Aviano-Udine, percorso congiunto per un sarcoma raro: asportata una massa di 4 chili dal torace

Il passaggio decisivo al CRO di Aviano con radioterapia ad alta precisione, poi l’intervento a Udine: caso complesso affrontato da un’équipe multidisciplinare.

14 maggio 2026 14:08
Aviano-Udine, percorso congiunto per un sarcoma raro: asportata una massa di 4 chili dal torace -
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C’è anche il contributo del CRO di Aviano in un intervento di particolare complessità che ha portato all’asportazione di una voluminosa massa tumorale dal torace di un paziente, poi operato all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Il tumore, raro e di dimensioni eccezionali, pesava circa 4 chili e aveva compromesso in modo serio la respirazione dell’uomo.

Per il territorio pordenonese il passaggio chiave è stato proprio nella struttura oncologica di Aviano, dove il paziente è stato seguito prima della chirurgia con un trattamento radioterapico studiato su misura. Solo dopo questa fase preparatoria si è arrivati all’intervento eseguito dalla Chirurgia toracica di ASUFC diretta dal professor Andrea Zuin.

Il ruolo del CRO di Aviano nel percorso pre-operatorio

La presa in carico è avvenuta nell’Oncologia radioterapica del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, dove il referente per sarcomi e tumori rari, dottor Federico Navarria, ha impostato il trattamento insieme alla struttura guidata dal dottor Maurizio Mascarin.

È stata utilizzata la tecnica VMAT-IGRT con il nuovo acceleratore lineare ad alta precisione entrato in funzione da gennaio 2025 nel centro avianese. L’obiettivo era colpire la neoplasia in maniera mirata, limitando il più possibile l’esposizione degli organi sani vicini, in un quadro clinico già molto delicato.

In particolare, la terapia ha consentito di contenere la dose diretta al cuore e soprattutto al polmone destro. Un aspetto decisivo, considerando che l’altro polmone risultava già compromesso dalla malattia e che il paziente presentava una condizione respiratoria fragile.

Un tumore raro e una gestione su misura

Il caso si è distinto non soltanto per il peso della massa, ma anche per la sua sede. La lesione occupava un’ampia porzione della cavità toracica e si trovava a ridosso di strutture anatomiche essenziali, rendendo necessario un piano terapeutico estremamente accurato.

I sarcomi dei tessuti molli, ricordano i dati clinici, sono neoplasie poco frequenti: rappresentano circa l’1 per cento di tutti i tumori. In Italia se ne registrano ogni anno intorno a 2.300. Numeri che spiegano perché questi pazienti vengano indirizzati verso centri con esperienza specifica e competenze integrate.

Nel corso della radioterapia il monitoraggio è stato costante, con terapie di supporto calibrate sulle condizioni del paziente. In situazioni come questa non esistono percorsi standard validi per tutti: ogni scelta viene adattata all’evoluzione clinica e alla posizione della malattia.

L’intervento eseguito a Udine

La fase chirurgica si è svolta nel gruppo operatorio cardio-toracico del presidio udinese. Qui l’équipe del professor Zuin ha affrontato la rimozione della massa, separandola da aree particolarmente sensibili come polmone sinistro, cuore, diaframma e parete toracica.

Un’operazione del genere richiede precisione elevatissima e la disponibilità di professionalità diverse nella stessa sala operatoria. Accanto ai chirurghi toracici hanno lavorato il team anestesiologico, il personale infermieristico e il gruppo cardiochirurgico, pronto a intervenire qualora fosse stato necessario ricorrere a supporti circolatori avanzati.

Nei casi in cui un tumore coinvolga o lambisca strutture cardiovascolari, può infatti servire anche l’assistenza circolatoria extracorporea, con il contributo di cardiochirurghi e tecnici della perfusione. La gestione di questo intervento si è quindi basata su una rete di competenze specialistiche costruita attorno alla sicurezza del paziente.

Un asse sanitario che coinvolge anche il Pordenonese

L’esito dell’operazione conferma il valore della collaborazione tra il CRO di Aviano e la Chirurgia toracica di Udine nella cura dei tumori rari. Per il Pordenonese si tratta di un elemento rilevante: il centro di Aviano si conferma snodo fondamentale nei percorsi ad alta complessità, anche quando la fase operatoria viene svolta in altre strutture regionali.

Il caso mette in evidenza quanto siano importanti tecnologie aggiornate, esperienza clinica e integrazione tra specialisti quando si affrontano patologie a bassa incidenza. È su questa capacità di costruire terapie personalizzate, passaggio dopo passaggio, che si gioca la possibilità di trattare con successo situazioni tra le più difficili in ambito oncologico.

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