Dalle Grotte di Pradis a Clauzetto: il festival del Verdi saluta l’estate nelle valli pordenonesi

Undici appuntamenti tra borghi e montagne per l’edizione 2026: nel progetto anche la nuova residenza di drammaturgia e il percorso verso Pordenone 2027.

04 agosto 2026 18:08
Dalle Grotte di Pradis a Clauzetto: il festival del Verdi saluta l’estate nelle valli pordenonesi -
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Si chiude con un bilancio di crescita l’edizione 2026 di Montagna Teatro Festival Estate, il percorso promosso dal Teatro Verdi che anche quest’anno ha portato spettacoli e incontri culturali fuori dalla città, dentro alcuni dei luoghi più riconoscibili della montagna pordenonese.

Per oltre un mese le vallate del territorio hanno ospitato undici appuntamenti distribuiti tra piazze, borghi, malghe e spazi naturali, con un programma costruito per mettere insieme teatro, musica, poesia e narrazione in un unico itinerario diffuso.

Il progetto, arrivato al quinto anno, si è sviluppato con il Club Alpino Italiano e con una rete di più di cinquanta realtà partner. Tra i soggetti coinvolti figurano anche Fondazione Friuli, Banca 360 FVG e Camera di Commercio Pordenone-Udine. L’iniziativa rientra inoltre nel cammino che accompagna Pordenone verso il 2027.

Montagna Teatro Festival, chiusa la quinta edizione nelle vallate pordenonesi

Un cartellone che ha attraversato le terre alte del Pordenonese

L’apertura del festival è stata affidata a Giobbe Covatta, già presenza centrale del progetto, e da lì il programma ha scelto di alternare registri molto diversi. Accanto agli spettacoli teatrali hanno trovato spazio concerti, omaggi alla canzone d’autore, appuntamenti tra parole e musica, teatro di racconto e performance di tamburi giapponesi.

Tra i momenti più caratteristici dell’edizione 2026 ci sono state anche le passeggiate poetiche dedicate a Federico Tavan e il percorso immersivo alle Grotte di Pradis, pensato come un omaggio al fotografo Italo Zannier attraverso immagini, voci e ascolto in cuffia.

La formula ha confermato un tratto che nel Pordenonese sta diventando riconoscibile: usare il paesaggio non come semplice cornice, ma come parte stessa dell’esperienza culturale.

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La novità della formazione a Clauzetto

Tra gli aspetti nuovi di questa edizione c’è stata la residenza di alta formazione “Scrivere per la scena di montagna”, organizzata a Clauzetto con l’Università degli Studi di Padova e il Teatro Stabile del Veneto.

È un passaggio che amplia il raggio del festival: non solo programmazione artistica per il pubblico, ma anche uno spazio di studio e produzione dedicato ai giovani. Alla dimensione degli eventi si è così aggiunto un lavoro più lungo, pensato per far nascere scrittura e progettualità attorno ai temi della montagna.

Il legame con le comunità locali

Nel bilancio tracciato dal presidente del Teatro Verdi Giovanni Lessio emerge il dato di una partecipazione arrivata non soltanto dai paesi coinvolti, ma anche dalla pianura. Lessio ha richiamato il rapporto costruito con le amministrazioni e con le comunità montane, citando in particolare quella delle Prealpi Friulane Orientali e la Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio.

Secondo il presidente del Verdi, proprio l’intreccio tra spettacolo e momenti formativi residenziali ha permesso di offrire occasioni di crescita artistica ai più giovani e, insieme, di far conoscere da vicino località della montagna pordenonese.

Ora l’attività estiva torna nel capoluogo

Per il Teatro Verdi, Montagna Teatro Festival è ormai uno dei progetti più riconoscibili, anche per la capacità di tenere insieme città e vallate in un’unica proposta culturale. La sua presenza nel percorso di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 va letta dentro questa continuità.

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Conclusa la parte itinerante tra le montagne, il calendario estivo del Verdi si sposta nuovamente in città. Nel centro di Pordenone è attesa la residenza della Gustav Mahler Jugendorchester, con 112 musicisti provenienti da 22 Paesi diversi.

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