Aviano, il giudice chiude l’esposto sulle testate: per il tribunale la questione rientra negli accordi internazionali
A Pordenone archiviata la denuncia promossa da Wilpf Italia e da altri firmatari. I proponenti valutano ora il ricorso alla Corte europea.
La vicenda giudiziaria aperta a Pordenone sulla presenza di ordigni nucleari nella base americana di Aviano si è conclusa, per ora, con un’archiviazione. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura, chiudendo il procedimento nato dall’esposto presentato da Wilpf Italia insieme ad altre associazioni e cittadini.
Il nodo, per il territorio pordenonese, resta quello che da anni accompagna il dibattito pubblico attorno alla base: il rapporto tra sicurezza, scelte strategiche internazionali e preoccupazioni espresse da una parte della società civile. Questa volta il confronto è passato dalle iniziative politiche e associative alle carte del tribunale.
Come si è arrivati all’archiviazione
L’esposto era stato promosso da soggetti impegnati sui temi del disarmo e della smilitarizzazione, convinti che la presenza di armi nucleari ad Aviano ponesse un problema di legittimità. Su quel fascicolo sono stati svolti gli approfondimenti previsti dall’indagine.
Nel decreto firmato dal Gip Francesca Vortali, la presenza indicata dai denuncianti non viene esclusa nei termini da loro sollevati, ma viene ricondotta al quadro di accordi e trattati di carattere internazionale. È questo il passaggio che ha portato alla chiusura del procedimento in sede penale.
Il riconoscimento del ruolo delle associazioni
Nel provvedimento, secondo quanto riferito dai promotori dell’esposto, trova spazio anche un riconoscimento del ruolo svolto da Wilpf Italia nella tutela di interessi collettivi collegati alla riduzione degli armamenti e alla promozione della pace.
Si tratta di un elemento che i firmatari considerano rilevante, pur a fronte dell’esito sfavorevole sul piano giudiziario. La decisione del tribunale, infatti, non chiude il confronto pubblico che da tempo accompagna il tema della presenza militare ad Aviano.
La prossima mossa annunciata dai denuncianti
Dopo l’archiviazione disposta a Pordenone, i proponenti stanno esaminando la possibilità di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. La valutazione riguarda soprattutto il profilo della tutela del diritto alla vita previsto dalla Convenzione europea.
Secondo la loro impostazione, la presenza di armamenti nucleari rappresenterebbe un potenziale rischio per i cittadini. Su questa linea si sono espressi anche i legali dell’International Association of Lawyers Against Nuclear Arms, che hanno formulato osservazioni critiche rispetto al decreto.
Per il momento, dunque, il capitolo aperto in tribunale si ferma qui. Resta però una questione che, a Pordenone e nell’area di Aviano, continua ad avere un peso non solo giuridico, ma anche civile e politico, per le implicazioni che toccano il territorio e la sua percezione di sicurezza.