Azzano Decimo, il Mascherini chiude con il trionfo di “Le allegre comari”
Nel teatro di Azzano Decimo si è conclusa la 17ª edizione del festival promosso da Fita Pordenone: tutti i vincitori della serata finale.
Si è chiusa ad Azzano Decimo con la proclamazione del miglior spettacolo la diciassettesima edizione del Festival Internazionale del Teatro Amatoriale Marcello Mascherini, appuntamento che continua a tenere la provincia di Pordenone al centro di una rete teatrale nazionale. A conquistare il riconoscimento principale è stata la Compagnia Teatroimmagine di Salzano, nel Veneziano, con “Le allegre comari”.
Il premio assegnato allo spettacolo vincitore è la “Foglia della Magia”, opera firmata dallo scultore azzanese Dante Turchetto. La consegna è avvenuta nella serata di gala ospitata dal Teatro Mascherini, momento conclusivo di una rassegna che anche quest’anno ha richiamato compagnie e pubblico ben oltre i confini locali.
Per il territorio pordenonese il festival rappresenta uno degli appuntamenti culturali più consolidati dell’autunno teatrale. Il progetto è sostenuto dall’Assessorato al Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli, con la regia organizzativa della Fita di Pordenone.
Una rassegna che parte dalla provincia e guarda lontano
L’edizione 2026 è stata costruita dal Comitato provinciale di Pordenone della Fita insieme ai gruppi Proscenium Teatro di Azzano Decimo e Il Teatrozzo di Pasiano di Pordenone. Una collaborazione che conferma il radicamento del festival nel tessuto associativo locale.
I numeri spiegano bene la dimensione dell’iniziativa: al bando pubblicato in primavera sono arrivati 86 spettacoli presentati da 76 compagnie, ma soltanto sei produzioni hanno raggiunto la fase finale. Il cartellone ha così portato sul palco realtà provenienti da più regioni italiane, mantenendo ad Azzano Decimo un confronto artistico di livello nazionale.
Il verdetto della giuria e il doppio riconoscimento a Teatroimmagine
“Le allegre comari”, proposta dalla compagnia di Salzano, ha convinto la giuria per la forza dell’impianto scenico e per il lavoro corale del cast. La riscrittura dell’opera shakespeariana ha unito registri diversi, mescolando richiami alla tradizione teatrale, invenzioni visive e una recitazione capace di muoversi con ritmo e leggerezza.
Per la stessa produzione è arrivato anche il premio al miglior attore non protagonista, assegnato a Roberto Zamengo per i ruoli di Giorgio Pagan e Comare Faina. La sua prova è stata premiata per la versatilità in scena e per una presenza recitativa costruita anche attraverso il gioco fisico e il cambio continuo di registro.
Gli altri premi assegnati nella serata finale
Tra i riconoscimenti individuali spicca quello a Sara Colelli della Compagnia “Linea di Confine” di Roma, indicata come miglior attrice protagonista per “Due donne e un delitto”. Il premio valorizza un’interpretazione ritenuta efficace sia nei passaggi più tesi sia nei momenti più introspettivi del personaggio di Carla.
Il premio come miglior attore protagonista è invece andato a Marco Cadorin della Compagnia “Il Satiro Teatro” di Paese, in provincia di Treviso, per “Fradeo sol comare luna”. La sua prova ha convinto per la capacità di attraversare personaggi e tonalità differenti, tra recitazione, canto e presenza scenica.
Alla stessa produzione è stato attribuito anche il riconoscimento per la migliore scenografia, assegnato a Stefano Merlo. La struttura scenica, costruita su trasformazioni progressive di elementi lignei, è stata premiata per l’inventiva e per la sua funzione narrativa all’interno dello spettacolo.
Il premio alla miglior attrice non protagonista è stato conferito a Liana De Rosa della Compagnia “Il Dialogo” di Camposano, nel Napoletano, per il ruolo di Cristina in “Le bugie con le gambe lunghe”. La giuria ha evidenziato la solidità dell’interpretazione e la capacità di dare spessore umano al personaggio.
Per la regia, il riconoscimento è andato a Diego Ciarloni per “Magazzino 18”, spettacolo dell’associazione Claet di Ancona. La motivazione ha sottolineato la capacità di tenere insieme linguaggi differenti in un racconto unitario, tra recitazione, musica, immagini e memoria civile.
Il voto della platea
Accanto ai premi tecnici e artistici, il festival di Azzano Decimo ha assegnato anche il riconoscimento scelto direttamente dal pubblico. Con il punteggio di 9,49, la preferenza della sala è andata alla compagnia Dei Giovani di Trieste per “Quela maledeta banca” di Agostino Tommasi, con la regia di Roberto Eramo.
La chiusura del Mascherini conferma così il valore di un appuntamento che, partendo dalla provincia di Pordenone, continua a offrire visibilità al teatro amatoriale di qualità e a fare di Azzano Decimo un punto di riferimento stabile per compagnie, giurie e spettatori.