Claut, una giornata di studio su cibo e terre alte: al centro le esperienze della montagna pordenonese

Il 23 ottobre la Dolomiti Mountain School riunisce a Claut studiosi, operatori e imprese locali. Iscrizioni gratuite entro il 22 ottobre.

21 ottobre 2026 19:58
Claut, una giornata di studio su cibo e terre alte: al centro le esperienze della montagna pordenonese -
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Nelle vallate della provincia di Pordenone il cibo non è soltanto tradizione o richiamo per chi visita la montagna. È anche lavoro, presidio del territorio e possibilità concreta di futuro. Da questo punto di vista guarda a Claut il nuovo appuntamento della Dolomiti Mountain School, che venerdì 23 ottobre dedicherà un’intera giornata al rapporto tra alimentazione, paesaggio e comunità alpine.

L’incontro si terrà nella Sala Convegni dell’Albergo Dolomiti, in via A. Giordani 4, con due sessioni: al mattino dalle 9.30 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 14 alle 18. Il titolo scelto per l’edizione di quest’anno è “Anche nel cibo la montagna insegna qualcosa”, filo conduttore di un programma che intreccia biodiversità, agricoltura, cultura e sviluppo locale.

Un confronto che parte dal territorio

Per il Pordenonese il tema ha un peso particolare, perché molte realtà delle aree montane stanno cercando nuove strade per restare vive, tenendo insieme saperi antichi e iniziative economiche più recenti. A Claut il confronto metterà così attorno allo stesso tavolo ricercatori, amministratori, tecnici e imprenditori.

In apertura sono previsti i saluti di Pierpaolo Zanchetta, del Servizio biodiversità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, e del sindaco di Claut Federico Francesco Tomè. L’introduzione ai lavori sarà affidata a Gianpaolo Carbonetto, giornalista e coordinatore della Dolomiti Mountain School.

Mattina tra economia, paesaggio e saperi locali

La prima parte della giornata si muoverà da una lettura più ampia della montagna friulana. Elisa Qualizza, responsabile dell’Ufficio Statistica della Camera di commercio Pordenone-Udine, presenterà un quadro socioeconomico delle aree montane regionali.

Seguirà l’intervento di Irma Visalli, architetta esperta di paesaggio e processi partecipativi, che affronterà il legame tra cibo, territorio e comunità nelle Dolomiti Patrimonio Mondiale. A questa riflessione si aggiungerà il contributo delle antropologhe Iolanda Da Deppo e Daniela Perco, dedicato al patrimonio di conoscenze costruito attorno alla terra e alle pratiche alimentari.

Nel programma della mattinata trova spazio anche Annalisa Bonfiglioli, vicepresidente della Cooperativa Cramars e autrice della biografia “Il mondo di Gianni Cosetti”, con un intervento sull’esperienza del celebre cuoco carnico e sulla capacità della cucina di montagna di innovare senza perdere le proprie radici. Chiuderà la sessione Ursula Puntel, erborista e socia fondatrice dell’Accademia delle Erbe di montagna, con un approfondimento sulle erbe spontanee e sul loro uso tra tavola, salute e conoscenze diffuse.

Pomeriggio con imprese, semi e nuove filiere

La seconda parte dell’incontro entrerà più direttamente nel campo delle produzioni agricole e delle opportunità economiche. Raffaele Testolin, già docente all’Università di Udine, interverrà sulla storia delle piante e sul loro rapporto con l’uomo. Giannandrea Mencini, storico dell’ambiente, giornalista e scrittore, porterà invece una riflessione sulla “battaglia dei semi”.

Uno sguardo alle prospettive di innovazione arriverà da Pierpaolo Rovere, direttore tecnico della Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG, che si soffermerà sui prodotti collegati al cibo e alla foresta nella bioeconomia di montagna.

Per il territorio pordenonese saranno particolarmente significative le testimonianze di chi opera ogni giorno in quota. Carlo e Chiara Santarossa, titolari dell’Azienda Agricola Saliet di Claut, racconteranno l’esperienza della coltivazione di piante officinali in alta montagna e del loro utilizzo in cucina. Francesco Ferraro, giovane imprenditore di Borgo Titol a Tramonti di Sopra, porterà il proprio percorso con l’intervento “Dalle radici al futuro”.

Dal rifugio alla tavola rotonda finale

Il programma comprende anche la voce della ristorazione d’alta quota con Marica Freschi, gestrice del Rifugio Pordenone a Cimolais, chiamata a parlare dei cambiamenti che stanno interessando la cucina nei rifugi. La giornata si chiuderà poi con una tavola rotonda tra i partecipanti.

L’iniziativa rientra nella decima edizione della Dolomiti Mountain School ed è organizzata con la collaborazione del Comune di Claut e degli enti che sostengono il percorso della scuola. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione entro le 14 di giovedì 22 ottobre. Per gli iscritti all’Albo dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali sono previsti crediti formativi in base alla presenza effettiva, mentre l’attestato di frequenza sarà rilasciato su richiesta.

Per la montagna della Destra Tagliamento e dell’area dolomitica pordenonese l’appuntamento rappresenta anche un’occasione di confronto concreto: non solo una riflessione culturale, ma un momento utile per capire quali attività possono creare valore e continuità nelle comunità locali.

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