Cordenons, botta e risposta politico: la Lega provinciale nega attriti tra sindaco e Buna

Jessica Canton respinge le accuse del PD e difende il lavoro tra Comune e Regione: per la segreteria provinciale non c’è alcuna frattura interna.

A cura di Web Team Web Team
06 agosto 2026 23:30
Cordenons, botta e risposta politico: la Lega provinciale nega attriti tra sindaco e Buna -
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Il confronto politico su Cordenons si sposta dal piano locale a quello provinciale. A intervenire è la segretaria della Lega di Pordenone, Jessica Canton, che prende posizione dopo le uscite del Partito Democratico e contesta l’idea di un contrasto tra il sindaco Andrea Dalle Vedove e la consigliera regionale Lucia Buna.

Secondo la lettura proposta dalla dirigente leghista, quanto accade nel Comune non va interpretato come uno scontro dentro il partito, ma come il risultato di ruoli istituzionali differenti. Da una parte l’amministrazione comunale con le proprie valutazioni, dall’altra la rappresentanza in Consiglio regionale delle istanze del territorio.

La risposta della segreteria provinciale

Canton afferma che la ricostruzione avanzata dagli esponenti dem Nicola Conficoni e Tomasello non corrisponde alla situazione reale. Per la Lega pordenonese, il PD starebbe cercando di leggere come frattura politica un normale confronto amministrativo.

Nel suo intervento, la segretaria provinciale insiste su un punto: non ci sarebbe alcuna distanza tra Buna e Dalle Vedove, ma un lavoro che si sviluppa su livelli diversi con un obiettivo comune, cioè ottenere risultati per Cordenons e per la sua comunità.

Il nodo dei ruoli tra Comune e Regione

La replica leghista prova anche a chiarire la distinzione tra le funzioni dei due amministratori chiamati in causa. Il sindaco, osserva Canton, opera insieme alla giunta nelle scelte che riguardano l’ente comunale e nelle opportunità ritenute più utili per il paese.

Lucia Buna, nella doppia veste di consigliera regionale e comunale, continuerebbe invece a portare all’attenzione delle istituzioni le richieste del territorio. In questa chiave, la differenza di posizione non rappresenterebbe un problema politico interno, ma una dinamica considerata fisiologica.

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Per la segreteria provinciale della Lega, dunque, il punto non è cercare presunti retroscena, ma riconoscere che amministratori con incarichi diversi possono muoversi su piani distinti senza per questo entrare in collisione.

Il richiamo al metodo della concertazione

Nella sua presa di posizione, Canton allarga poi il discorso al rapporto tra Regione e Comuni. Richiama infatti il tema della concertazione, indicandolo come il metodo con cui negli ultimi anni sarebbero state affrontate molte richieste provenienti dai territori.

Nel ragionamento della segretaria, il lavoro portato avanti dal Governo Fedriga e dall’assessore Pierpaolo Roberti avrebbe dato spazio agli enti locali, valorizzando il confronto con sindaci e amministratori invece di imporre scelte dall’alto.

È su questo terreno che la Lega provinciale colloca anche la vicenda di Cordenons: non una resa dei conti interna, ma un passaggio dentro un rapporto istituzionale più ampio, dove l’obiettivo dichiarato resta quello di tradurre le esigenze dei Comuni in interventi concreti.

Lo scontro politico resta aperto

La chiusura di Canton è apertamente politica. La segretaria sostiene che il PD continui a inseguire divisioni che, a suo giudizio, non trovano riscontro nei fatti e che non aiutano a dare risposte ai cittadini.

Per la Lega di Pordenone, la priorità resta il lavoro amministrativo nei territori. È questo, nella linea rivendicata dalla segreteria provinciale, il terreno su cui misurare l’azione del partito, più che sulle polemiche nate attorno al caso di Cordenons.

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