Casa Zanussi riparte dagli iscritti: l’UTE di Pordenone inaugura il nuovo anno tra corsi, memoria e progetti per il 2027

Oltre 130 partecipanti al pranzo d’avvio. Il 30 settembre l’apertura ufficiale con Giuseppe Ragogna e un programma che guarda alla città.

A cura di Web Team Web Team
24 settembre 2026 14:36
Casa Zanussi riparte dagli iscritti: l’UTE di Pordenone inaugura il nuovo anno tra corsi, memoria e progetti per il 2027 -
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Più che una semplice anteprima, è stato un modo per ritrovarsi e dare subito un volto al nuovo percorso. L’Università della Terza Età di Pordenone ha scelto di aprire il suo 45° anno accademico con un incontro conviviale a Casa Zanussi, dove giovedì 24 settembre si sono riunite oltre 130 persone tra iscritti, simpatizzanti e figure storiche dell’esperienza cittadina.

La partenza informale precede di pochi giorni il momento istituzionale: l’appuntamento con l’inaugurazione vera e propria è fissato per mercoledì 30 settembre, alle 15.30, nell’Auditorium di Casa Zanussi. Intanto, il pranzo inaugurale ha già offerto una prima fotografia del clima che accompagnerà l’anno: partecipazione ampia, attenzione ai temi del territorio e uno sguardo rivolto anche ai prossimi grandi progetti culturali della città.

Alla giornata hanno preso parte anche alcuni soci della sede di Azzano Decimo, oltre a persone che hanno contribuito alla nascita dell’UTE pordenonese. Durante l’incontro non sono mancati momenti di intrattenimento con i Papu, inseriti in un contesto pensato per consolidare il gruppo prima dell’avvio delle lezioni.

Il 30 settembre il via ufficiale con Ragogna

L’apertura accademica sarà affidata al giornalista Giuseppe Ragogna, già vicedirettore del Messaggero Veneto, autore di volumi dedicati alle trasformazioni economiche e sociali del Friuli Venezia Giulia. La sua prolusione affronterà il tema “Friuli, 50 anni dal terremoto”.

Il riferimento al sisma del 6 maggio 1976 non riguarderà soltanto la memoria storica. L’incontro proporrà infatti una riflessione sugli effetti che quell’evento ha lasciato nella regione e anche in varie comunità del Pordenonese, un filo che tornerà in più appuntamenti del calendario annuale.

Lezioni dedicate alla città, alla salute e all’attualità

Tra i contenuti presentati nel primo incontro c’è un corso sulla storia di Pordenone, dalle origini fino alla fine della Seconda guerra mondiale. Spazio poi a un ciclo di confronti con gli amministratori locali, con interventi che coinvolgeranno il sindaco e alcuni assessori impegnati su cultura, urbanistica, politiche sociali e ambiente.

Il programma allarga poi lo sguardo ad altri temi di forte interesse pubblico. Nella seconda parte dell’anno è atteso Silvio Brusaferro, già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, con una relazione che metterà in dialogo la storia della Repubblica di Venezia, la peste e le questioni di sanità pubblica emerse in epoca di pandemie. Sono previsti anche incontri con specialisti dedicati al benessere e alla prevenzione.

Tra gli appuntamenti autunnali compare inoltre la lezione di Maurizio Droli sul rapporto tra frequentazione di boschi e foreste e qualità della vita, seguita a novembre da un’uscita nelle Valli del Natisone. Con l’Università degli Studi di Udine continueranno anche gli approfondimenti di economia finanziaria e un laboratorio di alfabetizzazione sui meccanismi di giochi e scommesse, con attenzione ai rischi delle aspettative distorte.

Il terremoto del 1976 al centro anche ad Azzano Decimo

La sede staccata di Azzano Decimo aprirà il proprio percorso con un intervento di Angelo Floramo, intitolato “L’estate indiana del ’76”. Sempre sullo stesso snodo storico è previsto anche il corso di Walter Tomada, “1976: Anatomia di un sisma”, segno di una scelta didattica che intreccia ricordo, lettura civile e comprensione del presente.

Si tratta di un’impostazione che, per l’UTE pordenonese, punta a tenere insieme formazione e attualità, senza perdere il legame con la storia locale e regionale. È in questa direzione che la presidente Adriana Predonzan ha collocato l’avvio dell’anno, spiegando la volontà di rafforzare innanzitutto la comunità dei partecipanti.

Un progetto culturale che guarda a Pordenone 2027

Tra le iniziative messe in evidenza c’è anche il lavoro inserito nel dossier di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, dedicato alla valorizzazione del patrimonio industriale come bene culturale e come esperienza condivisa con la comunità.

Da questo percorso prenderà forma la produzione teatrale “Luciano Savio e il suo tempo: trama e ordito per la città”, sviluppata con Compagnia di Arti e Mestieri e Polinote. Il debutto è già programmato per il 18 aprile 2027 in uno dei capannoni storici delle Industrie Savio di Pordenone.

Tra musica, poesia, visite e laboratori

Il calendario comprende anche un corso di storia curato da Marina Marmai sul nuovo ordine mondiale, appuntamenti dedicati alla poesia prodotta a Pordenone, conferenze inserite nel Festival di Musica Sacra e incontri sulla grande opera.

Accanto alle lezioni troveranno spazio viaggi culturali, concerti, visite guidate a luoghi d’arte e mostre, oltre a laboratori pensati per interessi diversi. Un’offerta ampia, che conferma il ruolo dell’UTE come presidio culturale stabile per la città e per una parte importante della sua vita associativa.

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