Cultura 2027, il Pd provinciale spinge sull’unità: «La visita di Mattarella dà forza al percorso di Pordenone»
Fausto Tomasello legge la presenza del Capo dello Stato come un passaggio di peso per Pordenonelegge 2026 e per l’avvicinamento alla sfida del 2027.
Per il Partito democratico provinciale, il cammino che porterà Pordenone verso il 2027 entra in una fase più solida anche sul piano simbolico. La presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella viene interpretata come un segnale di rilievo nazionale, capace di accompagnare la città in una stagione che avrà nella cultura uno dei suoi assi principali.
A intervenire è Fausto Tomasello, segretario della Federazione provinciale del Pd di Pordenone, il giorno dopo la presentazione milanese della 27ª edizione di Pordenonelegge. Nella lettura del dirigente dem, l’arrivo del Capo dello Stato rappresenta un riconoscimento importante per la città e per il lavoro costruito attorno ai prossimi appuntamenti culturali.
Il 2026 come passaggio decisivo verso l’anno della Capitale
Nella valutazione del Pd, la prossima edizione del festival letterario non è un evento isolato, ma un tassello centrale dentro un percorso più ampio. Da una parte c’è Pordenonelegge 2026, dall’altra l’orizzonte di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, con una visibilità destinata ad allargarsi ben oltre i confini locali.
Secondo Tomasello, quanto emerso a Milano conferma che la città può arrivare preparata a questa fase se saprà mantenere una linea condivisa. La dimensione culturale, in questa impostazione, diventa anche una prova di tenuta per il sistema Pordenone nel suo complesso.
Il messaggio politico: risultati se il territorio marcia compatto
Il punto su cui il segretario provinciale insiste maggiormente riguarda il metodo. Per il Pd, i passaggi più significativi si costruiscono quando istituzioni, categorie economiche, operatori culturali e realtà sociali si muovono con obiettivi comuni, evitando frammentazioni in una fase considerata delicata e strategica.
Tomasello richiama infatti una piena convergenza di intenti come condizione necessaria per accompagnare sia il festival sia il progetto cittadino legato al 2027. È una sottolineatura che ha anche un valore politico locale, perché lega il successo degli eventi alla capacità di fare squadra sul territorio.
Il profilo di Pordenonelegge nella lettura dei dem
Nel commentare la presentazione della nuova edizione, Tomasello esprime soddisfazione per le prospettive annunciate e mette in evidenza l’impronta civile della manifestazione. Il riferimento è in particolare ai temi che caratterizzeranno il programma del 2026.
Tra gli aspetti indicati dal segretario dem ci sono l’attenzione alla libertà di espressione e al dissenso, con spazio riservato anche a voci internazionali colpite dalla repressione dei regimi. Un’impostazione che, nella lettura del Pd provinciale, rafforza il ruolo pubblico di Pordenonelegge e ne amplia il significato oltre il calendario degli incontri.
La posizione di Tomasello
Per il segretario della Federazione provinciale, la stagione che si apre chiede continuità e una collaborazione concreta tra soggetti diversi. La sfida, osserva, è accompagnare il festival e il percorso verso il 2027 con un lavoro condiviso, capace di tenere insieme istituzioni e mondo culturale.
«Continueremo a sostenere con la massima convinzione – afferma Tomasello – un modello basato sulla sinergia istituzionale e sulla piena condivisione, elementi indispensabili per garantire il successo di Pordenonelegge 2026 e per proiettare la città verso lo storico traguardo del 2027».