Creatività in classe, doppia esposizione tra Gozzi e Drusin con i lavori degli studenti

A Pordenone il percorso dell’Istituto Comprensivo mette insieme infanzia, primaria e medie: elaborati manuali, scrittura e un podcast nati da un progetto comune.

28 maggio 2026 04:07
Creatività in classe, doppia esposizione tra Gozzi e Drusin con i lavori degli studenti -
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Due sedi scolastiche della città, un unico filo conduttore e un lavoro costruito da bambini e ragazzi di età diverse. A Pordenone ha preso forma in questi giorni la mostra “Dal truciolo alla foresta: la fantasia prende forma e diventa racconto”, allestita negli spazi della Gozzi e nell’Aula Linguaggi della Drusin.

L’iniziativa porta in primo piano il percorso svolto dagli alunni dell’Istituto Comprensivo di Pordenone, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di primo grado. Il progetto si sviluppa a partire dal silent book “La matita” di Hye-Eun Kim, scelto come punto di partenza per attività che hanno unito lettura, immaginazione e rielaborazione personale.

All’inaugurazione erano presenti anche il sindaco Alessandro Basso e l’assessore all’Istruzione Pietro Tropeano, intervenuti all’apertura dell’esposizione che chiude simbolicamente una parte del lavoro svolto durante l’anno scolastico.

Un percorso condiviso tra ordini scolastici diversi

Uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza è il coinvolgimento di classi appartenenti a fasce d’età differenti, inserite in un progetto comune. L’obiettivo, come spiegato dal Comune, è stato quello di costruire un itinerario verticale centrato sulla lingua italiana, intesa non solo come materia di studio ma come strumento per capire, raccontare e includere.

Da qui è nato un insieme di produzioni che mette accanto manualità, scrittura e forme espressive attuali. Tra i materiali presentati compare anche un podcast realizzato dagli studenti, segno di un lavoro che ha saputo affiancare strumenti tradizionali e linguaggi più vicini alla quotidianità dei ragazzi.

La scuola come spazio di espressione

Nel suo intervento, il sindaco Alessandro Basso ha definito la mostra un modo efficace per concludere l’anno scolastico, ringraziando insegnanti, dirigente e soggetti che hanno collaborato alla realizzazione del progetto. Ha evidenziato soprattutto la capacità dell’iniziativa di mettere in relazione studenti di età diverse dentro un’esperienza educativa condivisa.

Basso ha anche sottolineato il valore di una scuola capace di restare aperta alla creatività e alle forme di comunicazione contemporanee, senza perdere il legame con il lavoro laboratoriale, la lettura e la fantasia. In questo quadro, il podcast è stato indicato come uno strumento utile per favorire espressione personale e collaborazione tra compagni.

Nel passaggio finale del suo intervento, il sindaco ha richiamato il significato più ampio di esperienze di questo tipo per la città: occasioni che valorizzano le capacità dei più giovani e rafforzano il rapporto tra istituti scolastici, famiglie e territorio.

Chi ha contribuito alla realizzazione

La mostra nasce dal lavoro dei docenti dei diversi gradi dell’Istituto Comprensivo di Pordenone, che hanno costruito il progetto in modo coordinato. Accanto alla scuola hanno dato supporto anche la Cooperativa Melarancia e la Fondazione Pittini.

L’allestimento resta così anche una fotografia del metodo adottato nelle classi: partire da una storia, trasformarla in attività concrete e restituirla alla comunità scolastica in forme diverse, dall’elaborato manuale al racconto sonoro. Un risultato che, per Pordenone, mette in evidenza la vitalità dei percorsi educativi sviluppati nelle scuole cittadine.

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