Barcis, escursionista trovato morto sui monti sopra il lago: decisiva una vecchia traccia interrotta da una frana

Si è chiusa nel pomeriggio la ricerca del turista tedesco scomparso da domenica: il corpo individuato in un versante difficile tra Val di Zea, Pasteur e Prescudin.

27 maggio 2026 03:23
Barcis, escursionista trovato morto sui monti sopra il lago: decisiva una vecchia traccia interrotta da una frana -
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Si è chiusa con il ritrovamento del corpo senza vita del turista tedesco disperso da domenica la lunga ricerca avviata sulle montagne sopra Barcis. L’uomo, originario di Berlino, è stato individuato nel pomeriggio, attorno alle 16, in un punto molto difficile da raggiungere del territorio montano pordenonese.

L’area in cui è stato localizzato si trova sotto un salto di roccia, in un tratto dove una vecchia traccia escursionistica si interrompe a causa di una frana. Proprio questo elemento, emerso nelle prime verifiche, potrebbe spiegare perché l’escursionista si sia trovato in una zona tanto esposta.

Il nodo del percorso non più segnato

Tra gli aspetti che pesano nella ricostruzione c’è la presenza di un collegamento riportato in cartografie meno recenti ma assente in quelle aggiornate. Il tracciato, un tempo utilizzato per raccordare il rifugio Val di Zea con la discesa dal Bivacco Pasteur in direzione Prescudin, oggi non risulta più praticabile.

L’ipotesi è che l’uomo abbia seguito proprio quella linea di passaggio, trovandosi poi davanti al versante interrotto. A quel punto avrebbe tentato di superare l’ostacolo cercando un varco laterale, fino alla caduta per molte decine di metri.

È un dettaglio che richiama l’attenzione anche per chi frequenta l’area di Barcis: in quota, tra vecchie mappe, segni non più aggiornati e modifiche del terreno dovute alle frane, l’orientamento può cambiare in modo decisivo.

Le ricerche concentrate tra Zea, Pasteur e Prescudin

Le squadre avevano ristretto il campo tra il Bivacco Val di Zea, il Pasteur e la zona di Prescudin, seguendo il possibile itinerario dell’escursionista. In tutto sono stati impegnati quindici soccorritori, con controlli a terra e dall’alto nei punti ritenuti più compatibili con il tragitto scelto dall’uomo.

A individuare il corpo è stata una squadra della Guardia di Finanza, inserita nel dispositivo di ricerca attivato assieme agli altri enti coinvolti. La conclusione dell’intervento è arrivata attorno alle 18, dopo il recupero della salma e il trasferimento al campo base.

Recupero delicato sul versante

Raggiungere il punto del ritrovamento non è stato semplice. La pendenza del terreno e la conformazione del canalone hanno reso necessaria un’operazione tecnica particolarmente complessa.

Per questo sono stati utilizzati l’elicottero dei Vigili del fuoco partito da Venezia e quello dell’elisoccorso regionale. Solo dopo una manovra accurata tre soccorritori sono stati calati sul posto, riuscendo infine a recuperare il corpo.

Il riconoscimento e l’allarme scattato dopo l’escursione

Al campo base c’è stato il riconoscimento da parte della donna che aveva camminato con lui fino a domenica. Durante l’uscita, lei aveva scelto di rientrare verso valle, mentre l’uomo aveva deciso di proseguire da solo.

I due avevano programmato di ritrovarsi più tardi per il rientro in Germania. Quando lui non si è presentato, è partita la segnalazione che ha fatto scattare le ricerche nell’area montana sopra Barcis.

Resta il dato più amaro di questa vicenda: un itinerario affrontato in un ambiente severo, dove un tratto non più percorribile può trasformare in pochi minuti un’escursione in tragedia.

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