativo agli interventi energetici nelle strutture sociosanitarie. Le risorse serviranno a completare i lavori previsti all’Istituto regionale Rittmeyer per i ciechi di Trieste, all’Asp Daniele Moro di Codroipo e all’Asp di Pordenone.
Nel dibattito è entrato anche un tema strettamente legato al servizio sanitario locale. Nicola Conficoni, del Pd, ha infatti presentato una proposta riferita alla carenza di personale nella Dermatologia dell’ospedale di Pordenone, oltre a un intervento sul sostegno ai caregiver familiari. Gli emendamenti, però, non sono stati votati: sono stati ritirati per consentire ulteriori approfondimenti prima del passaggio in Aula.
Terzo settore, università e progetti da finanziare nel 2026
Tra le misure inserite nel provvedimento c’è anche uno stanziamento da 200mila euro per il 2026 destinato agli enti del terzo settore impegnati nel recupero e nella distribuzione di beni alimentari e non alimentari a favore delle persone in difficoltà.
Un altro capitolo riguarda le aziende pubbliche di servizi alla persona. La modifica esaminata in Commissione apre alla possibilità di adottare piani di risanamento economico-finanziario e di continuità aziendale quando esistano margini concreti di recupero, evitando così di arrivare subito alla liquidazione.
Sul versante universitario, 120mila euro andranno all’Università di Udine per attivare un percorso specialistico dedicato all’allevamento, all’igiene e alle patologie delle specie acquatiche, oltre al controllo dei prodotti derivati. All’Università di Trieste sono invece assegnati due contributi da 60mila euro: uno per uno studio sui giovani caregiver e uno per un’analisi sulla povertà e sulla grave marginalità utile alla programmazione dei servizi sociali regionali.
Gli emendamenti della Giunta prevedono inoltre la riallocazione di 1,115 milioni di euro nel 2026, nell’ambito della programmazione europea, per garantire la prosecuzione di tre progetti sanitari e sociosanitari.
Formazione in carcere e richieste rinviate all’Aula
Nel triennio 2026-2028 sono previste anche risorse per sostenere le indennità di frequenza dei corsi di formazione professionale rivolti alle persone detenute, con attenzione particolare a chi si trova in esecuzione penale esterna. Su questo punto Furio Honsell ha espresso parere favorevole, ricordando che si tratta di uno strumento già sperimentato in passato.
Durante il confronto sono emerse anche altre proposte, poi ritirate. Serena Pellegrino aveva presentato emendamenti su odontoiatria, esenzione dal ticket per gli over 65, voucher per donne vittime di violenza e orfani di femminicidio, oltre al rafforzamento dei consultori. La richiesta dell’assessore è stata quella di rinviare l’approfondimento al successivo esame in Consiglio regionale.
Nel dibattito si è parlato inoltre delle condizioni nelle carceri del Friuli Venezia Giulia. Laura Fasiolo ha chiesto una rete capace di raggiungere tutti gli istituti penitenziari regionali e un supporto psicologico più strutturato, mentre Manuela Celotti ha indicato la necessità di investire su alloggi per chi potrebbe accedere a misure alternative alla detenzione ma non dispone di una sistemazione abitativa.
Resta aperto il confronto sul Fondo per l’autonomia possibile
Uno dei temi destinati a tornare in Aula è quello del Fondo per l’autonomia possibile. Manuela Celotti ha annunciato un emendamento per aumentarne la dotazione, sostenendo che i tempi di attesa per chi ha diritto al beneficio non siano più sostenibili. La consigliera ha anche chiesto una revisione di alcuni aspetti del regolamento, segnalando l’esclusione dalla rendicontazione di spese ritenute essenziali dalle famiglie.
Sullo stesso argomento è intervenuta anche Serena Pellegrino, chiedendo alla Giunta di verificare gli effetti prodotti dalle risorse aggiuntive e dalle modifiche introdotte con la legge di Bilancio, per capire se il rafforzamento degli interventi destinati ai casi più gravi abbia rallentato l’accesso al fondo per altri beneficiari.
Per il Pordenonese, in questa fase, il dato più concreto è l’inserimento dell’Asp di Pordenone tra le strutture interessate dagli interventi energetici e l’attenzione, emersa in Commissione, alle criticità del sistema sanitario locale. Il confronto politico proseguirà ora in Aula, dove potrebbero riaprirsi alcuni dei capitoli lasciati in sospeso.