Biblioteca Civica, doppio cantiere verso il 2027: lettura per i ragazzi e cultura nei luoghi di cura
A Pordenone presentati i percorsi già partiti in vista di Capitale italiana della Cultura: coinvolti giovani, scuola, ospedale e servizi del territorio.
La Biblioteca Civica di Pordenone si conferma uno dei nodi più attivi del percorso che accompagna la città verso il 2027. Nella sala Degan sono stati messi a fuoco due progetti già operativi, diversi per destinatari e strumenti ma uniti dalla stessa idea di fondo: usare la cultura come leva concreta di benessere, partecipazione e relazione.
Da una parte c’è “puZZle Generation”, pensato per ragazze e ragazzi dagli 11 ai 19 anni; dall’altra “La Cultura che Cura”, iniziativa che collega ambito sanitario, scuola e realtà sociali del territorio. Il punto in comune, emerso durante l’incontro pubblico, è una visione della biblioteca non più soltanto come spazio di consultazione e prestito, ma come luogo civico capace di tenere insieme comunità, fragilità e nuove generazioni.
Ad aprire la serata è stato l’assessore comunale alla Cultura Alberto Parigi, che ha richiamato il valore strategico del lavoro avviato dentro il programma di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Il riferimento è soprattutto al tema dell’inclusione, uno degli assi più forti del dossier cittadino, tradotto qui in attività che mettono in rete competenze educative, sanitarie e culturali.
Nel corso dell’appuntamento sono intervenuti anche Alessandra Merighi dell’Istituto Flora e Maurizio Mascarin del CRO di Aviano sul laboratorio “Storie condivise”, Nicoletta Suter di AsFO sul percorso dedicato alla narrazione nei contesti di cura e Marzia Mazzoli della Biblioteca Civica, che ha illustrato struttura e obiettivi del progetto rivolto ai giovani lettori.
Una biblioteca che allarga il suo raggio d’azione
Il progetto “puZZle Generation” nasce con un obiettivo preciso: avvicinare adolescenti e preadolescenti ai libri attraverso linguaggi più vicini alla loro esperienza quotidiana. Non solo lettura tradizionale, dunque, ma anche fumetti, manga, graphic novel, laboratori con strumenti digitali, lettura ad alta voce, audiolibri, musica e produzione multimediale.
L’iniziativa si svilupperà da maggio a settembre 2026 e potrà contare su un finanziamento di 45 mila euro ottenuto tramite bando. Il programma prevede oltre quaranta attività gratuite, differenziate per fasce d’età, dagli 11 ai 14 anni e dai 15 ai 19. È previsto inoltre un rafforzamento della sezione ragazzi della biblioteca con circa 360 nuovi volumi, insieme a un aggiornamento delle dotazioni tecnologiche e del sistema per seguire gli incontri anche da remoto.
Il progetto non guarda soltanto ai più giovani. Sono infatti previsti momenti formativi dedicati agli adulti che accompagnano la crescita dei ragazzi: insegnanti, educatori, genitori e bibliotecari. L’impostazione inclusiva passa anche dalle collaborazioni con Associazione APN aps e La Casa dell’Autismo aps.
I primi appuntamenti già partiti in città
Le attività hanno già preso avvio nel mese di maggio. Il 9 maggio è cominciato il primo ciclo per ragazzi, dedicato a lettura ad alta voce e teatro con Federica Guerra, con ulteriori date il 23 e il 30 maggio. Sempre a maggio si è svolto anche l’incontro mensile del gruppo di lettura destinato agli 11-14 anni.
Sul fronte della formazione per adulti, il calendario ha già ospitato diversi approfondimenti: Barbara Tamborini il 22 aprile ha affrontato il tema dell’adolescenza e dell’identità; Matteo Maria Giordano ha proposto tre appuntamenti sul ruolo educativo degli adulti nell’epoca digitale; Giuseppe Bartorilla ha lavorato sul rapporto tra adolescenti e biblioteca; Jessica Tondini ha invece dedicato due incontri ai Bisogni Educativi Speciali e ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Tra le date già fissate c’è anche quella del 25 maggio, quando si riunirà il gruppo di lettura per la fascia 15-17 anni. Nella stessa giornata è previsto l’incontro con la psicologa e psicoterapeuta Sabrina Burato, centrato sull’esperienza dell’adolescenza nelle persone autistiche, tra testimonianze e riferimenti letterari.
Quando la cultura entra nei percorsi di salute
Accanto al lavoro sui giovani, il percorso “La Cultura che Cura” rappresenta uno dei tasselli più riconoscibili del cammino verso il 2027. Si tratta di un progetto pluriennale, avviato nel 2025 e sviluppato fino al 2027, che mette in relazione arte, lettura, espressione creativa e benessere della persona.
L’impianto del progetto parte da un’idea ampia di cura: non soltanto terapia e assistenza, ma attenzione alla qualità della vita, alle relazioni, al tempo della malattia e alla dimensione emotiva di pazienti, familiari e operatori. In questo quadro è stata richiamata anche la cosiddetta prescrizione sociale culturale, approccio che indirizza le persone verso risorse non cliniche, dalle attività artistiche a quelle di comunità.
I soggetti capofila sono Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, CRO di Aviano e Istituto Flora di Pordenone. Attorno a loro si è consolidata una rete che comprende Scuola in Ospedale-Soroptimist, USCI Pordenone, ADAO, Servizi Sociali del Comune e Teatro Sociale di Comunità. Il progetto si rivolge a pazienti, caregiver, studenti, insegnanti e professionisti della salute, con azioni che spaziano dalla formazione alla divulgazione, fino alla produzione culturale.
I percorsi già realizzati e quelli in programma
Tra le iniziative già avviate figura il percorso formativo destinato al personale sanitario sulle competenze comunicative, relazionali e narrative, pensato per costruire una comunità di link worker, cioè figure capaci di collegare il sistema della salute con le opportunità culturali presenti nel territorio. Un altro passaggio importante è stato l’incontro con la professoressa Chiara Faggiolani dell’Università La Sapienza di Roma, tappa iniziale di un lavoro editoriale dedicato al tema del tempo.
Nel percorso rientra anche “Storie condivise”, laboratorio che ha coinvolto scuole superiori e ospedali e che durante Pordenonelegge 2025 ha incrociato l’incontro “Cara Giulia” con Gino Cecchettin. Da quell’esperienza è nato il volume “A Giulia”, accompagnato da un video podcast e da un audiolibro realizzato grazie a più collaborazioni.
Fa parte del progetto anche la mostra fotografica itinerante “La bellezza dell’imperfezione”, curata dall’Area Giovani del CRO di Aviano e ospitata in Biblioteca Civica fino al 13 giugno. L’esposizione raccoglie immagini e riflessioni di adolescenti guariti o ancora in terapia per patologie oncologiche, provenienti da undici centri italiani della rete AIEOP. All’interno dello stesso quadro si inseriscono anche i laboratori di biblioterapia promossi dai Servizi Sociali comunali insieme ad AsFO, rivolti agli operatori della cura.
Guardando ai prossimi mesi, sono previste nuove azioni nei luoghi di assistenza e negli spazi culturali della città. Con USCI Pordenone il progetto “Primavera di Voci” porterà i cori all’Area Giovani del CRO e nel nuovo ospedale di Pordenone, coinvolgendo anche il Coro dei soggetti portatori di afasia. Soroptimist Pordenone e Scuola in Ospedale proporranno invece “Scrivo la mia canzone” con Marco Anzovino per gli studenti ricoverati.
Nel calendario futuro trovano spazio anche attività di arteterapia con ADAO, un laboratorio teatrale condiviso tra studenti delle superiori e operatori sanitari, un concerto e un convegno dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale come strumento di accompagnamento durante la malattia. Nel 2026, durante Pordenonelegge, Istituto Flora e Area Giovani del CRO presenteranno inoltre un nuovo romanzo firmato da un’autrice italiana il cui nome sarà annunciato più avanti.
L’orizzonte finale resta il 2027, quando è previsto un convegno conclusivo e la presentazione, ancora a Pordenonelegge, di un volume corale sulle parole del tempo umano: quello della cura, della fragilità, delle relazioni e della resilienza. Per la città, il messaggio uscito dalla serata in biblioteca è netto: il percorso verso Capitale della Cultura passa anche da qui, da progetti che mettono in contatto luoghi, persone e bisogni spesso tenuti separati.