Da Sacile alla Valcellina, il festival porta in primo piano i sapori del territorio
Nella giornata di sabato 3 ottobre 2026 Pordenone Art and Food ha messo al centro produttori, chef e laboratori legati anche a diverse realtà della provincia.
Più che una vetrina gastronomica, la giornata di sabato di Pordenone Art and Food ha mostrato come il territorio provinciale sappia presentarsi con identità precise, dalle produzioni casearie alle proposte da forno, fino ai richiami della montagna pordenonese. Il calendario del 3 ottobre 2026 ha infatti intrecciato degustazioni, incontri e momenti dedicati alla cucina d’autore con una forte presenza di nomi e ingredienti legati a quest’area.
Nella settima edizione della manifestazione, il pubblico ha trovato un programma capace di parlare sia agli appassionati sia alle famiglie, con iniziative per i più giovani e appuntamenti più tecnici rivolti a chi segue il settore. La rassegna è promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine attraverso TEF - Territorio Economia Futuro con il brand PordenonewithLove, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune di Pordenone e di Fondazione Friuli.
Prodotti locali e interpretazioni contemporanee
Tra i passaggi più apprezzati della giornata c’è stato il lavoro costruito attorno ai sapori del Friuli occidentale, riletti con taglio attuale ma senza perdere il legame con la materia prima. In questo percorso si è distinta anche Florina Enache di Casa Valcellina, che ha portato all’attenzione del pubblico suggestioni ispirate all’area montana della provincia.
Grande interesse ha accompagnato anche la proposta del pastry chef Thomas De Rosa, realizzata in collaborazione con ConfCooperative. Il suo “Inganno lattico”, esaurito in breve tempo, ha messo insieme formaggi delle Latterie di Palse e Marsure, patate Co.Pro.Pa e Zafferano Acquacorrente, costruendo un piatto che ha raccontato più zone del Pordenonese dentro un’unica idea gastronomica.
A completare questo itinerario del gusto sono arrivate le etichette dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino FVG, abbinate agli assaggi preparati da Fationa Protoduari e Francesco Liparulo del panificio Fermento di Sacile. Un passaggio che ha dato spazio anche a una realtà ben conosciuta nel territorio sacilese.
Pane, dolci e laboratori per le famiglie
La giornata non si è rivolta soltanto agli addetti ai lavori. Uno dei fili più evidenti del programma è stato quello dei laboratori pensati per coinvolgere i più piccoli, come la Piccola Food Academy curata da Etica del gusto, dedicata ai ragazzi che si avvicinano al mondo della pasticceria.
Accanto a questo filone, spazio alle masterclass e alle dimostrazioni affidate a professionisti del settore. Tra i momenti più riconoscibili il pane “Dora”, firmato da Antonio Follador come omaggio a Pordenone futura Capitale Italiana della Cultura, mentre sul versante dei lievitati e del gelato sono intervenuti anche Marino Nardo e Luca Gardel.
Un ponte tra la provincia e la cucina europea
Il programma del sabato ha guardato anche oltre i confini locali, ma senza perdere il riferimento alla comunità pordenonese. In questa direzione si inserisce la collaborazione con EFASCE - Pordenonesi nel Mondo, che ha riportato in città lo chef Elia Michelis, originario del territorio e oggi al lavoro a Copenaghen.
La degustazione intitolata “La Danimarca a tavola profuma di Friuli” ha costruito proprio questo collegamento: da una parte l’esperienza maturata nel Nord Europa, dall’altra i prodotti di casa, in un dialogo che ben rappresenta il filo conduttore del festival.
Molto seguito anche l’appuntamento a Palazzo Montereale Mantica con Sergio Tacchella e Giorgio Nardelli, autori di un menu a quattro mani che ha attirato pubblico e curiosità attorno a due figure di rilievo della cucina italiana.
Ricerca vegetale e mixology nel finale di giornata
Nella parte conclusiva del programma ha trovato spazio anche la cucina d’innovazione, sviluppata attorno al tema del festival, “Polverizzazioni e macinature”. A interpretarlo sono stati i giovani chef di Electrolux Professional Lume Lami, Leroy Ballarin e Claudio Gasparini, con una proposta centrata su profumi, polveri e lavorazioni vegetali.
Ad accompagnare questo percorso è arrivata la miscelazione di Gegam Kazaris, armeno di origine e oggi alla guida di Ma.Gi.Ka Likido a Pontebba. La combinazione tra tecnica, sperimentazione e ingredienti ha chiuso una giornata che, per il pubblico della provincia, ha avuto il merito di riportare al centro non solo l’evento in sé, ma anche il patrimonio di prodotti, professionalità e idee che il territorio sa esprimere.
Nel quadro generale del festival, il sabato ha così confermato un aspetto preciso: quando il racconto del gusto parte dalle realtà locali e si apre al confronto con altre esperienze, Pordenone e la sua provincia riescono a proporsi con una voce riconoscibile e credibile.