Biblioteca Civica, un viaggio nella memoria dei Carristi e nel rapporto con Pordenone

Aperta in città l’esposizione dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia: documenti, immagini e testimonianze raccontano 85 anni di storia locale.

12 giugno 2026 20:03
Biblioteca Civica, un viaggio nella memoria dei Carristi e nel rapporto con Pordenone -
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Una parte della storia di Pordenone passa anche dalle sue caserme, dai reparti che hanno attraversato il territorio e dal legame costruito nel tempo con tante famiglie della città. È da questa prospettiva che la Biblioteca Civica ospita la mostra storico-documentaria “Insonni e solerti - Carristi a Pordenone 1941-2026”, inaugurata oggi.

L’iniziativa, curata dall’Associazione Nazionale Carristi d’Italia - Sezione di Pordenone, propone un racconto che copre 85 anni e mette insieme carte d’archivio, fotografie, testimonianze e materiali dedicati alla presenza delle unità corazzate nel Pordenonese.

Più che una rassegna sul mondo militare in senso ampio, l’esposizione sceglie un taglio strettamente cittadino: al centro ci sono infatti i rapporti costruiti negli anni tra i Carristi e la comunità locale, con una memoria condivisa che tocca quartieri, caserme e vita civile.

Un percorso pensato per la città

Il titolo della mostra richiama il motto dei Carristi, “Insonni e solerti”, e accompagna un itinerario che attraversa il periodo compreso tra il 1941 e il 2026. L’allestimento segue l’evoluzione della presenza corazzata sul territorio attraverso materiali utili a leggere non solo i passaggi storici, ma anche il loro riflesso nella vita pordenonese.

Tra i temi che emergono ci sono la continuità della memoria, il senso del servizio e il rapporto tra istituzioni militari e comunità. L’esposizione prova così a restituire una pagina locale che, per decenni, ha avuto un peso concreto nell’identità della città.

Il richiamo alla Brigata Ariete

Durante l’apertura è stato sottolineato anche il valore del legame con la 132ª Brigata corazzata Ariete e con le altre unità che hanno operato in quest’area. È un riferimento che, a Pordenone, ha un significato preciso perché richiama una presenza conosciuta da generazioni di cittadini.

Proprio questo aspetto rende la mostra particolarmente vicina al pubblico locale: il percorso non si limita a conservare documenti, ma ricompone una relazione storica tra Esercito e territorio, vista nella sua dimensione quotidiana e non soltanto istituzionale.

Alla cerimonia inaugurale erano presenti il presidente della sezione pordenonese dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia, generale di brigata Ettore Fasciani, il sindaco Alessandro Basso, l’assessore all’Istruzione Pietro Tropeano e numerosi carristi insieme alle loro famiglie.

Le parole del sindaco all’inaugurazione

Nel suo intervento, il sindaco Alessandro Basso ha definito l’iniziativa un appuntamento di rilievo sul piano culturale e civile, evidenziando come la sede della Biblioteca Civica rafforzi il valore pubblico del progetto e la sua apertura verso tutta la comunità.

Basso ha collegato la mostra alla necessità di custodire la memoria cittadina e di far conoscere una parte importante del contributo offerto dall’Esercito al Paese. Ha inoltre ricordato che, nel contesto pordenonese, il mondo dei Carristi rappresenta un elemento significativo dell’identità locale.

Un altro passaggio del suo intervento ha riguardato la dimensione meno visibile della presenza militare sul territorio: il lavoro che si svolge nelle caserme, ha osservato, spesso resta lontano dallo sguardo quotidiano dei cittadini, pur essendo parte concreta della presenza dello Stato, della legalità e della sicurezza.

L’amministrazione comunale ha infine espresso un ringraziamento all’Associazione Nazionale Carristi d’Italia - Sezione di Pordenone per l’impegno dedicato alla realizzazione dell’esposizione e alla tutela di una memoria che appartiene non solo alla storia militare, ma anche a quella della città.

Con questa iniziativa, la Biblioteca Civica si conferma spazio di racconto della comunità: in questo caso attraverso una vicenda che intreccia documenti, esperienze e identità locali, riportando al centro un capitolo che ha accompagnato a lungo la storia di Pordenone.

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